UniCredit: utile Q3 a 1,4 miliardi

Utile netto di 1,4 miliardi da inizio anno per UniCredit: la trimestrale relativa al Q3 conferma la crescita dell’utile su base trimestrale e annuale (l’utile normalizzato nei primi nove mesi del 2011 era stato di 847 milioni di euro). Merito anche del calo del 2,9% dei costi totali grazie alle misure di contenimento intraprese. I ricavi core, relativi a margine d’interesse e commissioni, calano del 2% su base trimestrale e del 4,3% anno su anno: in controtendenza il dato relativo alle attività in Europa Centrale e Orientale e in Polonia, +4,4%. I ricavi di Gruppo sono pari a 19,5 miliardi, di cui 756 milioni da riacquisti.

Meno spese e piattaforma IT unica
Il contenimento delle spese a livello generale ha permesso di ridurre i costi del 3,9% in Europa Occidentale e del 2,9% a livello di Gruppo. La riduzione delle spese per il personale è stata raggiunta riducendo l’organico di circa 3.400 FTE, mentre sul fronte delle “altre spese” sono state varate iniziative per la razionalizzazione della holding da un modello divisionale a un sistema geografico. Un secondo ambito punta al consolidamento delle fabbriche-prodotto e alla migrazione dei sistemi IT verso una piattaforma europea unificata, che porterà circa il 60% degli sportelli del Gruppo  utilizzare un’unica piattaforma IT a servizio della banca commerciale.

Sportelli in trasformazione, attenzione all’Est
La riorganizzazione della rete di sportelli in Italia con il progetto Hub&Spoke procede: dei 3.648 sportelli interessati dal progetto, a settembre 2012 già 967 erano del tipo CashLight o Cash Less. Visto anche il contesto macroeconomico, l’attività del Gruppo si sta rifocalizzando verso l’Europa Orientale e Centrale: va in questo senso la fusione delle controllate in Repubblica Ceca e in Slovacchia verso una unica banca internazionale. L’integrazione è in attesa dell’approvazione delle autorità nazionali: il suo completamento è previsto entro la fine del 2013. UniCredit punta poi sui mercati di Polonia, Turchia, Russia e Repubblica Ceca, con un approccio diversificato basato sulla attrattività di ogni Paese.

Indici patrimoniali ok
Al netto delle operazioni di riacquisto di obbligazioni e ABS, il rapporto costo/ricavi si attesta al 60,6%, con un calo di 0,6 punti percentuale anno su anno. Nella relazione trimestrale Piazza Cordusio sottolinea il successo del piano di finanziamento 2012. La posizione patrimoniale della banca vede il Core Tier I al 10,7% e il CET 1, secondo le nuove regole di Basilea 3, al 9,3%.

Cogliere le opportunità
"A un anno dal lancio del Piano strategico di UniCredit registriamo importanti effetti positivi con un calo dei costi a sostegno dell'utile netto e una riduzione significativa degli attivi ponderati per il rischio (RWA) con il conseguente rafforzamento dei nostri coefficienti patrimoniali, commenta Federico Ghizzoni, Amministratore Delegato di UniCredit. Nonostante la persistente difficoltà del contesto economico, in particolare in Italia, i nostri ricavi mostrano una buona tenuta, grazie alla diversificazione geografica e alla forza della nostra presenza nell’area CEE. Abbiamo completato il piano di finanziamento 2012 con il collocamento di una varietà di obbligazioni attraverso la rete retail e attingendo con grande successo al mercato wholesale, tramite covered bond e senior unsecured bond, e continueremo a cogliere le opportunità che si presenteranno".

 

 

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