Dicembre e gennaio sono i mesi delle previsioni. Nei migliori casi si tratta di accurate pianificazioni basate sui dati e sui trend precedenti: pandemia e conflitti ci hanno insegnato che un imprevisto può sparigliare anche le previsioni più scientifiche.
All’estremo opposto abbiamo l’oroscopo, altro must di stagione: l’idea che si possa leggere il destino è affascinante e raramente ci si azzecca. Ma se un astrologo ci dà un buon consiglio gratis, perché formalizzarsi?
Abbiamo provato a guardare ai megatrend e ai dati degli ultimi mesi, mischiandoli a una dose d’intuizione, per costruire le sette “previsioni fuori dal coro” di AziendaBanca per il 2023 (ma anche oltre: ci piace esagerare) in ambito tech.
1. Anche gli unicorni piangono
Apriamo con la previsione più scioccante. Sappiamo che la fine dei tassi a zero è un terremoto per molti settori. E che sta crescendo la pressione sul mondo startup e fintech, da cui ci si attende una prova di maturità sia sul fronte della regolamentazione sia per quanto riguarda la redditività. Per molte aziende sta arrivando il momento di dimostrare di poter generare utili, con un business model sostenibile. Non tutte ce la faranno. Tra di loro potrebbe anche esserci qualche celebratissimo unicorno internazionale: non lo chiameranno fallimento, ovviamente. Sarà un’acquisizione, magari da parte di una banca tradizionale.
2. Le carte crescono e diventano virtuali
Il mancato obbligo di POS non interromperà la crescita dei pagamenti digitali, che sarà spinta dai comportamenti dei consumatori e dall’evoluzione dell’offerta di strumenti di pagamento. L’unica crisi della “carta” sarà quella d’identità: già oggi la chiamiamo carta anche se è fatta di plastica, ma per Gen Z e Millennial sarà sempre più un oggetto virtuale, smaterializzato in un wallet per smartphone e disponibile per gli acquisti in negozio e online.
3. Il BNPL diventa roba da banca
La “mossa” del Regolatore sul Buy Now Pay Later è attesa da tempo e arriverà. La dilazione di pagamento, in Europa e in altri mercati, si vedrà imporre una serie di norme sulla valutazione del cliente, sul rischio di sovra indebitamento, sulla comunicazione promozionale. Le realtà emergenti più grandi e consolidate hanno le potenzialità per adeguarsi e restare sul mercato, ma al contempo le banche tradizionali, grazie al “bollino” del Regolatore, potranno sviluppare la loro offerta in questo ambito. In molte, in realtà, lo hanno già fatto.
4. Crypto: 1 su 1.000 ce la fa
Il mondo delle criptovalute non è entrato in un cripto-inverno ma in una lunghissima era glaciale. Scandali e fallimenti ci sembrano destinati a proseguire, con un effetto a catena che brucerà ancora parecchi soldi e potrebbe travolgere anche qualche nome noto a livello internazionale. Ma crediamo che annunciare per l’ennesima volta la morte del Bitcoin sarebbe un errore. Il mondo cripto post-FTX, almeno nei mercati occidentali, non solo sarà sottoposto a nuove normative, ma in alcuni casi potrebbe adottare forme di auto-regolamentazione. Diverse realtà hanno già impostato campagne di comunicazione online per rassicurare i clienti sul fatto che il loro denaro è presso la banca depositaria, e non in qualche paradiso fiscale. Anche in questo caso, prevediamo che molti player non sopravvivranno a questa fase, ma il mondo cripto ritroverà la sua strada, anche grazie al contributo di nuove regole e del banking tradizionale.
5. Il tempo dei wearable
L’internet delle cose si avvicinerà sempre più al fintech. L’offerta di pagamenti tramite tecnologie indossabili, come smartwatch o anelli dotati di tecnologia NFC, è in costante crescita. E la virtualizzazione delle carte sta abituando i consumatori più giovani al fatto che il pagamento è una funzionalità integrabile in diversi oggetti. Esattamente come è accaduto con gli smartphone, il lancio di dispositivi a basso costo ma con buone performance spalancherà un mondo di servizi. I pagamenti, innanzitutto, ma servizi collegati ai dati sulle performance sportive, sui nostri spostamenti, sulle nostre abitudini. Tutto letteralmente a portata di mano.
6. Una AI al tuo servizio
Con o senza wearable, prevediamo la crescita dei servizi basati sull’elaborazione dei nostri dati. Di tutti i nostri dati, non necessariamente “solo” dei nostri movimenti bancari: si può guardare oltre il paradigma PSD2. Negli ultimi mesi, ad esempio, abbiamo visto il lancio di diverse app che analizzano i consumi di energia elettrica domestici per fornire “suggerimenti” per abbassare le bollette. Se tutto è dato e tutto è virtualizzabile, allora posso andare a scrivere degli algoritmi che forniscono al cliente dei consigli su qualunque cosa. Non sempre per fare cross-selling o up-selling, ma anche solo per mantenere la relazione, in attesa della giusta occasione.
7. Gli NFT troveranno la loro strada
Avete comprato qualche orrendo quadro digitale che vi hanno spacciato per il futuro dell’arte? Auguri, magari avete fatto la scelta giusta. La nostra previsione è che l’hype intorno agli NFT “artistici” continuerà a calare e i token non fungibili troveranno la loro strada in altri ambiti. Sicuramente meno glamour, ma più utili. Diritti di proprietà, documentazione, quote di real estate o di portafogli: le opzioni a disposizione del mondo bancario sono numerosissime e promettenti. Sulle collezioni NFT “artistiche”, invece, restiamo scettici.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2022 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.