È ufficialmente scattata la sfida per Banca Monte dei Paschi di Siena. Il weekend del 7 giugno ha visto prima una offerta amichevole da parte di Banco BPM, che ha invitato Siena ad avviare un dialogo per un'operazione di aggregazione. Poi sono arrivati i rumour, rilanciati anche dal Financial Times, su una OPAS di Intesa Sanpaolo, in tandem con Unipol, puntualmente confermata poche ore dopo.
La svolta arriva diversi mesi dopo l'operazione di Banca Monte dei Paschi su Mediobanca e l'esito dell'Assemblea che ha portato al nuovo CdA senese.
La proposta di Banco BPM
Partiamo dalla proposta del Banco, il cui obiettivo è la creazione del secondo gruppo bancario e finanziario italiano per dimensioni, con sinergie stimate in oltre 1,1 miliardi di euro. L'operazione si configura come un "merger of equals", volto a preservare le identità e le culture di entrambi gli istituti. Deliberata all'unanimità dal CdA di Banco BPM, la proposta mira a creare un nuovo polo bancario e finanziario di riferimento in Italia, posizionandosi come il secondo operatore nazionale per volumi di finanziamenti alla clientela e depositi.
Un "Merger of Equals" per il futuro
L'aggregazione verrebbe attuata secondo le modalità tipiche di un "merger of equals", una soluzione ritenuta coerente per allineare tutti gli azionisti su un disegno industriale comune, preservando il DNA e valorizzando le rispettive culture dei due istituti. Questa strategia punta a garantire un adeguato coinvolgimento nei processi decisionali e a salvaguardare le sedi storiche e il legame con i territori di riferimento.
Sinergie e razionale strategico
L'operazione, guidata da Giuseppe Castagna, punta a creare un colosso con circa 6 miliardi di euro di utili a regime. Il razionale strategico si basa su diversi elementi chiave:
Creazione di un campione nazionale: Un nuovo operatore bancario domestico di secondo piano, capace di affrontare le sfide del mercato e sostenere la crescita del Paese.
Integrazione geografica: Copertura completa del territorio nazionale, con una presenza radicata nelle regioni a maggior potenziale come Lombardia, Toscana e Veneto, e un rafforzamento nel Centro-Sud Italia.
Complementarità industriale: Ottimizzazione delle "fabbriche prodotto", inclusa l'integrazione delle attività storicamente esternalizzate da MPS e quelle internalizzate da Banco BPM, oltre al contributo del polo MPS-Mediobanca.
Governance e impatto sul mercato
La proposta prevede un assetto di governance basato su criteri di equilibrio e rappresentatività, volto a riflettere il contributo e le specificità di entrambe le banche. Banco BPM stima una potenziale generazione di utile netto a regime di circa 6 miliardi di euro, con una crescita degli utili per azione a doppia cifra e una forte generazione organica di capitale. Si prevede inoltre una creazione di valore di almeno 5,5 miliardi di euro, considerando le sinergie stimate in circa 1,1 miliardi di euro al lordo dei costi di integrazione.
L'operazione si inserirebbe in modo efficiente e complementare nel processo di integrazione di Mediobanca, rafforzando il contributo industriale delle fabbriche prodotto nel nuovo gruppo. Banco BPM auspica un avvio rapido del confronto con MPS per verificare il reciproco interesse e definire gli elementi di una possibile aggregazione.
L'OPAS di Intesa Sanpaolo
Nel giro di qualche ora, è uscita l'indiscrezione per cui Intesa Sanpaolo e BPER Banca starebbero preparando un'offerta congiunta: BPER Banca si prenderebbe le attività bancarie, mentre a Intesa Sanpaolo andrebbe Mediobanca, con la sua quota del 13% in Generali.
Queste indiscrezioni sono state in buona parte confermate poche ore dopo, quando Intesa Sanpaolo ha lanciato un'offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) volontaria totalitaria per tutte le azioni di Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS), con un valore complessivo di circa 30,6 miliardi di euro.
