
Pagamenti digitali e vending: i nodi
Un tema tutt’altro che nuovo per AziendaBanca: già alcuni anni fa, nel corso del nostro PayLab, avevamo esplorato la possibilità di pagare con carta di credito ai distributori automatici. E già allora era emersa la necessità di modelli (anche commissionali) alternativi alle tradizionali transazioni con carta.
I wallet e le macchinette
Naturale che i nuovi player guardassero con interesse a un ambito che resta appannaggio del cash. Ecco quindi l’annuncio che Satispay sarà accettato su una serie di vending machine Serim a Milano, con un progetto che dovrebbe estendersi ad altre 14mila macchinette, anche di altri gestori. Il pagamento avverrà scansionando un QR Code. Stessa user experience per Alipay, che a inizio febbraio ha siglato un accordo con IVS Group: il mobile wallet cinese sarà accettato su 190mila macchine, comprese quelle installate in aeroporti, stazioni e fermate della metropolitana. È invece dello scorso anno il progetto Breasy, targato Mastercard ed Evoca Group.
Obiettivo: fee sostenibili
Lo scoglio è sempre quello di ridurre i costi della transazione elettronica. Che possono essere sostenibili nel caso di vending machine che vendono prodotti di un certo importo (pensiamo agli snack o ai distributori di prodotti di parafarmacia) ma diventano probitivi nelle classiche macchinette di ufficio, in cui un caffè costa 60 centesimi. E chissà che prossimamente alle vending machine non sbarchino anche nuovi sistemi di pagamento basati sul circuito nazionale o sugli instant payments.