I dati di 600mila carte di credito sono stati pubblicati online, in seguito a un leak in un black market. Lo ha scoperto il team di ethical hacker di Yarix (società a capo della linea di business Digital Security di Var Group) ha scoperto nei giorni scorsi un nuovo leak, nel corso della propria attività continuativa di monitoraggio della parte oscura della rete.
Insieme a Mirko Gatto, CEO di Yarix, capiamo che cosa è successo e quali sono le conseguenze per il cliente.
Alberto Grisoni. Mirko, che cosa avete scoperto esattamente?
Mirko Gatto. Il nostro team di Cyber Intelligence è impegnato costantemente in una attività di presidio e osservazione dei movimenti delle cyber gang, particolarmente attive nel dark web. Questo ci consente di avere una consapevolezza diretta e ‘real time’ rispetto ad eventuali movimenti sospetti, che possano essere poi ricondotti ad attacchi in corso o in via di predisposizione nei confronti di aziende nostre clienti, di infrastrutture critiche o di istituzioni (che in virtù dell’approccio etico al nostro mestiere, ci occupiamo in ogni caso di allertare). In riferimento a questo specifico episodio, abbiamo rinvenuto in un black market un leak riguardante 600 mila carte di credito, per la maggior parte ancora valide, quanto meno da un punto di vista della data di scadenza.
AG. A quanto pare, i dati di queste carte non sono il frutto di un attacco diretto agli utenti o a una istituzione finanziaria, ma di una sorta di attacco indiretto: che cosa è successo?
MG. Le analisi che abbiamo condotto, sulla base delle informazioni disponibili, indicano che un gruppo di cybercriminali ha hackerato, per la seconda volta in 2 anni, il contenuto di un market illegale attivo sul dark web, specializzato in commercio di carte di credito. Questo gruppo ha poi pubblicato le informazioni trafugate su un altro market underground.
Tra black market sono senz’altro ipotizzabili dinamiche di concorrenza: il market che subisce un attacco perde credibilità e gli utenti sono spinti ad andare su altri black market. In questo modo, nel borsino della credibilità criminale tra cyber gang, alcuni gruppi “guadagnano” fette di mercato illegale a discapito dei competitor.
Per quanto riguarda invece la provenienza delle carte di credito, probabilmente sono il frutto della raccolta derivante da vari attacchi, probabilmente ai danni di banche o di siti di e-commerce. Oppure ancora provengono da attacchi diretti agli utenti finali (ipotesi quest’ultima abbastanza improbabile, a giudicare dalla mole di dati). Ragionevole pensare che il database sia frutto di esfiltrazioni subite da aziende.
AG. Quante carte di credito di clienti italiani ci sono? Di quali banche?
Sono riconducibili a clienti e istituti italiani circa 3.500-3.743 carte di credito con dati completi (numero carta, scadenza, CVV). Il 26% di queste carte (938) avevano scadenza 2020, quindi risultano non più utilizzabili. Il 25% scadrà nel corso del 2021, mentre il restante 46% è in scadenza tra il 2022 e il 2025. Le carte di riferimento risultano emesse da una pluralità di banche, da Poste Italiane e Intesa Sanpaolo a BNL BNP Paribas. Abbiamo preparato per AziendaBanca un grafico di dettaglio delle carte italiane (lo trovate a fondo pagina, NdR).
AG. Che cosa possono fare i clienti per verificare se la loro carta è stata violata? Le protezioni aggiuntive (OTP e altri codici come il Key6) possono impedire usi fraudolenti? A chi devono rivolgersi i clienti, nel caso?
MG. In questi casi i clienti devono innanzitutto rivolgersi al servizio antifrode della propria banca e controllare in dettaglio tutti i movimenti delle carte, per verificare la presenza di eventuali pagamenti disconosciuti. Protezioni aggiuntive sono senz’altro da attivare perché possono aiutare: l’attivazione di sms che avvisino delle transazioni effettuate e i sistemi di autenticazione a più fattori rappresentano indubbiamente uno strumento efficace per mitigare questo tipo di minaccia. Tuttavia, anche in presenza di questo tipo di ‘contromisure’ attive sul proprio conto, è sempre necessario rivolgersi al servizio antifrode della banca.
AG. Nelle ultime settimane ha fatto notizia anche la presenza online delle informazioni di migliaia di profili di alcuni social network. C'è il rischio che queste informazioni, sommate a quelle sulle carte di credito, vengano utilizzate in modo fraudolento?
MG. Si tratta di un fenomeno purtroppo dilagante. I rischi correlati sono reali e relativi ad una profilazione degli utenti più precisa, che apre la via a possibili reati come furti di identità e sostituzione di persona per alcuni tipi di transazioni. Più i database sono completi - nome, posizione geografica, indirizzo email, numero di telefono e di carte di credito - più le informazioni possono essere combinate e utilizzate per ulteriori attacchi di phishing e social engineering a danno degli utenti, esposti quindi a ogni tipo di attività criminale.
AG. Torniamo allo scontro tra bande criminali: che cosa sta succedendo? Due bande che si scontrano tra loro sono una buona notizia o no?
MG. Non si tratta di un fenomeno nuovo: il movente che porta le bande criminali a scontrarsi tra loro è sempre di tipo economico. Normalmente, tra gruppi di cybercriminali c’è una certa comunicazione e scambio di informazioni. Può tuttavia accadere che si inneschi una dinamica di concorrenza pura, quando due o più gruppi di criminali lavorano sullo stesso tipo di mercato, come appunto un black market nel deep web: ciascun gruppo ha tutto l’interesse ad attaccare l’altro, ricorrendo a misure che chiaramente abbracciano l’intero ventaglio di azioni non lecite connaturate ad uno spazio come il dark web.
AG. E quali rischi pone questa “guerra tra bande” per i clienti?
MG. Il rischio che deriva da queste guerre è quello di veder pubblicati i dati trafugati, anche se questo consente di venire comunque a conoscenza di un problema sommerso. Indispensabile, quindi, lavorare sulla prevenzione. L’anello debole rimane sempre l’utente.
| Nome Banca | Numero carte diffuse online |
| Poste Italiane- Banco Posta | 1060 |
| Poste Italiane | 1015 |
| Non disponibile | 213 |
| CartaSI | 203 |
| American Express | 148 |
| Vincento Payment Solutions | 147 |
| Intesa Sanpaolo | 123 |
| UniCredit | 117 |
| Banco Popolare | 112 |
| Banca di Sassari | 107 |
| ING Direct | 51 |
| Banca Sella | 50 |
| Key Client Cards and Solutions | 40 |
| Unione di Banche Italiane | 37 |
| Cassa Centrale Banca | 35 |
| Intesa Sanpaolo | 32 |
| Deutsche Bank | 26 |
La distribuzione delle carte i cui dati sono stati diffusi online. Sono riportati solo i dati delle banche più numerose