UniCredit: utile netto a 865 milioni

Ripresa per il Gruppo UniCredit, che ha chiuso l’esercizio 2012 con un utile netto di 865 milioni di euro, rialzandosi dal dato negativo di 9,2 miliardi del 2011.

I principali risultati

Costi operativi: 15 miliardi (-2,9% a/a)
Margine operativo lordo: 10,1 miliardi (+5,1% a/a, -3,2% al netto dei riacquisti di titoli)
Margine di interesse: 14,3 miliardi di euro (-6,3% a/a)

Indici patrimoniali: Core Tier 1 a fine dicembre 2012 pari al 10,84%, migliorato di 17 pb rispetto a settembre 2012. Il CET 1 (Common Equity Tier 1), anticipando gli effetti di Basilea 3, è pari al 9,2%.

Rettifiche nette su crediti: 9,6 miliardi di euro (+ 67,7% a/a).

Accantonamenti: 4,6 miliardi di euro, (3,2 volte il livello del 4 trimestre 2011 e 2,6 volte il livello del 3 trimestre 2012).

Costo del rischio: 174 pb per il 2012, contro 103 pb nel 2011.

Copertura crediti deteriorati: dal 42,7% a settembre 2012 al 44,8% a dicembre 2012. Di conseguenza, il rapporto crediti deteriorati netti del Gruppo è rimasto praticamente stabile nel IV trimestre 2012, fermo all'8,1% a fine esercizio.

Inoltre, il management sta valutando una serie di azioni per minimizzare i flussi futuri di crediti deteriorati e il loro impatto sul conto economico, in particolare in Italia: criteri più rigorosi per la concessione di nuovi prestiti, riduzione dei tassi di default sulle nuove operazioni, gestione attiva dell'attuale portafoglio in bonis, riduzione delle categorie di attivi a maggior rischio, gestione dell'attuale portafoglio dei crediti deteriorati attraverso la ridefinizione della struttura organizzativa per una più sollecita gestione delle inadempienze (work-out).

L’Europa centrale e le regioni orientali rivestono per UniCredit una importante fonte di ricavi, tanto che il margine operativo lordo delle regioni interssate è stato pari a 3,5 miliardi di euro nel 2012 (+4,3% a/a). Intanto, prosegue la cessione delle attività in Kazakstan e il progetto di accentramento delle attività nei Paesi Baltici, mentre si stanno muovendo i primi passi per le fusioni delle controllate in Repubblica Ceca, Slovacchia e Ucraina. Sul fronte russo, UniCredit ha già creato una joint venture con Reanult-Nissan Alliance dedicata al finanziamento auto.

 

I principali risultati:

Costi operativi: 15 miliardi (-2,9% a/a)

Margine operativo lordo: 10,1 miliardi (+5,1% a/a, -3,2% al netto dei riacquisti di titoli)

Margine di interesse: 14,3 miliardi di euro (-6,3% a/a)

 

Indici patrimoniali: Core Tier 1 a fine dicembre 2012 pari al 10,84%, migliorato di 17 pb rispetto a settembre 2012. Il CET 1 (Common Equity Tier 1), anticipando gli effetti di Basilea 3, è pari al 9,2%.

 

Rettifiche nette su crediti: 9,6 miliardi di euro (+ 67,7% a/a).

Accantonamenti: 4,6 miliardi di euro, (3,2 volte il livello del 4 trimestre 2011 e 2,6 volte il livello del 3 trimestre 2012).

Costo del rischio: 174 pb per il 2012, contro 103 pb nel 2011

 

Copertura crediti deteriorati: dal 42,7% a settembre 2012 al 44,8% a dicembre 2012. Di conseguenza, il rapporto crediti deteriorati netti del Gruppo è rimasto praticamente stabile nel IV trimestre 2012, fermo all'8,1% a fine esercizio.

 

Inoltre, il management sta valutando una serie di azioni per minimizzare i flussi futuri di crediti deteriorati e il loro impatto sul conto economico, in particolare in Italia: criteri più rigorosi per la concessione di nuovi prestiti, riduzione dei tassi di default sulle nuove operazioni, gestione attiva dell'attuale portafoglio in bonis, riduzione delle categorie di attivi a maggior rischio, gestione dell'attuale portafoglio dei crediti deteriorati attraverso la ridefinizione della struttura organizzativa per una più sollecita gestione delle inadempienze (work-out).

 

L’Europa centrale e le regioni orientali rivestono per UniCredit una importante fonte di ricavi, tanto che il margine operativo lordo delle regioni interssate è stato pari a 3,5 miliardi di euro nel 2012 (+4,3% a/a). Intanto, prosegue la cessione delle attività in Kazakstan e il progetto di accentramento delle attività nei Paesi Baltici, mentre si stanno muovendo i primi passi per le fusioni delle controllate in Repubblica Ceca, Slovacchia e Ucraina. Sul fronte Russo, UniCredit ha già creato una joint venture con Reanult-Nissan Alliance dedicata al finanziamento auto. (link)

 

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