L'offerta di Intesa Sanpaolo valuta le azioni MPS 10,091 euro ciascuna, includendo un premio del 12,5% rispetto al prezzo di chiusura del 5 giugno. L'avvio dell'offerta è subordinato al rilascio delle necessarie autorizzazioni preventive.
Accordi Strategici e Impatti
Parallelamente all'Opas, Intesa Sanpaolo ha siglato un accordo vincolante con Unipol per la cessione di 635 filiali MPS. Unipol, a sua volta, proporrà a BPER una combinazione tra quest'ultima e le filiali acquisite, dando vita a un nuovo soggetto denominato Banca Monte dei Paschi.
A supporto di questa operazione, Unipol prevede un aumento di capitale fino a 2,5 miliardi di euro.
Inoltre, il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato l'acquisto del 3,01% di Generali, un'operazione di natura finanziaria volta a mantenere il trattamento contabile favorevole per la partecipazione in Generali.
Prospettive Finanziarie e Occupazionali
Il gruppo risultante dall'operazione con MPS potrebbe generare utili consolidati superiori a 16 miliardi di euro nel 2029, con un Roe oltre il 20%.
Si prevede una distribuzione agli azionisti di circa 61 miliardi di euro nel periodo 2025-2029, con una politica di payout ratio del 95%.
Le sinergie di costo previste ammontano a circa 2,9 miliardi di euro annui, derivanti in parte da uscite volontarie di circa 6.800 persone e da assunzioni aggiuntive di circa 6.800 giovani, mantenendo un rapporto di un'assunzione ogni uscita volontaria.
Le reazioni in Borsa
All’apertura delle contrattazioni, la mattina dell’8 gennaio, le azioni di Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca risultano in forte salita tra l’8% e il 10%; quelle di BPER e di Generali crescono di circa il 3%-4%, in calo Intesa Sanpaolo.
E UniCredit?
La raffica di notizie di domenica 7 giugno arriva dopo mesi e mesi di voci, prontamente smentite, sulle mire di UniCredit verso Siena. Da sbloccarsi, eventualmente, una volta archiviato il dossier Commerzbank.
Il 2 giugno scorso, da Piazza Gae Aulenti hanno comunicato di avere raggiunto "una posizione aggregata, relativa ai diritti di voto e agli strumenti finanziari collegati a diritti di voto in Commerzbank, ai sensi della legge tedesca (German Securities Trading Act – GSTA), che ammontava a circa il 43,2%, composta da una partecipazione diretta del 26,8% (Sez. 33 GSTA), il 3,2% detenuto tramite strumenti con opzione di regolamento fisico (Sez. 38, comma 1, frase 1, n. 1 GSTA) e il 13,2% tramite strumenti regolati per cassa (Sez. 38, comma 1, frase 1, n. 2 GSTA).Finora (al 2 giugno, NdR) sono state conferite all’offerta azioni rappresentative di circa il 7,6% del capitale sociale di Commerzbank. Questo, in combinazione con la partecipazione diretta (26,8%) e con gli strumenti a regolamento fisico (3,2%), porta la partecipazione complessiva rispettivamente al 34,4% e al 37,6%, oltre quindi la soglia del 30% + 1 azione che UniCredit si era prefissata di raggiungere con l’offerta".
La nota aggiungeva "i valori sopra indicati costituiscono gli unici parametri rilevanti per determinare il successo dell’offerta promossa da UniCredit".
I commenti
«Riteniamo che l'operazione sia positiva per Intesa, poiché rafforza la sua posizione dominante in Italia e ne amplia la portata a livello europeo, offrendo al contempo un significativo potenziale di crescita degli utili, trainato sia dall'efficienza dei costi che dall'aumento dei ricavi”, ha affermato Arnaud Journois, Senior Vice President, European Financial Institution Ratings di Morningstar DBRS. Per BPER, l'operazione potrebbe essere strategicamente significativa e la consideriamo positiva anche per Unipol, poiché rafforza le sue capacità di distribuzione nel settore bancassurance e consolida ulteriormente la sua già solida posizione di mercato in Italia sia nel segmento danni che in quello vita».