Ai marketplace serve una strategia per i pagamenti. Tra UX, compliance e antifrode

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I marketplace devono costruire "una strategia di pagamento a prova di futuro" per massimizzare le opportunità di crescita. Lo afferma una ricerca di Edgar, Dunn & Company commissionata da Nuvei Corporation, dal titolo "The Evolving Needs of Today's Marketplace. Leveraging payment technology as a growth catalyst". 

Marketplace protagonisti del commercio elettronico

La crescita dei marketplace è sotto gli occhi di tutti. Nel 2017, Nuvei prevedeva che sarebbero arrivati a controllare il 40% della vendita al dettaglio online globale entro il 2020. I dati di Digital Commerce 360 ci dicono che, complice anche la pandemia, questa percentuale è già arrivata al 62%.La strategia vincente dietro la crescita impetuosa dei marketplace è quella di costruire un ecosistema completo, con un'ampia scelta di prodotti, per mantenere e aumentare la fedeltà dei clienti, che "trovano tutto" all'interno di una sola piattaforma con una user experience coerente. «I marketplace affrontano numerose complessità e devono guardare costantemente all’impatto delle mutevoli esigenze di acquirenti, venditori e stakeholder esterni sul loro modello di business - spiega Greg Toussaint, direttore di Edgar, Dunn &Company. Al centro di questo complesso ecosistema, i marketplace devono ora introdurre nuove funzionalità e soluzioni di pagamento che soddisfino le esigenze del loro pubblico, locale e globale».

È il momento di creare il pagamento perfetto

Il boom dei pagamenti digitali durante la pandemia, infatti, ha avvicinato una quota crescente di consumatori allo shopping online e alle transazioni digitali. Sembra il momento ideale per investire sull'accessibilità e la convenienza dei pagamenti digitali. Una prima sfida è quella dell'onboarding di venditori e acquirenti, che spesso avviene con processi manuali e richiedono molto tempo, anche per rispettare la normativa. E che può diventare problematica, quando il rivenditore non è locale: provate a iscrivervi come rivenditori su Amazon, come ha fatto AziendaBanca, e capirete la portata della sfida.

Fornitori diversi per pay-in e pay-out?

Un secondo ambito di attenzione è il cosiddetto "pay-in payout": la gestione delle transazioni dal punto di vista di fiscalità, reportistica e riconciliazione diventa problematica se incassi e uscite sono gestite da fornitori diversi. E la difficoltà aumenta ulteriormente se consideriamo anche la gestione delle valute, il costo dei pagamenti, eventuali ritardi: tutti elementi che, tra l'altro, danneggiano anche il rapporto con il cliente finale. 

User experience nei pagamenti e impatto normativo

Terza sfida: l'accettazione dei pagamenti vera e propria, che deve garantire un'esperienza lineare, sicura ed efficiente. Meglio se inclusiva dei metodi di pagamento locali ed emergenti, non solo dei soliti nomi internazionali. Importante anche l'impatto delle limitazioni normative, che nello scenario nazionale vuol dire sostanzialmente PSD2, Strong Customer Authentication e revisione delle norme europee sui pagamenti dell'IVA per gli acquisti tramite marketplace. Ma non va meglio in Nord America, dove i marketplace hanno la responsabilità di verificare le informazioni del venditore e sono responsabili delle frodi da loro commesse.

I truffatori vanno dove trovano potenziali vittime

A proposito di frodi: i truffatori guardano con interesse ai marketplace, per caricare identità false o prodotti inesistenti. O per riciclare denaro. O, semplicemente, il tradizionale furto dei dati della carta di credito.

Carrelli misti, pagamenti frazionati, costi elevati

Altro tema specifico per la gestione dei pagamenti da parte di un marketplace: la riconciliazione finanziaria dei carrelli che includono più venditori in un unico ordine. Anche i pagamenti frazionati possono tradursi in costi elevati: il cliente paga una volta, ma il carrello misto richiede di dividere l'importo tra più venditori. 

 

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