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Carriera. Più opportunità per gli uomini

Stesse ambizioni ma diverse aspettative nel lavoro. Uomini e donne nell’Italia del lavoro continuano a non godere degli stessi trattamenti secondo l’ultima edizione del rapporto “Hays Geneder Diversity 2017”, condotta su un campione di oltre 200 intervistati.

Leadership femminile: una minoranza

Dall’indagine Hays emerge che uomini e donne nutrono le stesse ambizioni di carriera: l’87% del campione femminile e il 90% di quello maschile, infatti, aspira alla leadership. Ma i numeri cambiano se si sondano aspettative e speranze: una donna su due (49%) non pensa di avere le stesse opportunità del sesso opposto, al contrario del 73% dei professionisti uomini che, invece, crede nelle pari possibilità di crescita, indipendentemente dal genere. D’altronde, le donne ai vertici aziendali sono una minoranza: la più alta seniority spetta infatti al sesso maschile e il 73% delle donne (vs. 86% degli uomini) ha un uomo come riporto diretto. Nei team di lavoro, fortunatamente, queste disuguaglianze si assottigliano: il 26% di entrambi i generi, infatti, dichiara di lavorare in team dove regna equilibrio fra i due sessi.

Le donne guadagnano meno degli uomini

Quando però si parla di retribuzione la forbice si riapre: più della metà delle donne (52%) ritiene che i colleghi maschi di pari livello percepiscano retribuzioni più importanti; un’opinione condivisa solo dal 37% degli uomini. Un aspetto probabilmente legato anche alla qualità percepita del lavoro svolto: per il 40% delle donne infatti le performance sono giudicate con più severità rispetto a quelle dei colleghi maschi, mentre per 9 intervistati su 10 il lavoro di un uomo e quella di una donna sono posti sulla bilancia in modo imparziale. Ulteriore punto dolente è che il 31% delle intervistate pensa che spesso il merito dei buoni risultati ottenuti dalle donne sia attribuito al lavoro di squadra e non al merito personale.

Le azioni delle aziende: ancora poche

Infine, gli sforzi che le aziende mettono in campo per superare la diversità di genere e favorire l’inserimento sul luogo di lavoro sono piuttosto deboli: solo il 29% delle intervistate lavora in una azienda dove sono stati creati strumenti di conciliazione tra vita privata e lavorativa, e tra i più apprezzati compaiono l’orario flessibile (55%), la possibilità di lavorare da casa (15%), l’asilo aziendale (9%) e il congedo di paternità (6%).

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