Studio Visa: entro il 2030 l'IA ridisegnerà il retail banking per l'89% dei manager

Visa retail banking 2030
Stefano M. Stoppani, Country Manager Visa Italia

L’IA definirà la “banca del futuro” e chi la adotterà per primo detterà il passo entro il 2030. A delineare la rotta è una recente ricerca realizzata da Visa Consulting and Analytics (VCA) che si basa sulle risposte di 325 senior decision-maker in 17 mercati europei, inclusa l’Italia, ed evidenzia un chiaro passaggio dalla fase di sperimentazione dell’intelligenza artificiale a quella di esecuzione.

I dirigenti delle banche europee ritengono che l’IA non solo sarà in grado di migliorare l’efficienza, ma ridefinirà radicalmente il volto della banca del futuro, consentendo agli istituti che si muoveranno per primi di ottenere un vantaggio decisivo nel prossimo decennio.

L’intelligenza artificiale nei processi decisionali

Allo stesso tempo, emerge un divario crescente tra le banche che utilizzano l’IA per ottimizzare il modello operativo attuale e quelle che la integrano nelle decisioni che ne definiranno il futuro.

Oggi, oltre l’89% delle banche italiane utilizza già forme di IA nelle principali funzioni aziendali e la stessa percentuale di leader del settore bancario nazionale ritiene che questa tecnologia sarà in grado di ridisegnare il retail banking entro il 2030.

L’83% prevede inoltre che i primi istituti ad adottare l’IA domineranno i rispettivi mercati.

Dove si concentrano gli investimenti IA

Quasi la metà delle banche italiane (40%) continua a concentrare gli investimenti sull’efficienza operativa o sulla produttività dei dipendenti, mentre poco più di una su tre (34%) indica l’esperienza del cliente o la prevenzione delle frodi come principale motore dell’adozione dell’IA.

Tuttavia, il contesto in cui viene applicata l’IA rappresenta una determinante fondamentale: le organizzazioni che la implementano in ambienti ad alto volume di attività e in tempo reale, migliorando i risultati per i clienti grazie a un processo decisionale in real-time, al rilevamento delle frodi e a servizi personalizzati, con un 40% di probabilità in più di ottenere vantaggi trasformativi.

Al contrario, laddove l’IA viene applicata in modo più marginale, come nello sviluppo dei prodotti o nelle attività di concessione di credito, il suo impatto è più limitato e tende a stabilizzarsi prima.

Approcci disomogenei, risultati differenti

La ricerca evidenzia poi come le banche stiano adottando approcci differenti all’adozione dell’intelligenza artificiale e come tali scelte stiano definendo i risultati finali.

Circa la metà degli istituti rientra nella categoria degli “Efficiency Seekers” (40%), concentrati principalmente sulla riduzione dei costi e sull’efficienza operativa.

I “Trust Builders” (34%) danno priorità agli investimenti nell’IA in funzione dei risultati per i clienti e si distinguono in modo particolare. Sono più diffusi tra le banche “digital-first” e sono molto più propensi ad affermare che l’IA stia migliorando la fiducia dei clienti, in particolare grazie a un rilevamento più rapido delle frodi e a servizi più personalizzati. Registrano inoltre incrementi di produttività più elevati: il 42% dei dipendenti risparmia due o più ore alla settimana, rispetto al 28% tra i “Efficiency Seekers”.

Ci sono poi i “Competitor Chasers” (20%), che investono in risposta alle pressioni del mercato e un piccolo gruppo, i “Compliance Keepers” (6%), che si concentrano principalmente sul rispetto dei requisiti normativi.

«L’intelligenza artificiale definirà la prossima generazione del settore bancario, ma questa trasformazione non si concretizzerà in progetti pilota isolati o iniziative secondarie. Dipenderà dalla capacità delle banche di riorganizzare il nucleo della propria struttura per supportarla – ha dichiarato Stefano M. Stoppani, Country Manager Visa Italia. L’opportunità attuale consiste nel puntare sulla scalabilità, con sistemi moderni e flessibili, dati interconnessi e l’intelligenza artificiale integrata direttamente nelle decisioni in tempo reale. Le banche che sapranno creare le giuste fondamenta potranno muoversi più velocemente, adattarsi più rapidamente e offrire le esperienze più sicure, pertinenti e fluide che i loro clienti stanno cercando».

«La nostra ricerca mostra che l’adozione dell’intelligenza artificiale nel settore bancario è già diffusa anche in Italia, e i rappresentanti degli istituti finanziari del nostro Paese credono decisamente che i primi ad adottarla godranno di un maggiore vantaggio rispetto ai concorrenti – ha affermato Luca Gagliardi, Senior Director Visa Consulting and Analytics, Italia. Gli istituti che stanno guadagnando terreno integrano l’IA nei flussi decisionali operativi, estendendola a tutte le funzioni e attenendosi a chiari indicatori di performance. Non realizzano sperimentazioni marginali: rendono l’IA parte integrante del modo in cui la banca opera».

 

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