UBI. Al via la prima emissione di Green Bond

UBi Banca green bond

Energia pulita in borsa. UBI Banca ha collocato la prima emissione di Green Bond sul mercato istituzionale. E gli ordini hanno sfiorato 1,5 miliardi di euro: 3 volte l’ammontare dell’emissione.

Non solo Green Bond

Prosegue, dunque, il piano di funding per il 2019 di UBI Banca, avviato a febbraio con 2 emissioni: Covered Bond e Tier2, collocando la prima emissione di Green Bond (Senior Preferred) per un importo benchmark di 500 milioni di euro a 5 anni. Il framework dell’emissione include, oltre ai Green Bond, anche la possibilità di emissione di Social e Sustainable Bond.

Investitori esteri e Fondi

L’emissione ha incontrato la domanda di circa 150 investitori, con ordini per circa 1,5 miliardi, con conseguente riduzione dello spread inizialmente annunciato (da +170/175 punti base a 150 sopra il tasso mid-swap a 5 anni). La maggior parte degli investitori (73%) provengono dall’estero: Francia (35%), Germania e Austria (13%), Paesi Nordici (12%), UK e Irlanda (6%) e Spagna e Portogallo (5%). Per tipo di investitore, è stata prevalente la sottoscrizione da parte di Fondi (68%), con una significativa componente di fondi con mandati ESG/Green.

Project finance per l’energia rinnovabile

Obiettivo, rifinanziare un portafoglio selezionato di project finance (0,5 miliardi di euro su un totale di 1,3 miliardi) nei settori delle energie rinnovabili, focalizzato essenzialmente (86%) su energia solare ed eolica.

«Questa emissione inaugurale rappresenta un passo ulteriore nel perseguimento di una strategia aziendale sempre più inclusiva di temi di sostenibilità, che ha radici nella storia delle Banche confluite in UBI – commenta Victor Massiah, Consigliere Delegato del Gruppo. Tale strategia è stata sviluppata, tra l’altro, con UBI Comunità e diversificata successivamente con il lancio della SICAV Social4Planet e con la predisposizione del recente Framework per l’emissione di Green, Social e Sustainable Bond. Questa emissione dimostra la capacità di UBI di coniugare la vicinanza ai territori e alla comunità con le soluzioni di raccolta istituzionale internazionalmente più apprezzate».

 

 

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