Oltre 16 miliardi spesi dai turisti stranieri in Italia nei primi 8 mesi del 2026

Spesa dei turisti in Italia primi 8 mesi 2026
Erika Fattori, Group Brand & Marketing Communication Director di Nexi

Nei primi otto mesi del 2026, i turisti stranieri hanno speso in Italia 16,2 miliardi di euro, consolidando un trend positivo (+5%) rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo il Rapporto Nexi sulla spesa turistica, presentato al TTG Travel Experience di Rimini.

Rispetto all'anno precedente, il rapporto evidenzia una ritrovata regolarità e stabilità nei consumi complessivi.

Ristorazione e alberghi: le voci principali del budget turistico

L'esperienza e l'accoglienza sono i motori degli acquisti sul territorio. Il ristorante è la prima voce di spesa per i turisti (24,9%): sedersi a tavola rappresenta l'abitudine più diffusa.

Il peso di questa categoria sale a circa un terzo del budget per i turisti del Nord Europa (30,8%), del Mediterraneo (30%) e di Australia e Nuova Zelanda (29,5%).

Gli alberghi sono la seconda voce: il 20,4% e questa percentuale misura esclusivamente le transazioni fisiche e i pagamenti digitali effettuati direttamente sul posto (come il saldo della camera e i servizi extra consumati in hotel), escludendo i soggiorni interamente prepagati online prima della partenza.

La nuova geografia dei mercati: la Germania insidia gli USA

Pur confermando gli Stati Uniti al primo posto assoluto per spesa, con 2,55 miliardi di euro (+7,3%), il rapporto evidenzia come la Germania stia insidiando da vicino il primato americano, raggiungendo quota 2,42 miliardi, in crescita del 10,5%.

Il divario tra il primo e il secondo mercato si è ridotto in un solo anno da 190 a 134 milioni di euro.

I quattro Paesi confinanti (Germania, Svizzera, Austria e Francia) generano il 31% della spesa complessiva, rappresentando un solido elemento di stabilità poiché meno esposti a shock geopolitici o del trasporto aereo.

Oltre alla performance tedesca, l’Austria segna infatti un +9,8% e la Svizzera un +7,6%. Insieme, i tre mercati valgono circa 3,7 miliardi di euro, quasi un quarto del totale nazionale.

L’impatto dei cambiamenti geopolitici

Infine, il report registra un profondo cambiamento geopolitico dei flussi, che influenza anche le abitudini di acquisto.

Per asiatici e turisti del Golfo, l’Italia si conferma una meta di acquisti di lusso. In media i gioielli valgono il 2,2% della spesa globale, ma per il Sud-Est asiatico salgono al 13,7% (sei volte la media) e per la Penisola Araba all’8,1%. Per i turisti del Golfo, abbigliamento e gioielli insieme arrivano al 26,5% del budget (3,1 volte più degli europei).

Chi viaggia dall'Europa si sposta più spesso in auto e predilige l'autogestione. I turisti dell’Est Europa destinano il 13% del budget ai supermercati e il 6% a carburanti e pedaggi, mentre quelli dell’Europa occidentale vi dedicano rispettivamente il 10,1% e il 7,7%. In tutti i casi, queste voci superano ampiamente la media globale dei turisti stranieri (ferma al 7,5% per i supermercati e al 4,7% per carburanti e pedaggi).

Chi affronta lunghe tratte tende a spostarsi molto di più tra le diverse località italiane. Per i turisti di India, America Latina e Asia orientale i trasporti interni valgono l’8-10% del budget complessivo (contro una media del 5,5%), confermando la centralità dei treni e dei collegamenti locali per i viaggi multi-tappa.

Si registra, infine, una crescita delle presenze da Brasile, Ungheria, Cina, Canada e Messico. Calano invece i mercati del Medio Oriente e dell'Asia-Pacifico, in particolare Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Corea del Sud e Australia.

Destinazioni a confronto: il Mezzogiorno corre, Venezia tallona Firenze

Mentre Roma vive una fase di stabilizzazione (con 2,13 miliardi di euro, pari al 13,2% del totale, risentendo del confronto con lo straordinario anno giubilare del 2025), le destinazioni più dinamiche si spostano a Sud.

Palermo emerge come la destinazione che cresce di più in Italia (+26,9%), superando una piazza storica come Torino per volume di consumi (137 milioni di euro contro 118). Anche la Puglia attrae fortemente i flussi internazionali, con Bari che cresce del 19,2% e il Salento del 18%, capaci di calamitare l'attenzione più di capitali storiche del turismo come Bologna e Verona.

Si fa invece serrata la sfida tra le città d'arte: Venezia mostra una forte ripresa del turismo internazionale con 791 milioni di euro (+12,3%) e accorcia le distanze da Firenze (+1,8% a 809 milioni), con la prospettiva concreta di insidiarne il terzo posto nazionale entro la fine dell’anno.

«In un mercato turistico globale altamente competitivo, l'intelligence transazionale di Nexi rappresenta un asset strategico per l'intera filiera dell'ospitalità – spiega Erika Fattori, Group Brand & Marketing Communication Director di Nexi. Oggi il successo dell'incoming non si misura più solo sui volumi, ma sulla capacità di comprendere le diverse anime dei viaggiatori. Integrando i nostri dati di spesa transazionali con le strategie di sviluppo del territorio, Nexi agisce come abilitatore di sistema: forniamo l'infrastruttura digitale e gli insight comportamentali necessari per permettere a commercianti, hotel e destinazioni locali di intercettare le nuove abitudini d'acquisto e valorizzare al massimo l'attrattività dell'offerta italiana su scala internazionale».

 

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