Lavoratori: futuro incerto e scarsa protezione

Protezione lavoratori

Tante preoccupazioni e, soprattutto, poca protezione. Un recente studio firmato Zurich e Oxford University sui lavoratori italiani mette al centro le preoccupazioni per il futuro professionale e anche la scarsa tutela del reddito e sui rischi gravi.

Se l’hi-tech minaccia il posto di lavoro

La maggior parte (61%) dei lavoratori italiani vede gli impatti dell’hi-tech sulla propria professione in modo negativo: tra un mercato del lavoro sempre più incerto e la mancanza di prospettive, ben 4 italiani su 10 si dicono preoccupati che la tecnologia possa pendere il loro posto nei prossimi 5 anni. E nel resto del mondo non va tanto meglio: se il 54% afferma che il proprio lavoro con la tecnologia è migliorato rispetto a 15 anni fa, un buon 23% guarda comunque con sospetto al progresso tecnologico. Più ottimisti sono Brasile, Spagna ed Emirati Arabi.

Pensioni e risparmio tra le principali preoccupazioni

È però la pensione il principale timore: è così per oltre il 44% dei lavoratori in tutto il mondo. E per più di un intervistato su 2 in Italia, preoccupato di non poter godere di una certa serenità in età pensionabile e di dover gravare su familiari e amici (è così per il 21% del campione). Se invece non pensano ancora alla pensione, i giovani (tra i 20 e i 29) devono fare i conti con l’incapacità di riuscire a pagare le bollette a fine mese, una paura avvertita dal 34% degli stessi. Per di più, lo studio ci parla di un’Italia che non è più il Paese di risparmiatori di una volta: meno della metà (il 48%) è riuscito a mettere da parte qualcosa nell’ultimo anno.

A rischio giovani e freelance

Tra chi teme di più per il futuro troviamo, guarda caso, le giovani generazioni. Ma soprattutto i lavoratori freelance o a progetto (il 13% del totale), e quindi esclusi dalla forme di protezione del welfare pubblico. Una categoria destinata a crescere nei prossimi 5 anni, con sempre più persone multi-work, cioè con più di un impiego. A oggi in Italia l’8% dei lavoratori dipendenti ha più di un lavoro, percentuale che sale al 21% tra le partite IVA e al 23% tra i cosiddetti lavoratori occasionali.

Lavoratori italiani sottoassicurati …

Se il primo pilastro non basta, bisogna allora fare affidamento sul welfare aziendale o su forme private di protezione. Peccato però che, previdenza complementare a parte, gli italiani siano ancora molto impreparati sul fronte dei prodotti di protezione del reddito, sulle copertura contro rischi gravi come l’invalidità e sul cosiddetto Long Term Care. Appena il 10% dei lavoratori italiani ha infatti sottoscritto soluzioni di questo tipo.

… al punto di rivolgersi a nonni e genitori

Ed è così che allora la soluzione alternativa potrebbe essere l’intervento cross-generazionale: nonni e genitori italiani, che in passato hanno goduto di un supporto in termini di welfare quasi unico rispetto ai principali Paesi europei, potrebbero supportare i giovani lavoratori con forme di contribuzione compensativa.
 

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