Solo 1 italiano su 3 investe, oltre la metà si ferma al risparmio. Un gap che persiste da oltre vent’anni e che rappresenta una sfida e una grande opportunità per l’industria del risparmio gestito.
Secondo la ricerca “Il consulente finanziario nell’era digitale: nuovi linguaggi, nuovi strumenti, nuove relazioni”, realizzata da BNP Paribas Asset Management in collaborazione con FINER Finance Explorer, la quota di risparmio non investito continua infatti a essere ai massimi storici.
Sbloccare i risparmi di Next Gen e donne
Nel 2025, il 57% degli italiani si è definito risparmiatore, contro un 30% di investitori, un divario che si è costantemente allargato dal 2002, quando le due quote erano rispettivamente pari al 52% e al 48%.
Non solo, dalla ricerca emerge un’illusione sul futuro, che non può essere ignorata: oltre la metà degli italiani crede di poter contare unicamente sulla pensione e tra i giovani della Gen Z la percentuale sale al 70%, segnale che la previdenza complementare e le rendite finanziarie sono strumenti ancora largamente sottoutilizzati.
Va colta un’opportunità non scontata, il cosiddetto “Great Wealth Transfer”, ovvero il grande passaggio generazionale atteso entro il 2048, data entro la quale passeranno di mano 124mila miliardi di dollari a livello globale.
Questo passaggio richiederà l’applicazione di nuovi modelli di servizio e un'attenzione crescente alla componente femminile, con le donne che si confermano più orientate alla delega e alla partnership nella gestione degli investimenti.
Il gap di risparmio di oggi potrebbe trasformarsi nell’opportunità di investimento di domani.
Effetto finfluencer sull’educazione finanziaria, oggi digital
Cresce anche la domanda di educazione finanziaria. Nel 2026 il 45% degli italiani desidera accrescere le proprie conoscenze economico-finanziarie (+16% rispetto al 2020). Tuttavia, il 42% dichiara di non trovare contenuti o referenti adeguati, motivo per cui per informarsi in molti ricorrono ad altri canali, prettamente digitali, come social media (37%), siti web o app finanziarie (38%) e televisione (40%).
Arriva anche l’impatto dei finfluencer, ovvero gli influencer che trattano temi finanziari, che emergono come driver chiave per raggiungere nuovi target: il 36% degli italiani li segue infatti sui social, con una penetrazione che sale al 58% tra i giovani e al 53% tra chi ha bassa educazione finanziaria.
I finfluencer rappresentano, dunque, un canale privilegiato per raggiungere soprattutto i giovani: Generazione Y e Z sono quelle che più utilizzano i social per informarsi in ambito economico-finanziario, con una preferenza per Instagram e Youtube.
Il consulente finanziario per passare dall’interesse all’azione
Eppure, la fiducia nell'informal advice digitale, per quanto in crescita (ChatGPT è già citato dal 17% degli italiani), non basta a tradurre l'interesse in azione.
Il consulente finanziario gioca un ruolo chiave nel trasformare il potenziale in investimento reale: l'81% indica la necessità di trovare un consulente di cui fidarsi per iniziare a investire i propri risparmi.
Tra i maggiori punti di forza i più apprezzati figurano la capacità di offrire una visione d'insieme sul patrimonio complessivo (79%), la competenza e la reperibilità (66%) insieme alla disponibilità all’ascolto (66%) e il lavoro in team con colleghi competenti (59%).
«Insieme a FINER abbiamo realizzato questa ricerca perché crediamo che comprendere come si stiano evolvendo i comportamenti e i canali informativi degli italiani sia oggi parte fondamentale della nostra missione – ha commentato Elisa Ori, Country Head Italy di BNP Paribas Asset Management. Il calo demografico e la rivoluzione digitale stanno ridisegnando il rapporto degli italiani con il proprio patrimonio. Troppo spesso, però, questa trasformazione si traduce in incertezza e in una gestione inefficiente delle risorse, con la conseguenza di sprecare un potente moltiplicatore di ricchezza. La fiducia verso il settore finanziario ha margini di miglioramento, e questo è il vero nodo da affrontare. In BNP Paribas Asset Management crediamo che comprendere i nuovi linguaggi e i nuovi canali - dai social all'intelligenza artificiale - sia oggi indispensabile per ricostruire quella fiducia e accompagnare gli italiani verso scelte di investimento più consapevoli».
«Il mondo della consulenza finanziaria sta inanellando da anni un successo dietro l’altro. L’evoluzione delle abitudini e la rivoluzione digitale imprimono cambiamenti con una velocità mai sperimentata prima d’ora: i social network, l’Intelligenza Artificiale e i finfluencer hanno introdotto nuovi linguaggi e nuove modalità di ingaggio sui temi centrali della gestione del risparmio e della previdenza – ha affermato Nicola Ronchetti, Founder & CEO di FINER. Vincerà chi saprà cavalcare questi cambiamenti, non ostacolandoli ma interpretandoli, utilizzando i nuovi linguaggi, i nuovi strumenti e le nuove relazioni che si stanno consolidando nell’era digitale».