Pagamenti digitali oltre i 500 miliardi nel 2025. E gli italiani s’interessano allo shopping agentico

Pagamenti digitali oltre i 500 miliardi nel 2025.

Mentre l’Italia conquista il traguardo del 45% di consumi pagati con strumenti elettronici, le analisi dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano proiettano lo sguardo verso i nuovi trend che caratterizzano il mondo dei pagamenti: dalle stablecoin, al Digital Euro, passando per gli Agenti di intelligenza artificiale che automatizzano i meccanismi di acquisto.

Il contante resta indietro: 38% dei consumi in cash

Secondo i dati della Ricerca, nel 2025 i pagamenti digitali in Italia hanno raggiunto un transato complessivo pari a 518 miliardi di euro, in crescita del +7% rispetto al 2024. Dopo lo storico sorpasso sul contante registrato lo scorso anno, il sistema consolida la traiettoria: il 45% dei consumi viene oggi regolato tramite strumenti elettronici, mentre banconote e monete si fermano a 38%.

Crescono anche bonifici e addebiti diretti in conto corrente, che salgono al 17%. E il bonifico istantaneo accelera grazie alla spinta normativa: il 69% degli italiani lo ha usato almeno una volta e il 70% lo preferisce al bonifico tradizionale, soprattutto nei trasferimenti tra privati.

L’evoluzione nell’accettazione

Nei punti vendita fisici, i pagamenti incassati con carta raggiungono i 406 miliardi di euro, di cui 47 miliardi derivano da visitatori stranieri: un dato che conferma il ruolo dell’accettazione digitale come leva di competitività del commercio e del turismo.

Il parco POS sale a 3,6 milioni di terminali, grazie, in particolare, agli SmartPOS che pesano ora il 19% del totale.

I Software POS arrivano a 165 mila unità, segnando un’evoluzione importante verso punti cassa sempre più software-based.

Smartphone e wearable spingono gli innovative payments

All’interno del mercato, i pagamenti contactless con carta, smartphone o wearable si confermano la modalità prevalente in negozio, raggiungendo 323 miliardi di euro (+11%). Cresce in particolare la componente NFC su smartphone e dispositivi indossabili, che continua a conquistare spazio nei pagamenti card present.

Nel complesso, gli innovative payments raggiungono nel 2025 un transato pari a 84,9 miliardi di euro, in crescita del +45% rispetto al 2024, coprendo una quota del 16% del totale dei pagamenti digitali.

La carta fisica passa in secondo piano

La carta fisica non scompare, ma non è più necessariamente il primo strumento che accompagna gli italiani nel momento del pagamento: smartphone e wearable stanno diventando uno strumento sempre più diffuso, integrando tra i wallet pagamenti, servizi e, in prospettiva, anche l’identità digitale.

BNPL: il 2026 sarà l’anno della verifica normativa

Schizza al +45% sul 2024 il Buy Now Pay Later, che in Italia raggiunge nel 2025 un transato pari a 9,9 miliardi di euro.

La spinta più forte arriva dall’online, dove il BNPL cresce del 50%.

Tuttavia, il 2026 sarà un anno decisivo per questo segmento, perché l’entrata in vigore della seconda Direttiva europea sul Credito al Consumo (CCD2) cambierà significativamente il quadro regolatorio, imponendo nuovi requisiti di valutazione del merito creditizio agli operatori e incidendo quindi su un’esperienza utente che finora ha distinto le fintech per quanto riguarda semplicità e rapidità.

«Il BNPL è cresciuto perché ha saputo intercettare un bisogno molto concreto di flessibilità, mantenendo una user experience snella e immediata – ha spiegato Matteo Risi, Ricercatore Senior dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano. La nuova normativa europea non fermerà necessariamente questa traiettoria, ma costringerà gli operatori a ripensare processi, compliance ed esperienza d’uso. La vera sfida sarà trovare un nuovo equilibrio tra tutela del consumatore, sostenibilità del modello e semplicità della fruizione».

Affidiamoci all’AI

E tra i dati più interessanti della Ricerca, ce ne è uno relativo all’Intelligenza Artificiale: 1 italiano su 6, infatti, si dichiara disposto ad affidare il pagamento di un acquisto a un AI agent.

L’interoperabilità europea

L’Osservatorio pone l’accento anche sui nuovi sistemi di pagamenti istantanei paneuropei.

Da una parte Wero che punta alla costruzione di un digital wallet paneuropeo, che a fine 2025 contava 200 milioni di trasferimenti peer-to-peer, 11 miliardi di euro di transato e 49 banche dell’Eurozona coinvolte.

Dall’altra l’interconnessione dei sistemi domestici esistenti attraverso l’European Payment Alliance, che coinvolge anche l’italiana BANCOMAT. Due direttrici di sviluppo che, grazie all’accordo di interoperabilità che lega Wero a EuroPA, sono ora strettamente interconnesse.

Stablecoin ed Euro Digitale

Per non restare indietro rispetto agli Stati Uniti, anche l’Europa accelera su regolamentazione e progetti legati alle criptovalute: con il MiCAR ormai pienamente operativo, arrivano stablecoin e procede il progetto sull’Euro Digitale, che quest’anno entra in una fase di prototipazione tecnica e consolidamento normativo.

«Nel pieno di una trasformazione globale dei sistemi finanziari, parlare di pagamenti significa parlare di futuro – ha affermato Ivano Asaro, Direttore dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano. È fondamentale guardare ai nuovi orizzonti che stanno ridisegnando il mercato: a livello internazionale i pagamenti digitali ormai dominano sul contante, con le carte che restano centrali ma con smartphone e wearable che spingono la crescita. In Europa, il fermento su instant payment, Digital Euro e nuove infrastrutture paneuropee segna una direzione chiara. Governare questa evoluzione sarà decisivo per rafforzare il sistema dei pagamenti e la competitività economica complessiva».

 

 

 

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