
8 anni di venture capital in Italia
Come spiega Andrea Di Camillo in una nota, “nell’ultima Legge di Bilancio ci sono infatti una serie di novità che, se ben indirizzate dai Decreti attuativi, potranno dare uno slancio nuovo al mercato italiano del Venture Capital (VC). Tutti utili allo sviluppo di un ecosistema che proprio nel 2018 ha mostrato di poter diventare quantomeno adolescente dall’infanzia in cui ha vissuto per i passati 8 anni, chiudendo il 2018 con un valore del transato quadruplicato rispetto alla media di 130 milioni che ha caratterizzato i sei anni precedenti”.
598 milioni investiti in startup
Secondo il Politecnico di Milano, come riportato dallo stesso Di Camillo, a fine novembre 2018 l’ammontare investito in startup era del resto pari a 598 milioni di euro, di cui 215 da investitori formali (tra cui i VC, che hanno raddoppiato la quota rispetto ai 103 milioni del 2017). Nel contempo è aumentato il numero di operatori e di capitali disponibili. Così come le stesse startup, che hanno superato le 15mila.
Il ruolo dei PIR
Tra le misure che potrebbero ancora dare slancio al venture capital italiano, secondo la nota, c’è in particolare “quella che obbliga i gestori dei PIR a investire il 3,5% del paniere in fondi di VC. I PIR hanno raccolto in due anni circa 20 miliardi di euro: è chiaro che, sebbene in questo momento siano in fase di stasi, facendo riferimento a quella raccolta l’afflusso di capitali sul VC sarebbe ammontato a 700 milioni di euro”.
Detrazioni per chi investe in startup
Inoltre, continua l’analisi, “in Finanziaria è stato introdotto l’aumento al 40% dal 30% precedente della detrazione per le persone fisiche o giuridiche che investono in startup. Una misura allargata anche alle PMI innovative”. Utili saranno poi le detrazioni per le corporate che acquisiscono startup, tra cui “la deduzione Ires del 50%, che non ha magari un impatto diretto sul VC, ma è comunque funzionale a esso in quanto a favore dello sviluppo di un ecosistema dell’innovazione”.
Un fondo governativo da CDP
“Ultima delle misure a sostegno del VC, ma probabilmente la più importante, è poi la creazione di un Fondo governativo che farà capo a Cassa Depositi e Prestiti”, prosegue Di Camillo, “che prevede importanti interventi nel settore nei prossimi tre anni e nella quale confluirà anche Invitalia Ventures. L’intervento pubblico consisterà anche nel conferimento al VC del 15% dei dividendi delle partecipazioni statali”.