Il modello di sviluppo è open source. Secondo Red Hat il carburante che alimenta la scintilla dell’innovazione digitale è il mondo open source, «che dà rilievo alle buone idee capaci di attirare massa critica, grazie alla collaborazione di un numero sempre maggiore di programmatori», precisa Gianni Anguiletti, Vice President Med Region di Red Hat.
«L’open source si sta rafforzando in tutte quelle industry che puntano sull’innovazione, come i servizi finanziari e quelli assicurativi – continua Anguiletti – anche se vediamo uno sviluppo anche in quelli più tradizionali, come ad esempio l’energy».
Due esempi fra tutti, i progetti portati avanti da Red Hat insieme a Intesa Sanpaolo e BPER Banca. Che dopo la pandemia hanno accelerato la loro corsa verso il cloud, l’automazione e l’open source. «Intesa Sanpaolo – commenta Rodolfo Falcone, Country Manager di Red Hat – ha standardizzato tutta la gestione della sua infrastruttura tramite Red Hat Enterprise Linux: un multicloud che permette di gestire e spostare le applicazioni da una piattaforma cloud a un’altra in pochi secondi e senza impatti».
Anche BPER Banca, inoltre, viaggia verso l’innovazione e la trasformazione con Red Hat, adottando paradigmi moderni che aprono a tecnologie innovative: il cloud, infatti, consente di alleggerire i data center, con un importante risparmio sui costi.
Validità del modello di sviluppo
A dimostrare la validità del modello di sviluppo open source sono i numeri: «sono state aggiunte 32mila righe di codice a Linux Kernel, contiamo 500 contribuzioni quotidiane al progetto Kubernetes e sono stati individuati 10mila malfunzionamenti, corretti in maniera tempestiva – prosegue Anguiletti. Questo dati confermano come il modello di sviluppo open source alimenti l’innovazione, soprattutto in ambiti più sofisticati, quindi business e mission critical».
Grazie ai modelli open source, infatti, si possono offrire agli utenti servizi innovativi e contrastare la concorrenza delle digital company: essere più snelli e ridurre il time-to-market, insomma. Ma anche abbracciare le nuove tecnologie, come l’edge computing, l’intelligenza artificiale e il machine learning, condurre analisi sui big data, sfruttare le potenzialità del mobile e del cloud.
Continuare a investire
Per supportare l’innovazione, e in accordo con la missione di stabilizzare le tecnologie open source, Red Hat continua a investire in 3 aree principali, capisaldi del potenziale vantaggio competitivo:
- sviluppo di framework per app più moderne, cloud based e basate su micro servizi. Applicazioni in grado di fruttare nuovi paradigmi tecnologici, come Intelligenza Artificiale, machine learning ma anche virutal reality e IoT;
- architetture cloud ibride e aperte, sviluppate, messe in esercizio e gestite su qualsiasi tipo di dispositivo
- strumenti per la gestione e automazione di strutture informatiche, con l’obiettivo di abbattere tempi e costi e renderle operazioni più intelligenti, così da offrire alle aziende resilienza soprattutto di fronte ad attacchi cibernetici sempre più preoccupanti.
La ricerca tra i leader IT
Giorgio Galli, Manager Sales Specialist & Solution Architect Team di Red Hat conferma l’interesse all’innovazione tramite modelli open source riportando i dati di una recente ricerca condotta da Red Hat: oltre l’82% dei leader IT preferiscono ormai vendor open source, e l’80% punta a queste modalità per aprire la porta a tecnologie emergenti, con la consapevolezza che portare l’innovazione in azienda è essenziale per abilitare l’hybrid cloud.
Le applicazioni, altra area di investimento
Le aziende vogliono quindi modernizzare le loro infrastrutture IT con il cloud, ma anche trasformare o scrivere nuove applicazioni cloud native. Per questo motivo, Red Hat, sullo grazie a open shift rilascia anche servizi gestiti direttamente dal provider per sviluppare app cloud native grazie anche all’API management.
L’automazione
Circa il 70% degli intervistati, inoltre, lo scorso anno ha rivalutato inoltre i suoi progetti per mettere centro l’innovazione, con un approccio in linea con altre iniziative di trasformazione. «Ma automatizzare – precisa Galli – vuol dire abbandonare l’innovazione a silos, per procedere con una unica tecnologia open source che mi permette di indirizzare tutti i casi d’uso (Ansible Operation Platform), e automatizzare anche network e security».
Il nodo delle competenze
Mai momento fu più propizio. Dato che ora il PNRR dà una iniezione di liquidità ai progetti dedicati alla innovazione del Paese. «Il PNRR – conclude Falcone – spinge all’adozione delle tecnologie emergenti, che sono in costante crescita. Il vero problema è che in Italia c’è una mancanza di competenze IT per portare avanti questa innovazione tecnologica». Per questo motivo, Red Hat supporta le aziende con dei corsi di formazione, a disposizione dei partner in modo gratuito.