La sostenibilità̀ è “dentro la vita reale”

La sostenibilità è parte integrante della strategia aziendale di UniCredit ed è strettamente legata al business, quindi alle attività quotidiane dell’azienda, dal momento in cui queste vengono svolte con efficienza, efficacia e sono volte a creare valore per il Gruppo e le controparti. Quando parla di sostenibilità, dunque, la banca include le scelte effettuate per la clientela e per tutti gli stakeholder, secondo un’ottica di stabilità non solo economica. In poche parole: migliorare il futuro dei singoli e dell’ambiente è possibile, occorrono però oculatezza e responsabilità.

Gaia Ghirardi, Head of Group Sustainability & Foundations, racconta come l’area di cui ha la responsabilità opera all’interno del Gruppo. «Affianchiamo i vertici nella definizione di strategie e politiche volte a integrare la sostenibilità in ogni attività del Gruppo – spiega – in riferimento sia ai temi sociali sia ambientali». Il mandato della funzione Group Sustainability si esplica attraverso tre filoni di attività: la realizzazione di modelli e la reportistica, l’identificazione e la mitigazione dei rischi sociali e ambientali; la diffusione della cultura della sostenibilità dentro e fuori l’azienda.

I professionisti che lavorano in questo team si interfacciano costantemente sia con le altre funzioni aziendali (ad esempio: Planning, Risk Management, le diverse linee di business, Risorse Umane, Comunicazione Interna, Brand Management e Media Relation) sia con gli attori esterni, specchio della crescente sensibilità sociale sui temi in questione (analisti, investitori, Ong, etc.). Dal 2014 è stato creato anche il “Group Environmental and Social Council”, organo consiliare che ha il compito di proporre la strategia di sostenibilità, definendo obiettivi ambientali e sociali che rendano più resiliente la strategia di business, attraverso il coinvolgimento di varie anime d’azienda.

«Abbiamo la responsabilità – spiega Ghirardi – di informare questo organo sui megatrend sociali e ambientali a maggiore probabilità e impatto, affinché le iniziative del Gruppo rispondano alle reali esigenze attuali e prospettiche delle società in cui operiamo e contestualmente supportino la crescita del business». UniCredit è consapevole del proprio ruolo quale “propulsore dell’economia” nei Paesi in cui è presente. La gestione attenta dei diversi tipi di capitali finanziario, umano, intellettuale, sociale e relazionale, e naturale è alla base del suo modello di business e ne influenza la qualità di prodotti e servizi, affinché generino impatti positivi su società e ambiente. «L’Impegno in materia di diritti umani e sull’ambiente, pubblicati anche sul nostro sito istituzionale, bene spiegano come la banca affronti questi temi».

Dalla riduzione di consumo energetico alla dematerializzazione

Tanti sono i progetti implementati e gli obiettivi raggiunti. Nel 2015, per esempio, UniCredit ha superato con grande anticipo l’obiettivo di abbattimento delle emissioni di gas serra, raggiungendo una riduzione del 33% in soli sette anni. Oggi i nuovi obiettivi, più ambiziosi, prevedono una diminuzione delle emissioni del 60% entro il 2020 e dell’80% entro il 2030. Molte sono le iniziative connesse a questo target e più in generale a conferma dell’attenzione del Gruppo per l‘ambiente. I “Piani Città” che prevedono l’ubicazione degli uffici in prossimità̀ di nodi di trasporto pubblico per permettere ai colleghi di ridurre gli spostamenti quotidiani casa lavoro; l’efficientemento energetico dei data center, il cui lavoro aumenta all’aumentare della digitalizzazione (in Germania, per esempio, il data center di Tucherpark a Monaco è il più efficiente, grazie a un sistema di raffreddamento alimentato dall’acqua del canale Eisbach); l’abbassamento dei consumi di carta e di energia nelle filiali, grazie per esempio all’introduzione della firma grafometrica con il progetto FirmaMia, oggi usata da circa due milioni di clienti in Italia.

Il Gruppo intende proseguire verso una completa digitalizzazione dei propri processi che nei prossimi tre anni continuerà̀ in Italia Germania e Austria nell’ambito del Progetto “Document and Case Management”. Anche gli acquisti in UniCredit sono basati su un modello sostenibile, i fornitori, infatti, devono soddisfare specifici requisiti minimi di sostenibilità. ll Gruppo fornisce peraltro supporto finanziario a varie fonti di energia rinnovabile come l’eolico, il solare e l’idroelettrico. Alla ne del 2015, il portafoglio in questo settore aveva raggiunto 9,3 miliardi di euro. La banca è anche player del mercato dei green bond nonchè sottoscrittore dei Green Bond Principles. Da ricordare è in ne la partnership, con la Fondazione Wwf Italia, da cui ha preso vita “Officinæ Verdi® Energy Efficiency Group” che sviluppa e struttura investimenti complessi per progetti di energia verde.

Come si comunica la sostenibilità?

Primi destinatari della comunicazione sono i colleghi, considerati anche i primi ambasciatori nei confronti dei clienti e degli stakeholder tutti. «Per i colleghi, far parte di un Gruppo impegnato a rendere il proprio business sostenibile è motivo di orgoglio – precisa Ghirardi. Cerchiamo di diffondere il più possibile sia il Bilancio Integrato sia i principali risultati in esso presentati. Usiamo la rete Intranet e abbiamo scelto anche il canale email per una comunicazione personalizzata, volta soprattutto ad aumentare la consapevolezza dei rischi connessi ai temi sociali e ambientali». Anche i corsi di formazione sono un’occasione di confronto interno. Nel 2015, sono stati progettati ed erogati corsi di forma- zione specifica a neo assunti, a manager pronti a passaggi importanti e ad alcune funzioni strategiche, raggiungendo circa 800 colleghi. «Abbiamo scelto di informare anche tutti i nostri clienti in Italia, attraverso una brochure che presenta in sintesi come, con il nostro fare banca, contribuiamo allo sviluppo economico del Paese – conclude Ghirardi. Siamo altresì presenti sui canali Social al ne di promuovere cultura della sostenibilità, moltiplicando il numero degli stakeholder raggiungibili».
 

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