Questo articolo è stato pubblicato sul numero di gennaio/febbraio 2013 di AziendaBanca
Un sistema informativo completamente rinnovato, in linea con le nuove esigenze del business. Lo sta realizzando Banca Popolare di Milano con un progetto iniziato nell’ottobre del 2012 che traduce in azioni concrete il mantra dell’IT allineato al business. «La domanda di risorse informatiche è in costante crescita – spiega Giuseppe Alibrandi, Direttore Infrastrutture Informatiche di Banca Popolare di Milano. Può sembrare una contraddizione, visto che gli ultimi anni di crisi hanno portato a un calo dei volumi di business, ma l’information technology è ormai indispensabile per fare fronte a una serie di esigenze, pensiamo alla compliance, con una normativa in evoluzione, o alla crescita di importanza dell’automazione. Il nostro sistema informativo precedente aveva 10 anni di vita e le esigenze IT sono diventate così elevate da richiedere una tecnologia nuova per supportare il business».
Customer experience elevata su tutti i canali
La Popolare di Milano ha infatti avviato un progetto di riposizionamento strategico della propria offerta, puntando sulla multicanalità con una nuova attenzione ai canali diretti, dalle postazioni self service al mobile e internet banking, ma anche con uno sportello di filiale più snello ed efficiente. Con un obiettivo importante: garantire una customer experience ottimale. «La parola chiave di questo progetto è scalabilità – commenta Alibrandi. La multicanalità avrà un peso crescente sulle infrastrutture e i colleghi della rete devono essere messi nelle condizioni di lavorare meglio e in modo più sicuro quando gestiscono il cliente allo sportello. Non dobbiamo solo rispondere agli attuali requisiti del business ma anche abilitare il cambiamento in corso della banca: è quindi essenziale poter essere in grado in futuro di soddisfare rapidamente anche la crescita di domanda di risorse IT in seguito alla nascita di nuovi servizi. I nuovi elaboratori, ad esempio, forniscono performance e scalabilità decisamente maggiori delle precedenti generazioni con un total cost of ownership più basso».
Un CED completamente diverso
Il primo tassello della trasformazione è il rinnovo dell’infrastruttura dall’end user al mainframe: un rinnovamento completato al 70%. «Già nella precedente rinegoziazione di contratto avevamo consolidato e razionalizzato l’infrastruttura, passando da dieci a due isole di storage e da tre mainframe a due – racconta Alibrandi. Ora abbiamo ulteriormente consolidato la componente hardware e siamo stati i primi in Italia a installare due mainframe IBM System z EC12 di nuova generazione. Chi si trovasse a entrare oggi nei nostri Centri Elaborazione Dati troverebbe qualcosa di completamente diverso rispetto a qualche anno fa: l’hardware installato è molto più performante e risponde alla nuova prospettiva del Green IT. L’attenzione all’efficienza si è tradotta anche nella scelta di hardware che consuma meno energia e ha un minore impatto in termini di emissione di CO2, oltre che nella volontà di riuscire a sfruttare tutte le caratteristiche delle tecnologie che i vendor ci mettono a disposizione, cercando di evitare ridondanze e utilizzandone a pieno le capacità».
Investire per il rilancio
Altri investimenti hanno riguardato i sottosistemi dischi DS8870 e la possibilità di garantire una connettività a elevata velocità per i dati e per la rete grazie all’interfaccia bus host degli zEC12. «Un investimento del genere è ancora più significativo in questo momento particolarmente complesso – continua Alibrandi. Conosciamo tutti in quale situazione si trovi l’economia ma proprio in questo contesto la Banca ha deciso di puntare sul rilancio e su una tecnologia in grado di permettere a tutti, colleghi e clienti, di lavorare meglio. Non potevamo permetterci, ad esempio, che un cliente non riuscisse a completare una operazione sulla piattaforma di internet banking o che rimanesse in coda nelle nostre filiali a causa dell’inadeguatezza del nostro sistema informativo».
Costi operativi in calo del 20%
L’aumento delle performance hardware si è tradotto in una prima diminuzione dei costi operativi, al momento stimata intorno al 20%. Il progetto evolverà con la sostituzione delle macchine ATM più vecchie, con l’installazione di hardware evoluto, mentre sul fronte del software il rinnovamento arriverà fino all’applicativo di sportello, con la migrazione verso Windows 7. «La revisione dell’infrastruttura tecnologica è stata progettata, raccontata e condivisa dalla Direzione Information Technology – afferma Alibrandi – mentre il nuovo sistema informativo è frutto della collaborazione con altre direzioni della banca. Introdurremo una suite di prodotti software per gestire e controllare in modo più semplice dati e processi all’interno dei sistemi operativi z/OS che mettono a disposizione delle applicazioni i dati cruciali della banca. Spesso il cliente interno e quello finale non si accorgono della tecnologia e danno per scontato che tutto funzioni: in questo caso, invece, la maggiore potenza elaborativa si è tradotta in un evidente miglioramento dei livelli di servizio e tutto il progetto di cambiamento è avvenuto garantendo sempre la continuità di servizio».