Tutti i numeri del piano UniCredit

UniCredit sede piano strategicoUniCredit ridurrà il personale di 18.200 FTE. Un super-taglio ripreso da tutti i mezzi di comunicazione e che spicca all’interno del Piano Strategico che porterà la banca al 2018. Ma non è l’unico dato che guiderà il futuro di UniCredit.

Gli obiettivi al 2018

L’obiettivo del Piano è arrivare, per il 2018, a un CET1 ratio al 12,6%, a una riduzione dei costi operativi per un totale di 1,6 miliardi di euro, a un ritorno sul capitale tangibile dell’11% e a un monte dividendi con una percentuale di distribuzione dell’utile del 40% medio. Cinque le azioni per raggiungere gli obiettivi: taglio dei costi; cessione o ristrutturazione di business non redditizi; focus sul digitale; integrazione e semplificazione della struttura di Gruppo; volano del business in crescita nei mercati dell’est Europa.

Il taglio di 18.200 FTE

La riduzione dei costi è l’azione che ha ottenuto finora la maggiore attenzione mediatica. Ed è inevitabile che fosse così, con 18.200 tagli (di cui 6mila relativi però alla cessione delle attività ucraine e alla joint venture tra Pioneer e Santander AM). Il taglio al personale consentirà di risparmiare 800 milioni di euro: tagli sia nei Corporate Centre sia nelle attività di banca commerciale. Sul fronte retail è previsto anche il taglio di circa 800 filiali tra Italia, Germania e Austria entro il 2018, dopo il taglio di poco meno di 1.000 branch tra il 2014 e il 2015.  Ulteriori 800 milioni di euro di spese amministrative saranno tagliati dalla Commercial Bank Germania (-46%) e Austria (-13%).

In vendita il leasing in Italia e il retail in Austria

Dopo la cessione delle attività in Kazakhstan e in Ucraina (Ukrsotsbank), proseguirà la ristrutturazione o la vendita delle voci non redditizie. Nel mirino il Leasing in Italia e le attività Retail in Austria, la cui cessione è prevista entro la fine del 2016. E non è escluso che la stessa decisione possa venire estesa ad altre attività.

1,2 miliardi per la banca digitale

C’è poi il miliardo e 200 milioni di euro che sarà investito sul futuro digitale della Banca. In primis per accelerare la trasformazione del modello di servizio retail in ottica multicanale e digitale. E poi, per implementare un modello di business digitale per il futuro. La previsione è che entro il 2018 il 90% delle transazioni passerà sui canali remoti: 1.500 filiali saranno così condannate alla chiusura o a formati flessibili e orientati probabilmente alla consulenza. Le iniziative di semplificazione dei processi interni, anche in ottica paperless, trasformerà i processi di back end permettendo una riduzione di circa 5.800 FTE.

Dal 2017 la buddybank, solo mobile

Gli obiettivi del digitale sono anche squisitamente commerciali: migliorare il time-to-market e i servizi, con un costi ottimizzato e estendendo la vendita end-to-end e multicanale a tutti i prodotti di base dal 15% di oggi al 25% nel 2018. Nascerà nel 2017 UniCredit buddybank, una banca a basso assorbimento di capitale e mobile only, con un servizio clienti attivo in ogni momento.

Struttura di Gruppo più snella

La semplificazione della struttura di Gruppo passerà dal trasferimento di tutte le partecipazioni in Europa Centrale e Orientale da Bank Austria alla holding UniCredit entro la fine 2016: con la chiusura della sub-holding austriaca le attività in Europa centro-orientale saranno sotto il controllo diretto della holding UniCredit. Già completate la attività di razionalizzazione della struttura, con il raggruppamento sotto un unico riporto di tutte le attività di digitalizzazione e ICT da un lato e quelle di Corporate & Investment Banking e la maggior parte delle banche estere dall’altro.

2 miliardi di commissioni addizionali nel risparmio gestito

La ricerca di redditività e di rafforzamento patrimoniale porterà la banca a concentrarsi sul risparmio gestito: l’obiettivo è intercettare 2 miliardi di euro di commissioni addizionali, per un totale di 9,6 miliardi entro il 2018. La crescita delle Attività Finanziarie Totali, insieme alla crescita del risparmio gestito che in Italia dovrebbe tornare ai livelli pre-crisi, avverrà con il rafforzamento del modello di servizio di private banking e l’ampliamento della base clienti attuale. La joint venture con Santander Asset Management permetterà di accedere a una rete di distribuzione di dimensione globale e lo sviluppo delle attività non captive. Il lancio di Cordusio SIM faciliterà poi il focus sui clienti UHNWI.

 

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