Sostenibilità, innovazione e personalizzazione per la crescita dei pagamenti digitali

Visa trend pagamenti digitali 2023

Ricambio generazionale e nuovi casi d’uso: sono i due driver più promettenti per la crescita dei pagamenti digitali in Italia, secondo una ricerca realizzata per Visa da Ipsos.

Il 50% degli italiani interpellati, infatti, dichiara di fare la grande parte delle proprie spese con strumenti digitali.

E se c’è un 18% che pensa che il cash resterà il proprio mezzo di pagamento preferito anche in futuro, il 23% del campione ritiene che in massimo 3 anni acquisterà quasi cashless. E un altro 9% sposta questo obiettivo un po’ più in là, entro 5 anni.

La percentuale di chi ritiene di potere quasi fare a meno del contante nel giro di qualche anno è più alta tra i Millennials (87%) e la Gen X (85%), ma è piuttosto alta (76%) anche tra i Baby Boomers.

Casi d’uso emergenti

Non è solo la semplice questione anagrafica a spingere la crescita dei pagamenti digitali. Ci sono infatti alcune situazioni in cui una quantità crescente di italiani vorrebbe usare strumenti alternativi al contante, ma non può.

Il pagamento nei piccoli negozi (e per piccoli importi) è segnalato dal 40% del campione, tallonato dalle transazioni verso artigiani, professionisti e collaboratori occasionali come colf e babysitter, con il 36%.

Il riferimento a chi “dà una mano in casa” è un indizio della voglia di superare i contanti anche nei pagamenti tra individui. Le transazioni peer-to-peer, ad esempio, interessano il 17% del campione.

C’è poi un 15% che vorrebbe pagare digitalmente tasse, multe e tributi verso la Pubblica Amministrazione e un 7% interessato all’invio di denaro all’estero, segnalando che ci sono ancora margini nello sconfinato mondo delle rimesse.

Pagamenti e banca green

Ma è in altri megatrend che la ricerca individua ulteriori spazi di innovazione. Il primo è la sostenibilità: 1 consumatore su 5 sarebbe disposto a pagare un prezzo maggiorato per conoscere l’impatto ambientale dei propri acquisti. E tra Gen Z e Millennials si arriva a 1 su 4.

Certo, la domanda da porsi è “quanto di più sono disposti a spendere e per cosa?”, e ci arriveremo a breve, ma si sta delineando un’opportunità di mercato legata alla sostenibilità. Come conferma il boom delle cosiddette GreenTech, soprattutto all’estero.

Più in generale, il 47% “prenderebbe in considerazione” servizi di pagamento che permettono di fare scelte di acquisto sostenibili: il 27% dei Millennials valuta addirittura di cambiare banca a favore di una realtà più green. Un altro 29%, sempre tra i Millennials, valuterebbe l’apertura di un secondo rapporto.

Il 43% gradisce le carte di pagamento in materiali sostenibili, integrata da strumenti di calcolo dell’impatto ambientale degli acquisti, oppure da un programma di loyalty.

Open Banking e personalizzazione

Secondo trend ad alto potenziale: l’open banking. L’auspicio è che le banche escano dalla fase di compliance (o poco più) in cui ci troviamo al momento per investire nello sviluppo di servizi a reale valore aggiunto.

Il potenziale, dice la ricerca Ipsos, c’è. La possibilità di condividere i dati finanziari con terze parti in cambio di sconti, offerte personalizzate, consigli sulla gestione delle spese, ad esempio, piace al 37% dei Gen Z e al 36% dei Millennials.

Il 41% del campione ritiene che l’open banking consentirà di avere più consapevolezza delle risorse finanziarie, compresi investimenti e coperture assicurative.

C’è poi un 33% particolarmente interessato alle offerte personalizzate, costruite sui propri dati, e un 32% che vuole migliorare la gestione delle finanze personali e il tracciamento delle spese.

Il che potrebbe portare alcune grandi banche a spingere maggiormente su strumenti come il PFM.

Pagare, in modo nuovo

E poi c’è una terza area a grande potenziale, che ruota intorno al concetto di innovazione. Pagare, e farsi pagare, in modo completamente nuovo.

Ribaltando la normale prospettiva quando si parla di pagamenti digitali, c’è il tema dei rimborsi e dei risarcimenti: la metà degli italiani si è preoccupata, negli ultimi 12 mesi, dei tempi necessari a ricevere fondi a cui aveva diritto. E ha “subito” l’impossibilità di scegliere come riceverli, ad esempio se tramite bonifico o carta di pagamento.

C’è poi un tema particolarmente rilevante a inizio estate: i pagamenti in viaggio. Per il 75% degli italiani è interessante accedere alla valuta estera direttamente dal proprio conto, ad esempio in forma di conto multicurrency collegato alla carta. Altre funzionalità apprezzate: il prelevamento in valuta estera all’ATM già attivo sulla carta (53%) e l’impostazione del limite di spesa giornaliero via app (23%).

Quale pricing per l’innovazione?

Il 67% dei consumatori si dichiara disposto a sostenere dei costi, in cambio di servizi innovativi in ambito pagamenti.

I dati delineano dei segmenti di mercato interessanti, soprattutto se raffrontati coi canoni mensili delle neobanche e delle challenger:

  • il 49% pagherebbe meno di 5 euro al mese;
  • il 16% tra i 5 e i 10 euro al mese;
  • il 2% oltre i 10 euro al mese.

I servizi più desiderati? Svetta il cashback in negozi selezionati, con il 35%, seguito da polizze assicurative (un classicone delle neobanche), con il 22%, e programmi di loyalty, 20%.

Interessante la nicchia legata alla sostenibilità, nelle corde del 18% degli italiani.

 

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