Commercial Lines: le PMI restano reattive sul rischio, ma il mercato assicurativo cresce

IIA Commercial Lines PMI reattive al rischio
Da sinistra: Marco Concordati, Partner Insurance di EY; Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di Italian Insurtech Association

Le PMI italiane continuano a gestire il rischio soprattutto in modo reattivo, ma il mercato assicurativo guarda con fiducia al segmento Commercial Lines, secondo la ricerca realizzata da EY per Italian Insurtech Association (IIA), presentata durante gli Insurtech Days 2026.

L’analisi mostra come quasi sette operatori su dieci non rilevino miglioramenti significativi nella consapevolezza del rischio delle imprese. Allo stesso tempo, il 92% degli intervistati si aspetta una crescita della raccolta premi nei prossimi dodici mesi.

Più che cultura del rischio, è reattività ai fattori esterni

Secondo lo studio, il 67% degli operatori ritiene che la sensibilità delle PMI verso i rischi sia migliorata solo marginalmente o non sia cambiata affatto. Quando le imprese aumentano l'attenzione alla protezione, lo fanno prevalentemente in risposta a fattori esterni: nel 75% dei casi a seguito di obblighi normativi o di richieste provenienti da banche, clienti o Pubblica Amministrazione, mentre nel 42% dei casi la spinta arriva dopo aver subito direttamente un evento negativo.

Per il mercato assicurativo, quindi, la sfida resta quella di favorire il passaggio da una gestione del rischio dettata dall'emergenza a un approccio più preventivo e strutturato.

Le Commercial Lines continuano a crescere

Nonostante il protection gap rimanga elevato, gli operatori vedono nel segmento PMI uno dei principali motori di sviluppo del mercato. Il 92% del campione prevede infatti un aumento della raccolta premi nei prossimi dodici mesi: l'83% si aspetta una crescita moderata, mentre il 9% prospetta un incremento più significativo.

A sostenere questo sviluppo non sarà soltanto l'ampliamento dell'offerta assicurativa, ma soprattutto l'evoluzione del modello distributivo.

Consulenza e servizi diventano la leva competitiva

Per il 67% degli operatori, il rafforzamento del ruolo consulenziale di agenti e broker rappresenta oggi la principale leva di crescita del mercato Commercial Lines.

Alla distribuzione si affiancano iniziative di informazione ed educazione rivolte alle imprese, indicate dal 50% del campione come uno degli strumenti più efficaci per aumentare la cultura del rischio.

Parallelamente, le compagnie stanno ampliando il contenuto delle proprie soluzioni. Il 58% dichiara di investire nell'integrazione di servizi a valore aggiunto, come attività di risk assessment, loss prevention, cyber hygiene e supporto alla compliance, mentre il 50% punta su una maggiore modularità delle coperture per adattarle alle esigenze delle singole PMI.

Catastrofi naturali e AI tra le priorità

Tra i principali ambiti di sviluppo emerge anche il rischio climatico. Pur essendo ormai stabilmente presente nell'offerta del mercato assicurativo, l'adozione delle coperture procede lentamente.

Per accelerarla, il 50% degli operatori sta investendo in attività di sensibilizzazione, mentre il 42% sta rivedendo i modelli di pricing per renderli più sostenibili e accessibili.

L'intelligenza artificiale si conferma invece una priorità strategica, anche se il livello di maturità è ancora eterogeneo.

Il 27% degli operatori si trova nelle prime fasi di implementazione e il 9% non ha ancora sviluppato casi d'uso.

Tra chi ha già adottato queste tecnologie, i benefici riguardano soprattutto l'automazione della gestione dei sinistri (55%) e il miglioramento delle attività di underwriting e risk assessment (36%).

Più che trasformare il rapporto con il cliente, almeno per ora, l'AI viene utilizzata soprattutto per rendere più efficienti i processi operativi e supportare decisioni più accurate.

«Per superare il gap di protezione delle PMI, il settore assicurativo sta evolvendo verso un modello che mette al centro l’accompagnamento delle imprese nella comprensione e nella gestione dei rischi – ha dichiarato Marco Concordati, Partner Insurance di EY. Il 67% degli operatori indica nel rafforzamento del ruolo consulenziale di agenti e broker la principale leva di crescita, affiancata dallo sviluppo di servizi a valore aggiunto come risk assessment e attività di prevenzione, sempre più integrati nelle soluzioni offerte. In questo percorso si inserisce anche l’adozione dell’intelligenza artificiale, oggi prevalentemente concentrata sul miglioramento dei processi operativi e decisionali, con benefici ancora in fase di consolidamento, ma con un potenziale ancora ampio di evoluzione nei modelli di servizio».

«Il principale gap che emerge dalla ricerca non riguarda tanto la disponibilità di soluzioni assicurative quanto il livello di cultura assicurativa presente nel tessuto imprenditoriale italiano – ha commentato Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di Italian Insurtech Association. Per colmare questo divario è necessario che compagnie, intermediari, broker e tutti gli attori dell'ecosistema facciano fronte comune, promuovendo un approccio più strutturato alla gestione del rischio. Oggi troppo spesso l'attenzione delle imprese si attiva solo in risposta a un evento subito, a un obbligo normativo o a una richiesta esterna. La vera sfida è favorire il passaggio da una logica reattiva a una cultura preventiva e proattiva della gestione del rischio. È questo il concetto che sta alla base degli ecosistemi assicurativi: superare la logica del puro prodotto per costruire modelli integrati che combinano protezione, prevenzione, servizi e consulenza, creando valore continuo per le imprese».

 

La Rivista

Giugno 2026

PAGAMENTI DIGITALI: IL MATCH RICOMINCIA

Tra wallet, AI e sovranità europea si amplia l'ecosistema dei pagamenti

Tutti gli altri numeri