Quali sono i trend del settore dei pagamenti digitali per il 2023? Secondo Visa, la popolazione mondiale è finalmente tornata a viaggiare, mentre la digitalizzazione delle imprese, anche di quelle più piccole, è ormai un fatto compiuto, così come il percorso verso una transizione ecologica è un processo irreversibile.
Al contempo, le criptovalute e gli Nft, sebbene in difficoltà, continuano a essere una realtà importante, e l'aumento delle frodi online fa crescere l'esigenza di cybersicurezza.
Vediamo quindi nel dettaglio quale è il futuro e il ruolo dei pagamenti digitali per quest’anno.
1. Il ritorno dei viaggi alimenta il retail
Le persone, dopo le ristrettezze imposte dalla pandemia, hanno ricominciato a viaggiare. E anche gli acquisti retail riprendono vigore.
Visa ha calcolato che lo scorso anno lo shopping dei turisti stranieri è ritornato a livelli pre-Covid in almeno il 63% nelle 500 destinazioni più visitate prima della pandemia, e questa percentuale è destinata a salire nel 2023.
Al contempo, tra giugno e agosto scorso l'importo medio speso dai viaggiatori all'estero è aumentato del 13% rispetto al 2019.
Tutti fattori che contribuiranno alla crescita dei pagamenti digitali, tanto più se si considera la riapertura della Cina, uno dei primi mercati al mondo per viaggi e consumi al dettaglio.
2. Attenzione alla sostenibilità ambientale
I pagamenti digitali si stanno adattando all'esigenza dei consumatori che vogliono contribuire a un mondo a zero emissioni di carbonio.
A tale proposito, lo studio Visa cita il trend del recommerce, ossia il commercio circolare (noleggio e redistribuzione dei beni), elemento imprescindibile nella scelta del retailer online per il 69% dei consumatori.
Nel 2023 si prevede quindi la proliferazione di carte premio per chi compie scelte sostenibili e di strumenti che, al momento delle scelte di spesa, possano aiutare le persone a misurare l'impatto dei loro consumi. Centrale in questo saranno anche i pagamenti contactless.
3. Il B2B verso la completa digitalizzazione
Anche a causa restrizioni pandemiche, il B2B si è mosso verso una completa digitalizzazione delle transazioni, tanto che l'80% del totale dovrebbe essere fatto senza usare contanti entro il 2025.
In questa cornice le pubbliche amministrazioni, rileva Visa, sono sempre più all'avanguardia nella digitalizzazione dei pagamenti, sia sotto forma di erogazione ai cittadini sia verso le aziende, considerate come clienti.
Il volano dell'innovazione, sottolinea Visa, continuerà a crescere man mano che l'ecosistema fornirà nuovi servizi e funzionalità per semplificare i pagamenti e le operazioni aziendali.
4. Le criptovalute? In difficoltà ma ancora protagoniste
Se per le criptovalute il 2022 è stato un annus horribilis e il futuro è piuttosto incerto, secondo Visa nel 2023 ci sarà una polarizzazione: i progetti meno affidabili cadranno in disuso, mentre quelli più solidi (comprese alcune tecnologie Nft) continueranno a generare soluzioni significative per aziende e consumatori.
Cosa significa questo per i pagamenti digitali? L'aspettativa è che, in un mondo in cui sempre più istituzioni monetarie e società fintech entreranno nel campo delle divise elettroniche, queste possano consolidarsi come realtà stabili e sicure per streaming delle buste paga, micropagamenti a distanza ed esborsi transfrontalieri.
5. Attenzione alle frodi
Più pagamenti digitali e più stili di vita ibridi hanno anche portato a un aumento dei cyberattacchi e delle frodi informatiche.
In particolare, Visa prevede che i bersagli prediletti dai pirati informatici siano le piccole imprese, che spesso non hanno risorse e competenze per dare priorità agli strumenti di cybersecurity.
Saranno fondamentali, in tal senso, i progressi in materia di autenticazione e protezione degli utenti quando effettuano i loro pagamenti digitali, ma anche le spese che le aziende destinano alla sicurezza informatica.