I risparmiatori italiani sono attivi nelle decisioni di investimento, hanno fiducia nelle piattaforme digitali e non negano le potenzialità dell’intelligenza artificiale.
Tanto da aggiudicarsi un punteggio maggiore alla media europea nel Savings Vitality Index, indicatore sviluppato dal Gruppo Crédit Agricole nel suo primo “Barometro europeo del risparmio”, condotto in collaborazione con Occurrence-Ifop in Francia, Germania, Italia e Spagna.
Per l’occasione, il Gruppo ha sviluppato un indicatore che combina mobilità del risparmio, fiducia nelle piattaforme digitali e apertura all'automazione e all'intelligenza artificiale. E con un punteggio di 54 su 100, l'Italia si colloca al di sopra della media europea (53).
Italiani attivi nelle scelte di investimento
In Italia la vitalità del risparmio è sostenuta da un processo decisionale attivo.
Negli ultimi 12 mesi, il 45% dei risparmiatori italiani ha preso una decisione in merito a una parte dei propri risparmi, un livello equivalente alla media europea.
I risparmiatori cercano rendimenti migliori e una maggiore diversificazione, pur rimanendo attenti al rischio. Questo approccio si riflette nelle scelte di investimento: circa il 43% dei risparmiatori italiani afferma di cercare un equilibrio tra rischio e rendimento, mentre i fondi di investimento sono il prodotto di risparmio più ampiamente detenuto, citato dal 38% degli intervistati, davanti ai risparmi pensionistici o ai fondi pensione (35%) e ai depositi a vista (33%).
Il risparmio contro gli imprevisti
Il risparmio precauzionale rimane però centrale. Per il 38% degli intervistati, la principale motivazione è costruire una rete di sicurezza finanziaria contro gli imprevisti. Il 23% risparmia invece per progetti di lungo periodo, dalla pensione all'indipendenza finanziaria fino al sostegno ai figli.
Cresce la fiducia nel digitale
La tecnologia trova terreno fertile anche nelle abitudini di risparmio. Secondo il Barometro, il 42,1% dei risparmiatori italiani rientra in due profili considerati particolarmente ricettivi alle soluzioni digitali. Sono suddivisi tra:
- I Digital Wealth Mover, che rappresentano il 21,5% dei risparmiatori italiani, al di sopra del benchmark europeo del 18,4%. Hanno una capacità di risparmio mensile superiore alla media (€612 contro €529 a livello nazionale), confrontano attivamente le offerte e sono più aperti alle soluzioni digitali e basate sull'intelligenza artificiale;
- I Digital Project Seeker, che rappresentano il 20,6% dei risparmiatori italiani. Sono più giovani, più mobili e concentrati su progetti a breve e medio termine, con una forte propensione a confrontare i prodotti di risparmio e a spostare fondi quando si presentano opportunità migliori.
Più in generale, i risparmiatori italiani mostrano un solido livello di fiducia digitale: il 66% si fida delle piattaforme digitali, e questa cifra sale all'89% tra i risparmiatori che già le utilizzano.
Tuttavia, lo studio dimostra anche che bisogna guadagnarsi la fiducia: la trasparenza su tariffe, rischi e performance è il principale fattore di rassicurazione per l'85% degli intervistati.
AI a determinate condizioni
I risparmiatori italiani sono più aperti all'IA rispetto alla media europea, ma l'adozione rimane condizionata da numerosi fattori.
Il 49% ritiene che la guida automatizzata possa aiutarli a scegliere e monitorare i propri risparmi se capiscono come funziona, mentre il 40% sarebbe disposto a lasciare che l'IA applichi regole predefinite per gestire parte dei propri risparmi.
I dati mostrano quindi che l'intelligenza artificiale può supportare le decisioni di risparmio, a condizione che rimangano spiegabili, trasparenti e sotto il controllo del risparmiatore.