Nomisma-Visa: "La digitalizzazione dei consumi, un mercato da 796 miliardi entro il 2030"

Nomisma Visa ricerca "La sfida della fiducia nel commercio digitale"
Stefano M. Stoppani, Country Manager di Visa Italia

Il commercio digitale in Italia si prepara a una crescita significativa nei prossimi anni. È quanto emerge dalla ricerca "La sfida della fiducia nel commercio digitale", realizzata da Nomisma per Visa, secondo cui entro il 2030 la spesa delle famiglie italiane potrebbe raggiungere i 796 miliardi di euro, con un incremento del 18% rispetto ai livelli attuali.

Le prospettive di crescita sono particolarmente rilevanti: secondo le stime elaborate da Nomisma, entro il 2030 il commercio digitale potrebbe arrivare a rappresentare il 43% dei consumi complessivi, superando per la prima volta il commercio tradizionale.

Le percentuali

Lo studio evidenzia come i pagamenti digitali siano ormai entrati stabilmente nelle abitudini di consumo degli italiani. Nel 2025 il 26% degli intervistati ha effettuato prevalentemente acquisti online, mentre il 29% ha dichiarato di utilizzare in misura equivalente canali fisici e digitali. Tra i più giovani, il 35% degli under 29 acquista online almeno una volta alla settimana.

«In pagamenti digitali rappresentano per gli italiani una modalità d’acquisto consolidata, sempre più centrale nelle abitudini quotidiane dei consumatori”, spiega Stefano M. Stoppani, Country Manager di Visa Italia, oggi, la prospettiva di raggiungere un equilibrio tra commercio fisico e digitale entro il 2030 è concreta e questa trasformazione costituisce un’opportunità strategica soprattutto per le imprese italiane, chiamate ad accelerare i propri percorsi di digitalizzazione per restare competitive. In questo contesto, Visa ha già abilitato oltre 1 milione di PMI negli ultimi tre anni, contribuendo inoltre a rendere il sistema dei pagamenti sempre più accessibile e sicuro».

L'intelligenza artificiale sempre più presente negli acquisti

La ricerca evidenzia inoltre il crescente ruolo dell'intelligenza artificiale nelle attività quotidiane e nei processi di acquisto. Oggi il 75% degli italiani dichiara di utilizzare strumenti di AI nella vita privata, mentre il 47% li impiega in ambito lavorativo.

Nel commercio digitale, l'AI viene utilizzata principalmente per cercare informazioni su prodotti e servizi (41%), confrontare alternative (33%) e ottenere consigli d'acquisto (23%).

Il 56% degli intervistati prevede di aumentare l'utilizzo dell'intelligenza artificiale per gli acquisti entro il 2030. Tra i principali benefici riconosciuti dagli utenti figurano il risparmio di tempo nelle attività ripetitive (44%) e la semplificazione delle operazioni quotidiane (40%).

Sicurezza e fiducia restano decisive

Lo sviluppo del commercio digitale e delle nuove tecnologie passa però attraverso un elemento ritenuto essenziale dai consumatori: la fiducia.

Secondo la ricerca, il 63% degli italiani associa l'affidabilità di un metodo di pagamento alla presenza di adeguati sistemi di autenticazione, mentre il 52% considera fondamentale ricevere notifiche in tempo reale tramite SMS, e-mail o applicazioni dedicate. Per il 44% degli intervistati, inoltre, la fiducia deriva dall'utilizzo continuativo di uno strumento senza aver mai riscontrato problemi o esperienze negative.

«La crescita del commercio digitale non dipenderà soltanto dall’evoluzione tecnologica, ma soprattutto dalla capacità dell’intero ecosistema di costruire e rafforzare la fiducia dei consumatori - commenta Stoppani - sicurezza e affidabilità sono diventate leve decisive per l’espansione del mercato digitale. Per questo motivo, negli ultimi dieci anni abbiamo investito 3 miliardi di dollari solo in infrastrutture di intelligenza artificiale e dati. Questo non significa solo migliorare l’esperienza d’acquisto, ma creare le condizioni per sostenere la crescita futura del commercio digitale e agentico nel mondo e in Italia».

Focus sulla sicurezza

L'attenzione alla sicurezza emerge con forza anche dall'analisi di Nomisma. La crescente diffusione dei canali digitali e dell'intelligenza artificiale rende infatti i consumatori più consapevoli dei potenziali rischi legati alle frodi e alla protezione dei dati personali. 

«L’attenzione crescente al rischio di frode non rappresenta un freno allo sviluppo dei pagamenti digitali, ma un fattore che ne guida l’evoluzione. I consumatori chiedono oggi maggiore sicurezza e protezione, orientando il mercato verso soluzioni sempre più avanzate. Un italiano su tre, fra gli intervistati, mostra infatti una piena consapevolezza della possibilità di incorrere in una frode e, al tempo stesso, riconosce come l’intelligenza artificiale possa contribuire a rendere le minacce più sofisticate, rafforzando la necessità di strumenti di difesa sempre più evoluti. In questo scenario, la fiducia non è un elemento accessorio, ma la vera condizione abilitante per la crescita del digitale, da costruire attraverso sistemi di sicurezza sempre più efficaci e un investimento continuo nell’informazione ed educazione dell’utente», dichiara Ersilia Di Tullio, Head of Strategic Advisory Nomisma.

 

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