La fintech italiana Fleap è una delle 61 organizzazioni selezionate dall’Eurosistema per partecipare all’Appia Contact Group, che definirà la visione per il futuro ecosistema finanziario europeo tokenizzato.
Nell’elenco rientrano anche ABI, Cassa Depositi e Prestiti, Intesa Sanpaolo, Banca Sella, Nexi, Euroclear e Clearstream. Tra gli operatori specializzati, invece, 21X, Fnality, SG-FORGE e SWIAT.
Si segnala anche la presenza di molte delle principali banche europee e del consorzio Qivalis.
Cosa fa l’Appia Contact Group
Il primo incontro è fissato per il 21 settembre 2026 a Francoforte. I partecipanti andranno a portare requisiti tecnici, vincoli operativi e casi d’uso concreti. Il confronto toccherà la standardizzazione, l'interoperabilità tra infrastrutture e reti, la gestione dei rischi, i collateral, i mercati secondari ed emissioni transfrontaliere.
Fleap intende contribuire soprattutto sul tema della portabilità degli strumenti finanziari digitali tra infrastrutture regolamentate diverse, cioè che cosa serve affinché un titolo possa trasferirsi, per esempio, da un registro italiano a uno francese, senza dover essere ricreato e senza perdere l’identità giuridica, i vincoli alla circolazione, gli attributi di compliance e la storicità degli eventi nel corso del ciclo di vita.
Entro il 2028 l’Eurosistema punta a tradurre questo percorso in un blueprint per il futuro ecosistema finanziario tokenizzato europeo, affrontando questioni che vanno dagli standard comuni all’interoperabilità tra reti, fino al settlement e alla circolazione transfrontaliera degli strumenti finanziari.
«La tokenizzazione dei mercati finanziari europei richiederà il confronto tra prospettive ed esperienze molto diverse: quelle delle grandi infrastrutture e degli intermediari, ma anche quella di chi già oggi emette e gestisce strumenti finanziari nativamente digitali – commenta Eleonora Mastrippolito, Business Developer di Fleap. Per Fleap partecipare all’Appia Contact Group significa poter portare al tavolo problemi, vincoli e casi d’uso che incontriamo concretamente sul mercato. Interoperabilità e operatività cross-border, ad esempio, sono tra le condizioni necessarie affinché gli strumenti finanziari digitali possano davvero scalare a livello europeo. È su questi aspetti che vogliamo mettere a disposizione la nostra esperienza».