
Un cambio di modello di offerta, prima ancora che di pricing. Passando alla subscription Veeam si allinea infatti all’offerta dei cloud provider.
Non solo OpEx
Ed è uno dei segni del mondo IT che cambia. Un player che storicamente si è sempre proposto con licenze perpetue e che si è imposto sul mercato sfruttando il boom della virtualizzazione, si trova a trasformarsi per dare risposta alle nuove esigenze delle aziende. Che non si limitano, appunto, allo spostamento da CapEx a OpEx.
Protezione in ogni nuvola
Perché le aziende di tutti i settori, Finance compreso, guardano con interesse al multicloud: non vogliono cioè vincoli commerciali o contrattuali nel caso desiderino spostare i propri dati da una nuvola all’altra: e questo deve includere anche le soluzioni di data availability come quelle di Veeam. La lui licenza diventa “universale” (universal licence) proteggendo il dato ovunque si trovi, a subscription, senza obbligare l’azienda ad acquistare un’altra licenza per un determinato fornitore.
Si parte con AWS e Azure
Anzi, tra le novità della versione 10 di Veeam troviamo il supporto nativo per i NAS (Network Attached Storage), che sfrutta gli snapshot per evitare che un file in uso (“locked”) resti escluso dal backup. E ai primi di dicembre è stata annunciata la Veeam Availaility Suite per Azure e AWS, con una versione free fino a 10 istanze (poi scatta quella a pagamento). «Stiamo guardando ai principali fornitori di cloud pubblico – racconta Albert Zammar, Vice President Southern EMEA di Veeam – lavorando per sviluppare l’offerta in ottica multi-cloud».
Le soluzioni legacy non bastano
D’altronde, l’ultima edizione del Veeam Cloud Data Management Report conferma che se l’ampia maggioranza delle aziende Enterprise ritiene il backup fondamentale, è anche maggioritaria l’opinione che le soluzioni legacy non siano più in grado di garantire la disponibilità dei dati. «Negli ultimi anni – spiega Zammar – cresce l’interesse per sostituire le soluzioni di backup in uso. Pensiamo che ormai almeno il 30% delle applicazioni è ritenuto mission-critical e i tempi di ripristino superano anche le 2 ore. C’è un altro dato sorprendente, ed è che le Enterprise segnalano di avere avuto 5 interruzioni non previste in un anno».
L’offerta evolve insieme al cloud
L’allargamento dell’offerta prevede anche l’integrazione nativa con alcuni storage vendor, con un’offerta “with Veeam”. «Dobbiamo sviluppare soluzioni per tutte le applicazioni in azienda – conclude Zammar – guardando a fenomeni già in atto, come l’adozione sempre più spinta dei container, che virtualizzano un’area utente rendendola spostabile da un cloud all’altro. Dobbiamo trasformarci per seguire sempre il dato e renderlo consistente. Questo richiede un cambio tecnologico, ma anche strategico e commerciale: un modello a subscription richiede una qualità del servizio elevata e costante per mantenere nel tempo la fiducia del cliente. E infatti stiamo crescendo a ritmi di 4mila nuovi clienti al mese, a livello globale».