UBI Banca supporta i vincitori di “Coltiva l’idea giusta!”

178 progetti (per circa 500 persone coinvolte), 10 finalisti, due vincitori ex aequo, un unico mondo di riferimento: quello delle startup in ambito agroalimentare a scopo sociale e ambientale. Sono questi i contorni della quinta edizione del concorso “Il più bel lavoro del mondo” dell’organizzazione no profit Make a Change, che nel 2015 è stato realizzato in collaborazione con UBI Banca. Il tema è quello non solo del business da supportare e sostenere, ma delle idee che portano con sé la realizzazione di una vera e propria impresa sociale. L’iniziativa ha avuto il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, di Federsolidarietà e Acli Terra e ha visto primeggiare ex-aequo due progetti. Il progetto “Spiru Farm” della provincia di Cremona, ha come obiettivo la produzione di spirulina, un’alga marina dalle eccellenti proprietà integrative proteiche naturali, di forte interesse per il settore dell’alimentare vegetariano e vegano. Spiru Farm, tra l’altro, si avvale, nel suo processo produttivo, di un impianto che si basa su un concetto di “economia circolare” sfruttando gli output termici di un impianto di biogas presente nell’azienda agricola. Il secondo progetto vincitore, “Vale la Pena” di Roma, si propone la creazione di un’azienda agricola sociale multifunzionale con malteria e birrificio, con annesso locale di mescita e ristorazione. La prospettiva è quella dell’inclusione sociale e professionale di detenuti, con benefici attesi di minor recidiva. Entrambi i progetti sono risultati i migliori nei diversi ambiti di valutazione cui sono stati sottoposti; sostenibilità economica e fattibilità tecnico-organizzativa, impatti sociali e/o ambientali generati, competenza del team, scalabilità/replicabilità dell’iniziativa e livello di innovazione.

L’agricoltura, specchio di un Paese che cambia

Molto interessanti sono i dati relativi ai partecipanti, per la maggior parte provenienti dal Nord Italia, che si equivalgono a livello di sesso (con la quasi parità tra maschi e femmine) e sono o giovani o di mezza età. «Questo ci racconta – spiega Carrara – che le nuove generazioni si stanno riappropriando del settore agroalimentare, e che c’è un forte interesse verso un business che sia associato anche agli aspetti solidali. La forte presenza di figure femminili, anche a livello apicale, è poi tipico, nel settore dell’imprenditoria sociale e cooperativo». I due progetti vengono supportati dalla banca in diversi modi, si va dal finanziamento a tasso zero della linea Farm&Food o UBI Comunità (per un importo fino a 50mila euro), al conto package Utilio Click&Go o Non Profit Online con 36 mesi di canone gratuito, al servizio di Corporate Advisory. «Attualmente – prosegue Cisternino – i due progetti sono in fase di incubazione presso Make a Cube. Il contatto è frequente con i promotori della call, anche per l’attività di tutoring e affiancamento che l’ecosistema Make a Change e Make a Cube stanno erogando, lato banca, per l’erogazione e il supporto finanziario. Successivamente si procederà alla misurazione dell’impatto ambientale». Per coinvolgere, a livello di conoscenza del progetto, anche la clientela di UBI Banca, l’istituto ha predisposto una serie di attività: da quella classica di media relation, all’utilizzo dei social network (molto ingaggiante, dato che uno dei cinque finalisti è stato proprio scelto dagli utenti della rete, che hanno potuto visualizzare i video di sintesi dei progetti). Inoltre, una costante attività viene svolta nei confronti del mondo agroalimentare e sociale attraverso direct e-mailing (dem). «Non dobbiamo poi dimenticare – prosegue Cisternino – che UBI Banca emette anche i Social Bond di UBI Comunità, prestiti obbligazionari - per un totale di 786 milioni di euro - finalizzati al sostegno di iniziative di elevata valenza sociale. Alla clientela retail sono in questo caso dedicate dem e comunicazioni personalizzate anche di aggiornamento sullo stato dei progetti coinvolti».

Le potenzialità dell’agroalimentare e dell’economia sociale

Occorre liberarsi dall’idea di un mondo agroalimentare vecchio e poco incline a al rinnovamento, nel nostro Paese. «Le cose stanno in modo diverso – sottolineano in UBI – le nuove leve sono agguerrite e capaci di guardare in modo nuovo al proprio settore di business, aprendosi anche progetti inclusivi, capaci di realizzare forme utili e sane di welfare territoriale. Si sta parlando di due settori importanti, per il Paese: l’agroalimentare produce un giro d’affari di oltre 200 miliardi di euro e pesa per il 15% del PIL, il no profit pesa per circa il 5% del PIL e vede partecipi oltre 300mila organizzazioni e circa 6 milioni di italiani. Accompagnare, come UBI Banca, la creazione di nuovi modelli di business, attraverso la nostra divisione UBI Comunità, attiva dal 2011 e con circa 20mila clienti, significa diventare protagonisti e riferimento per chi ha energie e idee da spendere nel campo dell’economia sociale». Tante solo le sfide che attendono il settore, dalla diversificazione delle produzioni all’internazionalizzazione, al miglioramento dell’organizzazione produttiva, dalla multifunzionalità (es. produzione di energia da fonti rinnovabili di provenienza agricola) all’erogazione di servizi (agriturismi, fattorie didattiche, agricoltura solidale, etc.), per arrivare alla trasformazione e commercializzazione diretta in azienda dei prodotti. Per non parlare, commentano i manager di UBI Banca, «del ricambio generazionale, chiamato a portare i giovani agricoltori alla guida dell’azienda agricola in cui sono cresciuti e che possono arricchire con le conoscenze acquisite nel proprio iter formativo, con la vivacità imprenditoriale che li contraddistingue». UBI Banca vanta circa 25mila aziende clienti proprio nell’agroalimentare. Naturale è il sostegno a queste realtà, tramite offerte ad hoc, come Farm&Food (che prevede una serie di servizi come conto corrente e POS e l’erogazione di nuovi finanziamenti destinati a esigenze di liquidità o a nuovi investimenti). Attualmente, per il settore è attiva un’iniziativa che prevede la possibilità, per le aziende più meritevoli, di anticipare i contributi diretti Pac anche in collaborazione con Creditagri e di finanziare gli investimenti che prevedono l’erogazione di contributi da parte delle regioni attraverso i Programmi di sviluppo Rurale (Psr).

La prossima sfida

L’attività di UBI Banca rivolta ai progetti sociali non si ferma. Nelle prossime settimane verrà lanciato un nuovo concorso, che avrà un approccio multistakeholder, e che coinvolgerà due fondazioni, centri di ricerca, incubatori. L’ambito sarà quello del welfare territoriale e di comunità, e avrà sempre un respiro nazionale.
 

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