Tra modernizzazione, consolidamento, infrastrutture condivise e architetture ibride, le banche europee adottano strategie differenti nella trasformazione dei data center. D’altronde, negli ultimi anni, queste infrastrutture sono diventate un pilastro delle strategie data-driven del settore bancario.
Che prosegue infatti nella digitalizzazione delle operations e dei servizi, integrando l’intelligenza artificiale per affinare le analisi dei dati e aumentando anche i livelli di resilienza operativa come richiesto dalle normative.
Il data center diventa quindi un asset strategico per le banche europee, che tra il 2025 e il 2026 hanno scelto approcci differenti per intervenire sull’infrastruttura IT, perseguendo verso un obiettivo comune: rendere le piattaforme resilienti, scalabili e pronte per l’integrazione dell’AI.
La modernizzazione per integrare l’AI
In questo percorso, per molte banche il punto di partenza è la modernizzazione delle infrastrutture esistenti. È il caso di CIB Bank, in Ungheria, che ha avviato un programma di modernizzazione delle operazioni di data center: l’obiettivo è migliorare resilienza e qualità dei servizi digitali.
Il progetto si basa su strumenti avanzati di osservabilità e automazione, con un monitoraggio centralizzato di oltre 600 server e una gestione più efficiente delle operazioni IT.
Una via simile è stata intrapresa da Danske Bank, che ha aggiornato le proprie piattaforme di calcolo e storage per supportare analytics avanzati e servizi digitali su larga scala. In questo caso, il data center diventa la base per sostenere carichi di lavoro legati a data science e intelligenza artificiale.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di aprile 2026 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.
