
Miliardari cinesi alla sfida della Silicon Valley
Sono 2.158 i superricchi del mondo secondo la ricerca. Nelle Americhe e in Europa la crescita non è mancata anche quest’anno: in USA, dove risiedono gli HNWI più facoltosi, la ricchezza è cresciuta del 12% rispetto al 2016 a 3.100 miliardi di dollari; in EMEA del 17% a 2.500 miliardi. Mai però come in Cina, dove i billionaires hanno vista la proprio ricchezza aumentare addirittura del 39%, fino a toccare quota 1.120 miliardi di dollari. Un dato non da poco: nel 2006 in Cina c’erano solo 16 miliardari, oggi sono 373, quasi un quinto del totale mondiale. E solo quelli del 2017, 89, sono il triplo rispetto a USA ed EMEA: tutti imprenditori che hanno scelto di sfidare il dominio hi-tech dell’occidente, tra startup, AI, blockchain e criptovalute.
Self made man alla riscossa …
Al vertice della classifica dei paperoni troviamo non a caso i cosiddetti miliardari self made, cioè i geni innovatori che “si sono fatti da soli” dando vita a circa l’80% delle 40 idee più rivoluzionarie degli ultimi 40 anni. 199 visionari nel 2017 secondo lo studio: imprenditori alle prese ad esempio con prestiti P2P, genomica ed energia verde.
… anche tra i paperoni italiani
In Italia abbiamo solo un miliardario in più nel 2017: da 42 siamo passati a 43, il 7% dei paperoni dell’area EMEA. E tra questi un buon 47% rientra nella cerchia dei self made man, che oggi detengono il 54% della ricchezza complessiva (170 miliardi di dollari, +12%). Di cosa si occupano questi superricchi? Beni di consumo e vendita al dettaglio in primis, seguiti dall’industria e dal Finance.
I giovani miliardari crescono …
I paperoni di un tempo si stanno preparando però al passaggio generazionale. 701 miliardari over 70 sono pronti per passare il testimone (o il patrimonio) agli eredi o a organizzazione filantropiche nei prossimi 20 anni. Si stima che circa il 40% dell’attuale ricchezza globale sarà trasferita in questo arco di tempo.
… e guardano alla sostenibilità
Un bene forse, dato che i miliardari più giovani sembrano molto aperti agli investimenti sostenibili, tanto che il 38% del family office prevede di aumentare l’impegno ESG nei prossimi 12 mesi. Ma anche perché quasi i due terzi dei figli dei superricchi si dicono pronti a prendere le redini dell’azienda di famiglia.