Tra Cuba e Trump. Le rimesse e la politica USA

Dal disgelo con Cuba alla possibile ascesa di Donald Trump come prossimo Presidente, le dinamiche della politica estera USA influenzano profondamente il mercato delle rimesse.

Western Union aprirà a Cuba

Western Union, gigante del money transfer mondiale, lancerà a breve i propri servizi da Cuba a diversi Paesi proprio alla luce dei nuovi rapporti. I cubani residenti all’estero, almeno 1,4 milioni di persone, dovrebbero così, entro la metà del 2016, essere in grado di inviare fondi a parenti e amici rimasti in patria. Il 96% degli espatriati vive in cinque Paesi: USA, Spagna, Italia, Messico e Canada. Nel 2013, le rimesse verso Cuba ammontavano a 2,8 miliardi di dollari di valore, il 90% proveniente dagli USA: un contributo all’economia locale che è destinato a crescere.

Se gli irregolari vengono espulsi

Ma il discorso vale anche all’inverso. Come recentemente notato da Claudia Calich, Gestore del fondo M&G Emerging Markets Bond, in caso di vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali americane del prossimo novembre, potrebbero aprirsi scenari inediti. Se, come annunciato, Trump procederà all’espulsione di 11 milioni di immigrati clandestini a oggi presenti negli USA e alla confisca degli importi derivanti da retribuzioni illegali, l’impatto sarebbe fortissimo su alcuni paesi dell’America Centrale e dei Caraibi.

MG Rimesse USA Trump

Per il Messico l’export vale più delle rimesse

E non manca qualche sorpresa. Il Messico, ad esempio, nonostante sia il paese di origine del maggior numero di immigrati negli USA, sarebbe meno penalizzato di altre economia. Guatemala, El Salvador e Honduras contano sulle rimesse non autorizzate dagli USA rispettivamente per il 5,6%, l’8% e il 13,2% del PIL. Nel caso l’espulsione di massa dei clandestini avvenga realmente, considerando tutte le difficoltà logistiche del caso e l’impatto politico, sarebbero quindi questi Paesi a soffrirne maggiormente. Per il Messico, in reale problema è l’eventuale rinegoziazione del NAFTA, l’accordo di libero commercio in essere: l’economia messicana dipende molto dalle esportazioni verso il vicino a stelle e strisce, piuttosto che dalle rimesse. 
 

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