
A Milano prezzi più bassi del 30%
Altro che prezzi da capogiro quindi. Milano (la piazza italiana presa a titolo di esempio dalla ricerca) sarà anche la più cara per gli immobili in Italia, ma è fanalino di coda nel mondo. I prezzi infatti stanno sì aumentando in fretta nel centro e nelle zone adiacenti ma, al netto dell’inflazione, restano inferiori del 30% rispetto ai massimi del 2007. La ripresa del mercato immobiliare è del resto solo agli inizi: l’accesso al credito è diventato meno complesso, tuttavia il contesto politico ed economico rimane instabile.
A rischio bolla Hong Kong, Monaco e Toronto
Un mix di fattori che senza dubbio ci fanno sprofondare in classifica. Hong Kong, Monaco di Baviera, Toronto, Vancouver, Londra e Amsterdam si mantengono molto distanti da Milano, tanto che appaiono addirittura a rischio bolla secondo UBS. Discorso meno allarmante ma simile anche per Stoccolma, Parigi, San Francisco, Francoforte e Sydney. Mentre si avvicinano a noi, seppur con prezzi immobiliari molto più alti, Los Angeles, Zurigo, Tokyo, Ginevra e New York. Boston e Singapore sono più sottovalutate e infine troviamo Chicago, appena dopo il capoluogo lombardo.
Niente boom a livello globale …
Squilibri evidenti pertanto, anche se lo scenario globale resta lontano dal boom di metà anni 2000: non si rilevano eccessi sul versante dei mutui e dell’edilizia e, in termini di volumi, il ritmo di crescita dei mutui si è dimezzato rispetto al periodo pre-crisi. Negli ultimi quattro trimestri del resto i prezzi delle case sono saliti in media del 3,5%, un ritmo inferiore rispetto agli anni precedenti: i costi sono scesi in metà delle città che lo scorso anno erano a rischio di bolla.
… ma anche nessun risparmio per le famiglie
Non si può parlare però ancora di vantaggi nel tasche delle famiglie. Il multiplo prezzo/reddito medio delle città è infatti salito a 7,5 da 5,5 nel 2008. La maggior parte delle famiglie non può quindi più permettersi di acquistare immobili nei maggiori centri finanziari.