Bunq ha aperto la sua prima succursale in Italia, lanciando contestualmente l’IBAN locale e i conti multi-IBAN. Fondata nel 2012 nei Paesi Bassi, dotata di regolare licenza bancaria “greenfield” e redditiva su base annuale dal 2024, la banca digitale punta ora sull’Italia come nuovo mercato chiave in Europa.
«bunq è stata progettata pensando a espatriati, lavoratori internazionali e nomadi digitali – spiega ad AziendaBanca Bianca Zwart, Chief Strategy Officer di bunq –, molti dei quali scelgono di vivere in Italia. Per non parlare dei milioni di italiani che vivono al di fuori dei confini nazionali. Nell’ultimo anno, il numero di utenti bunq in Italia è cresciuto del 200% (anche bunq, come molte altre fintech e banche digitali, non sempre fornisce numeri assoluti, ma solo percentuali, NdR), nonostante non offrissimo un IBAN nazionale, poiché il nostro prodotto era adatto alle loro esigenze. Ora che abbiamo un IBAN IT, potranno scegliere di usare bunq come loro account principale».
Il conto multi-IBAN per professionisti e imprese
Negli ultimi anni, la comunità di “digital nomads” ed espatriati in Italia è cresciuta rapidamente, con le città di Milano, Roma e Firenze in vetta alle preferenze. Ma la possibilità di utilizzare un conto multi-IBAN (che include anche Paesi Bassi, Germania, Francia, Spagna e Irlanda) non interessa solo a questo target.
«Il concetto di “nomade digitale” viene capito da tutti – aggiunge Zwart – ma un conto multi-IBAN copre le esigenze di molte persone, professionisti e imprese che hanno bisogno di avere in una sola app più conti correnti di Paesi diversi. Avendo passato anni tra l’Italia e l’estero, so bene cosa significa affrontare la burocrazia quando tutto sembra più complicato del necessario. Con l’IBAN italiano vogliamo offrire un’esperienza globale grazie a un conto che funziona ovunque ma parla anche la lingua di casa. In una prima fase avvieremo delle attività di marketing e comunicazione esclusivamente digitali, ma stiamo pensando ad alcune campagne “out of home” per fare conoscere il brand. Saranno emozionanti, ma non posso dire di più».
Il vero parametro da guardare è la soddisfazione dei clienti
Al momento, bunq non ha comunicato espliciti obiettivi di crescita, «puntiamo ad approfondire la relazione con gli utenti, comprenderne i bisogni, anziché accelerare la crescita – spiega Zwart. Siamo diversi dalle altre challenger e dalle neobanche: una rapida espansione della base clienti è un esempio di vanity metrics. Il parametro a cui guardare realmente è la soddisfazione dei clienti. Sappiamo che in Italia ci sono diversi attori digitali forti e non copieremo la loro offerta. Andremo a individuare un bisogno specifico e utilizzeremo l’IBAN locale come infrastruttura di base per sviluppare il nostro prodotto. Andando a offrire a persone con uno stile di vita internazionale la possibilità di risparmiare e investire, anche in criptoasset, ma partendo dalle loro esigenze».
Al cliente non interessa come usi l’AI
Bunq definisce se stessa “la prima banca in Europa fondata sull’intelligenza artificiale”. Ha infatti ripensato la propria infrastruttura partendo dall’AI ed è entrata nelle cronache (bancarie) per una sentenza storica sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito AML, in una vicenda che la vedeva opporsi al Regolatore olandese.
«Usiamo l’AI da molto tempo – osserva Zwart – ma penso che per i nostri utenti la tecnologia in sé non sia né un problema né un vantaggio. A loro importa solo che il servizio che ricevono sia di qualità. Usiamo l’AI per il riconoscimento automatico di immagini e documenti, ad esempio, mentre il nostro assistente GenAI, Finn, è operativo in 38 lingue, italiano compreso, e gestisce in autonomia il 90% delle richieste di supporto. Quando abbiamo iniziato a utilizzare l’AI in ambito antiriciclaggio abbiamo lanciato un messaggio importante: ogni banca può raggiungere i risultati desiderati senza necessariamente utilizzare lo stesso metodo di tutte le altre».
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di luglio/agosto 2026 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.