Piattaforme, AI e Open Finance nella sfida generazionale del WealthTech

Sfida generazionale del WealthTech
Laura Cravanzola, Market Line Manager di Deda Ai

Crescente complessità dei patrimoni e un passaggio generazionale, tecnologico ed umano, stanno impattando il mondo del Wealth Management, che oggi non può limitarsi alla gestione del portafoglio finanziario dei clienti, ma deve ampliarsi per comprendere anche aspetti fiscali, successori e di governance familiare. Con il supporto della tecnologia.

«Il Wealth Management sta attraversando una profonda trasformazione – commenta Laura Cravanzola, Market Line Manager di Deda AI. Non è più sufficiente proporre soluzioni finanziarie con l’obiettivo di massimizzare il rendimento: oggi i clienti chiedono una visione complessiva del patrimonio e un servizio sempre più personalizzato a fronte di bisogni diversificati. E il passaggio generazionale sta accelerando questa evoluzione, portando nuove aspettative in termini di digitalizzazione, accesso ai dati e relazione multicanale da parte degli operatori del mercato».

Il nodo della frammentazione

L’impatto è sull’operatività quotidiana di intermediari e consulenti, che devono riuscire a raccogliere tutti i dati sugli asset distribuiti tra i vari patrimoni, sulle partecipazioni societarie e sugli immobili. Informazioni che provengono da fonti diverse e che possono trasformarsi in input a supporto delle decisioni.

«Questa sfida emerge con particolare evidenza nel mondo dei Family Office, oggi oltre 240 in Italia, trend in crescita negli ultimi anni – commenta Cravanzola. Il loro compito è gestire non solo gli investimenti, ma anche la governance familiare, la continuità del patrimonio e il coordinamento di asset articolati. Ed è qui che la tecnologia assume un ruolo abilitante. Non come elemento sostitutivo della relazione, ma come strumento per aumentare la capacità di analisi e gestione dei patrimoni. È un’opportunità per sviluppare competenze e soluzioni specializzate in un segmento che, nei mercati finanziari più maturi, è già considerato strategico».

Gli strumenti al fianco della relazione

Tre direttrici tecnologiche supportano l’evoluzione del WM e dei Family Office: piattaforme integrate, analytics e AI, e Open Finance.

«Le piattaforme digitali consentono infatti di aggregare informazioni e mettere a disposizione dashboard personalizzate per monitorare il patrimonio nel tempo, elaborare report e simulare scenari – osserva Cravanzola. Mentre l’utilizzo di analytics e AI può aiutare le aziende a conoscere meglio il cliente, individuare esigenze emergenti, sviluppare analisi predittive e costruire servizi personalizzati. La Generative AI introduce inoltre nuove modalità di accesso alle informazioni, grazie a Large Language Model che permettono di interrogare basi dati complesse attraverso il linguaggio naturale».

La spinta dell’Open Finance

La terza direttrice riguarda infine la possibilità di ampliare il perimetro delle informazioni disponibili grazie all’Open Finance, che consentirà di aggregare le posizioni patrimoniali presenti in più istituti.

«L’evoluzione normativa aprirà nuove opportunità per i Family Office, consentendo, attraverso il consenso del cliente, di costruire una rappresentazione ancora più completa della situazione patrimoniale – conclude Cravanzola. In questo scenario, la tecnologia diventa un fattore abilitante non solo per migliorare i processi dei singoli operatori, ma anche per contribuire alla nascita di un ecosistema italiano del Wealth Management più innovativo, capace di integrare dati, competenze e strumenti avanzati per competere su scala internazionale».

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di settembre 2026 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.

 

La Rivista

Settembre 2026

Dare credito al futuro dell'energia

Le banche e la transizione green di consumatori, imprese e produttori di energia

Tutti gli altri numeri