Monte dei Paschi di Siena alza la posta nel risiko bancario italiano. Il Consiglio di Amministrazione ha approvato due offerte pubbliche di scambio, interamente in azioni, su Banco BPM e Banca Generali per un controvalore complessivo di circa 34 miliardi di euro.
L’operazione punta a contrastare l’offerta da circa 30,5 miliardi di Intesa Sanpaolo su Mps e a costruire un nuovo grande gruppo nazionale.
I punti chiave
Il piano approvato dal board di Mps prevede:
- un’offerta da circa 25,35 miliardi su Banco Bpm;
- un’offerta da circa 8,72 miliardi su Banca Generali;
- una distribuzione straordinaria di 4 miliardi agli attuali azionisti Mps;
- un’assemblea chiamata a votare il progetto il 29 ottobre 2026.
Per AziendaBanca, l’operazione rappresenta uno dei passaggi più rilevanti nella trasformazione del sistema bancario italiano: combina consolidamento, gestione del risparmio e ricomposizione degli assetti azionari.
Un’offerta senza contanti
Le due proposte sono volontarie, contestuali e parallele e prevedono esclusivamente nuove azioni Mps come corrispettivo. Per Banco Bpm il rapporto di concambio è fissato a 1,567 azioni Mps per ogni titolo Banco Bpm, con una valorizzazione di circa 25,35 miliardi e senza premio rispetto ai valori di mercato considerati.
Per Banca Generali il concambio è di 6,958 azioni Mps per ciascun titolo, con un premio indicato intorno al 10% e un valore complessivo di circa 8,72 miliardi. L’offerta sulla banca del gruppo Generali amplia la componente di wealth management e di ricavi commissionali del progetto.
Il nuovo terzo gruppo italiano
In caso di adesione integrale e considerando anche la prevista integrazione di Mediobanca, il gruppo combinato avrebbe attività totali pro forma per circa 466 miliardi di euro, 245 miliardi di impieghi e 315 miliardi di raccolta diretta. Gli asset finanziari complessivi supererebbero gli 810 miliardi, portando il nuovo istituto al terzo posto in Italia per totale attivo.
La composizione azionaria stimata attribuirebbe il 50,1% agli attuali soci Mps, il 37,2% agli azionisti Banco Bpm e il 12,7% a quelli di Banca Generali. Tra gli azionisti di riferimento di Mps figurano Delfin e il gruppo Caltagirone.
Sinergie, dividendo straordinario e rischi
Mps stima sinergie ante imposte per circa 2,6 miliardi di euro annui, di cui 800 milioni legati all’integrazione di Mediobanca. Il cost-to-income del gruppo potrebbe scendere al 36%, dal 46% di Mps stand-alone, mentre il ritorno sul patrimonio netto tangibile è previsto oltre il 19% nel 2029.
Agli attuali azionisti Mps sarebbe destinata una distribuzione straordinaria da 4 miliardi: circa 1 miliardo in contanti e 3 miliardi attraverso azioni Generali. Restano tuttavia rilevanti i rischi di esecuzione, i costi di integrazione e l’incertezza sull’adesione degli azionisti delle società target.
Il confronto con Intesa Sanpaolo
La mossa nasce come risposta all’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps. A differenza dell’operazione su Banca Generali, l’iniziativa su Banco Bpm non sarebbe stata concordata con il management dell’istituto milanese. Crédit Agricole, azionista significativo di Banco Bpm, non ha per ora commentato, mentre anche Banca Generali non ha rilasciato dichiarazioni.
Il perfezionamento delle offerte è atteso entro metà febbraio 2027, subordinatamente alle autorizzazioni regolamentari, all’approvazione assembleare e al raggiungimento di una soglia minima pari al 50% più un’azione del capitale di ciascuna società target.