UBI Banca: utile netto a 82,7 milioni

Ammonta a 82,7 milioni di euro l'utile netto 2012 di UBI Banca, dopo la contabilizzazione di 101,9 milioni di oneri netti per incentivi all'esodo legati all'Accordo Sindacale del novembre 2012.

Risultati Gruppo UBI Banca al 31 dicembre 2012:

Proventi operativi: 3.526,3 milioni, +2,3%;
Oneri operativi: 2.266,7 milioni (-5,1%; -6,2% al netto delle componenti non ricorrenti);
Risultato della gestione operativa: 1.259,7 milioni (+20,1%);
Costo del credito: 91 punti base (rispetto ai 61 punti base del 2011);
Utile operatività corrente al lordo imposte: 323,1 milioni (+14,6%).

Impieghi alla clientela: 92,9 miliardi (-6,8%). Da UBI si sottolinea l'impatto dell'indebolimento della domanda, dell'alleggerimento del Large Corporate e dell'uscita della Banca dai settori a maggiore rischio e dai business non captive.
La quota di impieghi di pertinenza della clientela core sale infatti al 75% nel 2012, rispetto al 74% del 2011 e al 70,5% del 2010.

Raccolta diretta da clientela ordinaria: 80,3 miliardi (+1%). Il rapporto raccolta/impieghi ammonta al 94% contro il 97% di dicembre 2011, quello raccolta da clientela ordinaria/impieghi al 116%. L'81,3% della raccolta proviene da clientela ordinaria.

Indici patrimoniali. Core Tier 1 al 10,29% (8,56% a fine 2011), Total capital ratio al 16,01% (13,50% al dicembre 2011). Core Tier 1 al 9,16% in base all'esercizio EBA. Per quanto riguarda i requisiti di Basilea 3, Net Stable Funding Ratio e Liquidity Coverage Ratio risultano superiori al 100%.

La riorganizzazione del Gruppo. L'accordo sindacale del novembre 2012 prevede l'uscita di 736 persone: 600 da gennaio 2012 e le restanti entro aprile. Questo ha permesso di semplificare numero ed entità delle filiali. I segmenti Private e quello Corporate sono stati aggregati nelle nuove “PRI-CO Unity”, operative da gennaio 2013, che coinvolgono circa 1.000 persone. L'organizzazione (e gli organigrammi) della Capogruppo e della Rete sono stati snelliti. L'accordo (che prevede anche l'assunzione di 283 giovani) porterà nel complesso un risparmio di spese per il personale che raggiungerà i 107 milioni annui a regime.

Lo stock di crediti deteriorati netti (sofferenze, incagli, ristrutturati e scaduti/sconfinanti) ammontava a 8,1 miliardi rispetto ai 6,3 miliardi del 31 dicembre 2011: l'incidenza sul totale crediti netti è dell'8,73%. La causa è naturalmente da ricercarsi nel deterioramento del contesto economico, ma anche nella riorganizzazione del comparto credito al consumo e del leasing.

Sofferenze nette: 2,95 miliardi (2,48 miliardi al 31/12/2011). Incidenza del 3,18% sul totale crediti netti. Copertura delle sofferenze al 42,6% (43,3% al 31/12/2011): la riduzione è legata all'accresciuta incidenza delle posizioni garantite in via reale, che richiedono minori rettifiche, e con l'incremento delle pratiche spesate a conto economico. La copertura delle posizioni prive di garanzia reale risulta del 77,2%.  

Incagli: 3,6 miliardi (2,53 miliardi a fine 2011) 3,88% del totale crediti. In questo ambito è particolarmente importante l'impatto di UBI Leasing, del comparto credito al consumo e dell'inclusione di due posizioni rilevanti per circa 270 milioni di euro contabilizzate nel quarto trimestre dell'anno, precedentemente incluse tra i crediti ristrutturati. Copertura complessiva incagli: 12,6%. Il 63,3% del totale incagli lordi è rappresentato da posizioni garantite in via ipotecaria.

Posizioni ristrutturate nette: 659 milioni di euro (0,7% del totale crediti netti), in calo rispetto agli 841 milioni del 31/12/2011.

Posizioni scadute/sconfinanti: 892 milioni, rispetto ai 424 del 31 dicembre 2011.

 

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