«Chi ha le idee chiare sui pagamenti non li sta guardando abbastanza da vicino». Con questa frase Oliver Jenkyn, Group President di Visa, ha dato il benvenuto al Visa Payment Forum 2026: quasi a scusarsi per l’impossibilità di sintetizzare il cambiamento in corso nei pagamenti digitali.
Perché una trasformazione è in corso, sì, ma non è affatto lineare. Piuttosto, sembra un’espansione in ogni direzione, che riguarda tutti i soggetti. Circuiti e issuer, ovviamente, ma soprattutto chi i pagamenti li fa e li riceve: consumatori, aziende e governi.
E mutano anche gli strumenti, dalle “classiche” carte fino a wallet e wearable, ormai abituali per gli addetti ai lavori. Fino all’ultima frontiera, i veri protagonisti di questa edizione del Visa Payment Forum, cioè i pagamenti agentici.
L’AI fa lo shopping per noi
Visa ci colloca infatti all’inizio della “terza era del commercio”, come l’ha definita Mehret Habteab, SVP Platform & Product Management di Visa. Nella prima era gli umani acquistavano di persona, nella seconda abbiamo iniziato a comprare online, nella terza ci affideremo ad Agenti AI e dispositivi connessi che completeranno per noi almeno una parte del processo di scelta e acquisto di beni e servizi.

Mehret Habteab, SVP Platform & Product Management di Visa
Servono tecnologia, regole e fiducia
Non avverrà dall’oggi al domani: mancano molti elementi essenziali. Tecnologicamente parlando, il web nasce per gli esseri umani: occorrono protocolli, standard e API a misura di bot.
Andranno definiti molti aspetti legali e di business come, banalmente, cosa succede se l’Agente AI acquista per sbaglio, magari in preda ad allucinazioni, e come si tutela il merchant.
E poi c’è l’aspetto psicologico, legato al consumatore. È vero che già oggi l’80% degli europei usa l’AI per trovare o scegliere un prodotto. Ma fidarsi del “bot” al punto tale da affidargli le credenziali di pagamento è un’altra storia.
Sempre più token
La sicurezza resta un nodo da sciogliere. Se gli Agenti AI diventano protagonisti del commercio, magari anche lato merchant, bisogna verificare l’intento di acquisto del titolare di carta, la sua identità, l’effettiva autorizzazione data all’agente, fino all’integrità di reti e transazioni.
Serve un ambiente di fiducia. Sappiamo già che l’Agentic AI sfrutterà la tokenizzazione, già in uso per circa il 60% delle transazioni online di Visa, che si è dimostrata in grado di tagliare le frodi del 35%. Grazie a token “portabili”, l’identità del cliente sarà mantenuta su diverse piattaforme; a garantire la sicurezza saranno anche l’analisi comportamentale e l’uso della biometria.
Completate le prime transazioni
Al Visa Payment Forum sono state eseguite transazioni reali di agentic commerce presso alcuni esercenti aderenti all’iniziativa, in cui agenti AI hanno appunto fatto acquisti “per conto” di titolari di carta: navigando tra i prodotti per individuare gli articoli e avviando poi il pagamento, ottenendo l’esplicito ok del titolare.
Tra gli emittenti che hanno completato transazioni reali figurano anche Nexi, ING, Klarna, BBVA e Revolut, mentre lato merchant il nome più noto al pubblico italiano è lastminute.com.
Agentic Ready esteso ai merchant
Per i merchant, comunque, il salto verso il commercio agentico non è una passeggiata. Le piattaforme di e-commerce, catalogo compreso, sono state pensate e progettate per utenti umani.
E non sono necessariamente “agent-ready”, cioè leggibili e utilizzabili dagli Agenti AI. Al VPF Visa ha quindi annunciato l’estensione agli esercenti del programma Agentic Ready, che offre una serie di funzionalità, tra cui un test di auto-valutazione della propria “prontezza” alla nuova era del commercio elettronico e MyAgent, un “agente di test” da cui issuer, banche e aziende possono partire per sviluppare la propria soluzione.
