Il cammino verso l’Euro Digitale è stato intrapreso, ma le banche hanno bisogno di trovare risposte sulle potenzialità e criticità della nuova Central Bank Digital Currency. Per questo motivo, TAS ha deciso di incontrare gli istituti finanziari, per dialogare su come integrare la nuova moneta digitale mitigando l’impatto sugli investimenti e creando servizi a valore aggiunto.
«L’evoluzione tecnologica detta il cambiamento nei servizi di pagamento: sono nate le digital currency ed è quindi un passaggio naturale quello che volge verso l’Euro Digitale – racconta Odisseo Di Michele, Business Development Manager di TAS. Inoltre, a oggi chi opera in crypto-asset si appoggia su circuiti privati e ad alto rischio, facili a cadere in caso di una bolla speculativa: non sono viste di buon occhio, di conseguenza, dalle autorità di vigilanza, che invece devono garantire stabilità, affidabilità e resilienza dei sistemi di pagamento dei mercati di riferimento. Avere una moneta dell’Eurozona ridurrà, inoltre, la dipendenza dai grandi circuiti digitali del mondo, che impattano a livello di costo sulle risorse del sistema».
Le prime criticità da affrontare
Tuttavia, emergono anche alcune criticità per le banche: il primo punto è il costo dell’implementazione dei nuovi servizi di pagamento per l’Euro Digitale, che vanno inseriti a budget valutando anche il ritorno da questi investimenti.
«Un altro aspetto critico è legato al fatto che la moneta digitale è una forma di pagamento assimilabile al contante: quindi, – prosegue Di Michele – la quantità di moneta digitale che i cittadini hanno sul loro wallet è prelevata dai conti correnti a cui è stata collegata la app dell’Euro Digitale, riducendo le disponibilità della banca sulla raccolta totale».
Quanti Euro Digitali nel wallet?
È in corso il confronto tra la BCE e le banche sul limite massimo da fissare: la Banca Centrale è orientata su una soglia di 3mila euro, mentre gli istituti finanziari preferirebbero un limite di mille euro.
«La caratteristica principale di questi conti in euro digitale (wallet) è che debbano essere alimentati tramite un link di collegamento a uno, o più, dei conti correnti detenuti dal cliente, scegliendo quindi da quale attingere – chiarisce Di Michele. Ma il plafond massimo, di 3mila euro o meno, sarà comunque legato al wallet della persona, non al singolo conto associato».
La via tracciata dagli instant payment
In attesa di trovare la giusta via di mezzo tra le due posizioni, la BCE sa che non può fare a meno delle banche e della relazione di fiducia che hanno creato con i consumatori in questi anni, proseguendo a innovare nei pagamenti digitali.
«L’introduzione dell’Euro Digitale, e in generale dei servizi basati su tecnologie DLT, confermano e consolidano il trend, ormai irrinunciabile, di implementazione di servizi di pagamento istantanei, fruibili con continuità in modalità h24x365 – premette Di Michele. Ma un altro caso d’uso è nei pagamenti offline, assimilabili a un pagamento in contanti, anonimo e non tracciabile, che si attiva attraverso il dialogo tra due dispositivi per pagare in assenza di collegamento di rete».
Strategie e investimenti da valutare
Per accogliere l’Euro Digitale e la sua portata di innovazione, le banche potranno orientare le proprie scelte verso l’utilizzo di piattaforme condivise a livello di sistema, valutare se adeguare le proprie piattaforme di gestione dei pagamenti, oppure dotarsi di nuove infrastrutture dedicate ai nuovi servizi.
«Nel nostro Hub di Pagamenti sono integrati tutti i servizi di pagamento e, grazie a una piattaforma tecnologicamente evoluta, andremo a integrare i servizi di pagamento per l’Euro Digitale – afferma Di Michele. È un percorso già cominciato con l’entrata in vigore, l’ottobre scorso, dei pagamenti istantanei e che prosegue nell’Euro Digitale: questa infrastruttura consente di gestire meccanismi basati su DLT e nuovi circuiti, partendo dalla gestione del nuovo conto in Euro Digitale. L’obiettivo è fornire alle banche, e ai loro clienti finali, funzionalità per controllare e modificare i massimali di utilizzo, giornalieri o mensili, del conto collegato al wallet, le funzionalità per la gestione della tesoreria. Oltre a soluzioni per il funzionamento offline dei dispositivi collegati al portafoglio dell’Euro Digitale». Infine, TAS è al lavoro per agevolare l’introduzione dei servizi di pagamento in euro digitale all’interno della gestione della tesoreria e per la Pubblica Amministrazione, che dovrà adeguarsi all’accettazione dei pagamenti in Euro Digitale.
La DLT per i sistemi di pagamento dell’Eurosistema
Nel luglio 2025 la BCE ha approvato una strategia blockchain articolata in due progetti: Pontes, soluzione di breve periodo per collegare le piattaforme DLT ai sistemi di pagamento dell’Eurosistema, e Appia, iniziativa di lungo termine per la creazione di un ecosistema europeo integrato per il settlement di asset tokenizzati.
Una risposta alla dipendenza da infrastrutture estere e alla diffusione delle stablecoin in dollari, con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia europea nei pagamenti digitali.
«Questa strategia si lega al trend di evoluzione dei servizi di regolamento forniti dalla BCE – afferma Di Michele –, che con il progetto Pontes amplia i servivi basati su tecnologie DLT».
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di gennaio/febbraio 2026 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.
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