Un modello operativo più snello e una focalizzazione sulle attività core della banca retail, accompagnate da azioni commerciali per aumentare i ricavi e da una gestione attiva dei crediti deteriorati e del costo del rischio. Il Piano Industriale triennale di Veneto Banca, appena approvato dal CdA, è l’unico indirizzo ufficiale nella ridda di voci su fusioni e acquisizioni delle ultime settimane. E dà il via libera alla prossima trasformazione della banca in società per azioni.

Una Veneto Banca più agile
Obiettivi economico-finanziari a parte (utile netto a 170 milioni a fine 2017, ROTE al 7,2%, CET1 al 10,8%), il Piano rispetta il modello di una banca più “lean”, agile e a catena decisionale corta, orientata alle attività commerciali e priva di potenziali “zavorre” al di fuori del core business. Sul fronte della distribuzione, si punterà sul modello di servizio multicanale e sulla revisione delle filiali per migliorarne la produttività: in entrambi i casi, mettendo a frutto anche gli investimenti tecnologici degli ultimi anni.
70 filiali in meno, tagli a spese e organico
Il modello operativo, di conseguenza, verrà rivisto. In primis con il taglio di 70 filiali, per accorpamento o razionalizzazione, completando il ridisegno della struttura commerciale che ha già portato a una semplificazione delle strutture commerciali, eliminando il livello “Area”. La revisione investirà anche le Operations, e in particolare alcuni processi aziendali. La riduzione dei costi lavorerà sia sulle Altre Spese Amministrative, sia con una riduzione prospettica del 10% dell’organico in Italia (BIM esclusa).
NPL in outsourcing, dismissione delle attività non core
Il capitolo “gestione NPL” vede in Piano l’outsourcing delle esposizioni verso privati di posizioni deteriorate a società specializzate e il pieno recupero di alcune posizioni di sofferenza presenti nel portafoglio della banca. Proseguirà, infine, la focalizzazione sulle attività core, con il completamento delle dismissioni in programma, da Banca BIM a ICBPI.
20 milioni di euro per l’innovazione
Il tutto accompagnato da 20 milioni di euro in investimenti per l’innovazione, in particolare in area IT, Multicanalità, Crediti, Rischi, Governo dei Dati e Piattaforma HR. «Si tratta di un Piano concreto e per questo pienamente realizzabile nei tempi e negli obiettivi previsti – commenta Vincenzo Consoli, Direttore Generale. Il Gruppo Veneto Banca ha infatti l’indiscusso vantaggio competitivo di operare in territori contraddistinti dall’imprenditorialità diffusa delle proprie persone, in Italia come all’estero. Frutto del lavoro congiunto tra il top management e i colleghi; il Piano si focalizza su un pronto ritorno sul fronte dei ricavi, sull’innovazione tecnologia e sullo sviluppo delle attività ad alto valore aggiunto, tra le quali ricordo l’investimento nel private banking e nella multicanalità, così come nel bancassurance e nello small business».