Una piattaforma 2.0 per la sicurezza cyber
Riguarda il tema sicurezza anche una seconda novità del Visa Payment Forum, cioè il lancio della Visa Threat Intelligence Platform (VTIP), soluzione che offre agli istituti finanziari la stessa intelligence di cybersecurity con cui Visa blocca ogni mese 90 milioni di attacchi cyber e 11 milioni di email di phishing.
La VTIP combina intelligence informatica e antifrode, con alert su exploit ed esposizioni rilevanti per la singola banca e casi di impersonificazione del brand, ma anche sulla presenza nel dark web di credenziali di pagamento compromesse o di potenziali attacchi mirati a dirigenti e dipendenti. Fino alla classica Threat Intelligence, con indicatori di compromissione basati sul malware.
«Le frodi sono spesso il risultato di incidenti informatici che passano inosservati finché non è troppo tardi – dichiara Mandy Lamb, Head of Value-Added Services, di Visa Europe. Con Visa Threat Intelligence Platform, aiutiamo gli istituti finanziari a identificare i rischi prima che possano tradursi in frodi o perdite economiche, intervenendo con maggiore precisione. Integrando l’intelligence informatica con l’intelligence dei pagamenti, consentiamo ai nostri clienti di proteggere meglio i propri utenti, ridurre l’impatto dannoso delle frodi e rafforzare la fiducia nei pagamenti digitali».
Le AI per la sicurezza su GitHub
È invece disponibile su GitHub il framework Visa Vulnerability Agentic Harness (VVAH), un modello di AI avanzata sviluppato all’interno da Visa (e reso pubblico lo scorso 11 giugno) per passare a un approccio proattivo alla sicurezza informatica. VVAH, costruito sui learning del Project Glasswing di Anthropic, rileva le vulnerabilità e le corregge in modo autonomo, grazie all’intelligenza artificiale.
L’offerta Affluent diventa adattiva
Ma le novità non riguardano solo la tecnologia. C’è spazio anche per l’innovazione di prodotto, con il restyling di Visa Infinite, l’offerta riservata alla clientela Affluent, che abbandona lo sterminato pacchetto di benefit a tutto tondo per passare a una proposta flessibile, che si adatta alle esigenze del cliente nella sua specifica fase di vita. Il concetto è quello di “Adaptive Affluence”, un “Premium” che si evolve insieme al cliente e ai suoi bisogni.

Il concierge AI personalizza i benefit
Sotto il brand “Infinitely More” arriva quindi una piattaforma di opzioni, che spaziano dal mass affluent fino all’ultra-HNWI: un “concierge AI” si occuperà di comprendere il contesto specifico del cliente e di proporgli suggerimenti ed esperienze rilevanti, attivando i servizi di suo interesse.
L’ecosistema dei partner è stato ulteriormente ampliato, con l’arrivo di nuovi brand in ambito viaggi, lifestyle e shopping, e la conferma di esperienze legate a concerti, eventi sportivi e turismo.
Le Stablecoin sono un’opportunità futura
Menzione speciale, infine, per le Stablecoin. «Restiamo ottimisti su questo strumento che, grazie alla garanzia di una valuta FIAT, può sfruttare i vantaggi di asset altrimenti speculativi – conclude Jenkyn. Il network di Visa avrà un ruolo di “ponte” tra criptoasset e valute tradizionali, anche se non vediamo opportunità nelle vendite al dettaglio ai consumatori. Ma, piuttosto, nei mercati emergenti con valute troppo volatili, nei pagamenti transfrontalieri B2B e nel collegamento tra carte Visa e wallet di stablecoin».
Si tratta, però, di una tecnologia che sta muovendo i primi passi e che richiederà importanti investimenti per migliorare la privacy, la sicurezza e l’efficienza di architettura e wallet.
Se ne riparlerà, quindi, nei prossimi anni. La grande protagonista di questa edizione resta solo l’AI.