IBM è diventata azionista della piattaforma blockchain per il trade finance we.trade. Al via da luglio l'espansione globale: si parte dall'Asia.

Di we.trade fanno parte 12 gruppi bancari, fondatori delle piattaforma, tra cui UniCredit. L’idea alla base di we.trade (similarmente a Marco Polo) è di migliorare il processo di erogazione degli strumenti di trade finance aumentando la trasparenza e la tracciabilità degli scambi commerciali, anche internazionali, dall’ordine al pagamento.
A favore di banche, compagnie assicurative, operatori della logistica e anche aziende: l’appartenenza di un’impresa al network è una sorta di “garanzia” da parte delle banche aderenti e permette di cercare con maggiore semplicità nuovi partner commerciali all’interno del network.
Anche in questo caso, l’emergenza Covid-19 spinge l’affermarsi di soluzioni che digitalizzano i processi manuali, eliminano le firme fisiche sui contratti e sugli accordi finanziari. Da luglio 2020 we.trade estenderà i propri servizi ad altri istituti bancari e ad altri clienti impresa in tutta Europa. Prenderà anche il via l’espansione globale, a partire dall’Asia, anche tramite l’interoperabilità con altri network finanziari ledger-based, come eTradeConnect, piattaforma blockchain di trade finance con sede a Hong Kong, fondata da 12 banche asiatiche.
Basata sull'ultima versione della piattaforma IBM Blockchain, we.trade è supportata da alcune primarie banche mondiali, tra cui Caixa Bank, Deutsche Bank, Erste Group, HSBC, KBC, Nordea, Rabobank, Santander, Société Générale, UBS e Unicredit.