Quanto vale l’investimento alternativo?

Nel 2014, il patrimonio gestito dai primi 100 fondi di investimento alternativi ha raggiunto un valore complessivo di 3.500 miliardi di dollari (3.300 miliardi nel 2013), secondo quanto emerso dal Global Alternatives Survey, realizzato da Towers Watson in collaborazione con il Financial Times.

Al real estate la fetta più grossa

L’indagine, che copre 9 asset class e 7 tipologie di investitori, mostra che fra i primi 100 gestori di investimenti alternativi i gestori real estate detengono la percentuale più elevata attività gestite (33%, oltre 1.000 miliardi di dollari), seguiti dai fondi hedge (23%, 791 miliardi), private equity (22%, 767 miliardi), fondi di fondi private equity (PEFoFs) (10%, 342 miliardi), fondi di fondi hedge (FoHFs) (5%, 214 miliardi), infrastrutture (4%) e credito illiquido (3%).

Il ruolo dei fondi pensione

L’indagine, che include i dati di una vasta gamma di tipologie di investitori istituzionali, evidenzia che gli asset dei fondi pensione rappresentano un terzo (33%) delle attività gestite dai primi 100 gestori alternativi. Seguono: wealth managers (19%); compagnie assicurative (8%); fondi sovrani (5%); banche (4%); fondi di fondi (3%); fondazioni (2%). Fra i primi 100 gestori, i fondi pensione ancora una volta hanno aumentato il patrimonio gestito rispetto all'anno precedente, superando i 1.400 miliardi dollari in attività gestite: i gestori immobiliari continuano a detenere la quota maggiore di attività dei fondi pensione con il 36%, seguiti da PEFoFs (20%), private equity (15%), fondi hedge (12%), infrastrutture (8%), FoHFs (6%), credito illiquido (4% contro 2% nel 2013) e materie prime (1%). Lo stesso trend si è riscontrato anche nei fondi pensione italiani, con una crescita nello scorso anno degli investimenti in asset alternativi pari a oltre 1,8 miliardi di dollari. Anche in Italia i gestori immobiliari rappresentano la scelta preferita da parte dei fondi pensione.

Dove vanno gli asset alternativi?

La ricerca mostra che per i primi 100 gestori, il Nord America continua a essere la destinazione favorita per gli investimenti alternativi (47%), con l’eccezione di infrastrutture e credito illiquido, dove la maggior parte del capitale viene investito in Europa. Complessivamente, il 36% degli investimenti alternativi è in Europa, il 9% in Asia-Pacifico, e l’8% nel resto del mondo.

«Gli investitori istituzionali continuano a destinare ogni anno miliardi di dollari in asset class diverse da obbligazioni ed azioni. Indubbiamente tali forme di investimento stanno diventando sempre più comuni, perdendo la loro accezione di “alternative" – afferma Alessandra Pasquoni, Responsabile Towers Watson in Italia per l’attività di investment consulting. Al tempo stesso, i confini tra le asset class cosiddette alternative appaiono meno definiti, in quanto gli investitori tendono ora a ragionare a livello di fattori sottostanti al rendimento, piuttosto che in termini di asset class. Nonostante numerosi gestori di asset alternativi continueranno ad attrarre capitali, riteniamo che solo coloro in grado di comprendere e identificare il maggior livello di sofisticazione richiesto dai clienti, riusciranno a trarne le maggiori opportunità e benefici».

Image courtesy of Stuart Miles at FreeDigitalPhotos.net 

 

 

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