MSA Mizar punta sull’AI: 30 milioni di investimenti nel piano Shine2030

MSA Mizar Shine2030
Antonio Marchitelli, Group CEO di MSA Mizar

Crescita europea, intelligenza artificiale e nuove acquisizioni. Sono questi i pilastri di Shine2030, il nuovo Piano Industriale di MSA Mizar, operatore europeo attivo nei servizi tecnologici per la gestione dei sinistri assicurativi.

Il Piano, approvato dal management del Gruppo insieme agli azionisti TowerBrook, Columna Capital e Giovanni Campus, definisce la strategia per i prossimi cinque anni, con l’obiettivo di consolidare il posizionamento della società come piattaforma paneuropea di riferimento nel claim management e nei servizi assicurativi ad alta componente tecnologica.

30 milioni di investimenti in tecnologia e AI

Per sostenere il percorso di crescita, MSA Mizar prevede investimenti per circa 30 milioni di euro in tecnologia e intelligenza artificiale entro il 2030.

Le risorse saranno destinate in particolare allo sviluppo di soluzioni proprietarie Software-as-a-Service (SaaS), alla digitalizzazione dei processi e all’integrazione delle infrastrutture tecnologiche del Gruppo.

«Shine 2030 segna un cambio di passo per MSA Mizar – ha commentato Antonio Marchitelli, Group CEO di MSA Mizar. Abbiamo costruito una piattaforma europea capace di scalare competenze, tecnologia proprietaria ed execution internazionale. Ora l’obiettivo è diventare il partner tecnologico di riferimento per il mercato europeo dei sinistri. Intelligenza artificiale e tecnologie proprietarie sono il cuore del nostro modello consulenziale e operativo. A questa ricetta affidiamo l’obiettivo di una crescita sostenuta, coerente e costante, che potrà contare anche su un investimento significativo in iniziative di M&A nei Paesi target».

Le tre fasi del piano

La crescita sarà sostenuta sia da operazioni di acquisizione, con particolare attenzione ai mercati europei non ancora presidiati dal Gruppo, come Regno Unito e Germania, sia dallo sviluppo organico e dall’apertura di nuove linee di business, a partire dal segmento travel.

Il piano si articola in tre fasi. La prima, denominata Build (2026-2027), sarà dedicata al rafforzamento degli asset tecnologici e dell’offerta, all’accelerazione del percorso di internazionalizzazione e all’ingresso in nuovi mercati.

Seguirà la fase Accelerate (2028-2029), focalizzata sulla crescita su scala europea e sull’ampliamento del portafoglio di prodotti e servizi.

Infine, con la fase Boost (dal 2030), il Gruppo punta a consolidare la propria dimensione internazionale e a valorizzare pienamente le piattaforme sviluppate nel corso del quinquennio.

Una governance sempre più internazionale

Nell’ambito del rafforzamento della governance multi-country, MSA Mizar sta evolvendo verso un modello di piattaforma multinazionale integrata, con l’obiettivo di condividere competenze e best practice sviluppate nei diversi mercati europei.

In questo contesto nasce la Country Italia, affidata a Fabio Piras nel ruolo di Country Manager. Piras, che vanta oltre vent’anni di esperienza nel settore assicurativo, è entrato nel Gruppo nel 2016 e ha ricoperto negli anni gli incarichi di Direttore Generale di MSA-Multi Serass e di Amministratore Unico di N4C e RipArte.

Crescono ricavi e investimenti

Il piano arriva dopo un 2025 chiuso in crescita. Al netto del business grandine, il fatturato del Gruppo è aumentato del 12% rispetto all’anno precedente, sostenuto dal comparto Motor in Italia e dal business Property in Spagna.

L’Italia ha generato quasi 60 milioni di euro di ricavi, in aumento dell’11% rispetto al 2024 e del 4% oltre le previsioni. In Spagna i ricavi hanno superato i 41 milioni di euro, con una crescita del 14% anno su anno.

Prosegue anche il percorso di investimento nell’innovazione. Nel 2025 le risorse destinate alla tecnologia sono cresciute di oltre il 20%, superando i 5 milioni di euro, mentre i ricavi derivanti dalle soluzioni SaaS sono raddoppiati rispetto al 2024.

I risultati confermano il percorso di trasformazione intrapreso dal Gruppo, oggi presente in cinque Paesi europei, con circa mille dipendenti e oltre un milione di sinistri gestiti ogni anno.

 

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