La digitalizzazione della documentazione e del processo di gestione degli NPE attraverso una piattaforma dedicata permetterebbe al sistema Italia di risparmiare 1 miliardo di euro l’anno, secondo la recente analisi di WizKey, società che ha creato una soluzione end-to-end che sfrutta tecnologie cloud storage e blockchain per innovare il mercato degli NPE.
Attualmente la certificazione del documentale avviene sempre in formato cartaceo e solo in un secondo momento viene digitalizzato: ecco, secondo le analisi di WizKey, il 10-15% della documentazione riguardante l’asset credito viene addirittura perso a causa di inefficienze derivanti da archiviazione e movimentazione dello stesso. Questo implica che il processo di digitalizzazione del credito dovrebbe partire sin dall’origination.
E nel caso non fosse così?
In caso l’erogazione non avvenga in digitale, il processo di certificazione notarile sviluppato da WizKey in collaborazione con il Notariato italiano, garantisce la certezza del dato e la non opponibilità allo stesso in sede di giudizio qualora sia presente soltanto il documento digitale (PDF).
Nel 2020 spesi 600 milioni di euro
I dati provengono da una indagine di WizKey nei primi 18 mesi di operatività su circa 20 operazioni che hanno movimentato più del 50% dei volumi di NPL del periodo. Tra i risultati emersi è importante sottolineare la voce dei costi operativi che derivano dall’utilizzo di strumenti classici, che hanno forti ripercussioni sui costi di una operazione di cessione. E che aumentano ulteriormente per via di una gestione documentale ancora cartacea. Per WizKey, l’incidenza media di tali costi è calcolata nell’1,5% sul costo totale di vendita che, considerando il totale delle cessioni del 2020, ammonta a circa 600 milioni di euro.
Operazioni GACS: il rendimento non rispecchia il business plan
Su 26 cartolarizzazioni con GACS (prese in esame da Scoop Ratings e rielaborate da IlSole24Ore), soltanto 5 hanno un rendimento che si discosta in un range accettabile rispetto al business plan originario (+10/-10). Ciò è sintomo di un’erronea valorizzazione dell’asset credito da parte dell’emittente in fase di vendita post passaggio a NPE, risultante in perdite per il sistema bancario (e per l’Italia, che si fa garante nelle GACS) e in numerosi claim post-closing, che incidono ulteriormente sulla redditività delle banche.
Inoltre, per operazioni di cessione di portafogli di crediti o di cartolarizzazioni, vengono per larga parte utilizzate le classiche Virtual Data Room (VDR) che, dallo studio effettuato sulle operazioni su cui WizKey ha avuto visibilità, risultano avere un costo circa doppio rispetto a quanto prodotto tramite la piattaforma DeFiNe di WizKey.
Lo sviluppo del mercato secondario
Nel 2020, in un nuovo comunicato legato alla pandemia di Covid-19, la BCE ha annunciato la volontà di creare una piattaforma paneuropea per lo sviluppo di un mercato secondario dei crediti deteriorati e spingeva le banche ad adottare soluzioni innovative rispetto al passato per velocizzare e migliorare i processi di cessione e cartolarizzazione dei crediti.
Circa il 75% dei prospect con cui WizKey ha avuto interazioni hanno consapevolezza di modalità più efficienti di lavoro ma un livello basso di adozione. Questo perché la banca ha molto investito sui processi core, senza dare il necessario peso alla ristrutturazione dei sistemi interni in ottica innovativa, risultando in sistemi legacy stratificati, a silos, estremamente compartimentati che ora richiedono uno sforzo importante per essere allineati ai tempi correnti.