Il 56% degli italiani userà l’AI per fare acquisti entro il 2030

Visa. Il 56% degli italiani userà l’AI per fare acquisti entro il 2030
Andrea Zamboni, Digital Solutions Director di Visa Italia

Se il 2025 è stato l’anno della diffusione dell’intelligenza artificiale, il 2026 potrebbe essere quello del suo ingresso stabile nei processi di acquisto.

Secondo una ricerca Visa realizzata con Nomisma, il 56% degli italiani prevede di aumentare entro il 2030 l’utilizzo dell’AI per fare shopping, mentre già oggi il 41% la usa per cercare informazioni su prodotti e servizi e il 33% per confrontare le alternative.

In questo scenario prende forma l’agentic commerce, un modello in cui agenti AI possono supportare o addirittura effettuare acquisti per conto dell’utente, nel rispetto di limiti e preferenze predefinite.

«Stiamo lavorando con clienti e partner per preparare l’ecosistema all’agentic commerce – racconta Andrea Zamboni, Digital Solutions Director di Visa Italia. Per questo Visa ha sviluppato Visa Intelligent Commerce, un framework che integra autenticazione, tokenizzazione e controlli di spesa per consentire agli agenti AI di avviare pagamenti in sicurezza».

Il ruolo delle banche nell’era degli agenti AI

L’evoluzione non riguarda soltanto l’esperienza di acquisto, ma anche il rapporto tra banca e cliente. Con l’aumento delle transazioni automatizzate, gli istituti emittenti sono chiamati a mantenere un ruolo centrale nella gestione della sicurezza e del controllo dei pagamenti.

«Per accompagnare questa trasformazione, Visa ha avviato il programma Visa Agentic Ready, che coinvolge issuer europei, merchant e partner tecnologici in attività di sperimentazione – spiega Zamboni. L’iniziativa consente di testare pagamenti avviati da agenti AI in ambienti controllati, sfruttando i servizi della rete Visa, dalla tokenizzazione ai sistemi avanzati di protezione delle transazioni. I primi riscontri raccolti tra gli istituti partecipanti sono positivi e contribuiscono a definire i modelli operativi del futuro».

Stablecoin e pagamenti internazionali

Accanto all’AI, Visa guarda con attenzione anche all’evoluzione delle stablecoin. Secondo l’azienda, il consolidamento del quadro normativo e la maturazione dei casi d’uso potrebbero favorirne una diffusione più ampia nei pagamenti cross-border, dai trasferimenti tra imprese alle rimesse tra privati.

«Visa sta già lavorando all’integrazione tra infrastrutture tradizionali e digital asset – ricorda Zamboni. Oggi supporta oltre 130 programmi di carte collegate a stablecoin in più di 40 Paesi e consente il regolamento delle transazioni sulla propria rete utilizzando stablecoin denominate sia in dollari sia in euro».

Sicurezza al centro

La crescita di AI e pagamenti digitali porta con sé nuove sfide sul fronte delle frodi, dai deepfake alle identità sintetiche fino alle possibili truffe legate agli agenti autonomi. Per affrontarle, Visa punta sia sulla collaborazione con banche, fintech e operatori della cybersecurity sia sull’utilizzo di tecnologie avanzate.

I sistemi dell’azienda analizzano circa 500 parametri per ogni transazione e sono in grado di gestire fino a 83mila transazioni al secondo. Negli ultimi cinque anni, inoltre, Visa ha investito oltre 11 miliardi di euro in tecnologia e infrastrutture.

«Continuiamo a lavorare per garantire fiducia e sicurezza anche nei contesti più innovativi come l’AI commerce – conclude Zamboni. In quest’ottica abbiamo sviluppato il Trusted Agent Protocol, un protocollo che consente di certificare gli agenti AI e verificare, già durante la navigazione sul sito dell’esercente, che non si tratti di bot malevoli».

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di giugno 2026 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.

 

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