37 banche per Qivalis: il consorzio della stablecoin in EUR accoglie altri 25 istituti

Qivalis 37 banche
Da sinistra: Floris Lugt, CFO; Sir Howard Davies, Presidente; e Jan-Oliver Sell, CEO di Qivalis

Si aggiungono altre 25 banche al consorzio Qivalis, che ora conta sul supporto di 37 istituti europei in 15 Paesi europei per il lancio della prossima stablecoin regolamentata in euro.

Tra i nuovi ingressi figurano Intesa Sanpaolo, Rabobank, Bper Banca, AbnAmro, Banco Sabadell, Bankinter, Groupe BPCE, Helaba e la National Bank of Greece. Ma le porte restano aperte e si valuta già l’ingresso di ulteriori realtà bancarie.

La richiesta di licenza Imel

Nel frattempo, Qivalis, con sede ad Amsterdam, ha fatto richiesta per una licenza di Imel alla Banca Centrale Olandese e punta a essere operativa una volta ottenuta la licenza entro la fine di quest'anno, così da portare sul mercato la stablecoin e i primi use case.

Il consorzio si occuperà infatti di realizzare e mettere a disposizione la piattaforma e la stablecoin alle banche aderenti, quindi dell’emissione e del riscatto della stablecoin contro gli euro fiat.

Saranno invece le banche e i CASP a offrire un wallet e una serie di use case ai clienti finali, potendo contare su una piena interoperabilità con tutte le altre banche (e i CASP) che si appoggiano a Qivalis.

La sovranità europea

Lo spirito europeo del progetto conferma la volontà delle istituzioni europee a interrompere la dipendenza dal dollaro per abilitare una nuova infrastruttura per i pagamenti e il settlement on-chain, ovvero eseguiti su blockchain. Ovviamente in euro e non in dollari.

 

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