Investimenti record in tecnologia, ma scalabilità ancora limitata. Il settore Wealth, Banking e Asset Management (WBAM) investe sempre di più in tecnologia, ma fatica a tradurre questa spesa in una reale capacità di crescita.
È il principale risultato emerso dalla ricerca Master complexity to unlock scale: the as-a-service imperative for Wealth, Banking and Asset Management, realizzata da Monitor Deloitte e Objectway.
Secondo lo studio, la spesa globale in Technology & Operations ha raggiunto 173 miliardi di euro e salirà a 243 miliardi entro il 2029.
Nonostante questo, solo il 25% delle organizzazioni è riuscito a raggiungere una vera scalabilità end-to-end, ovvero la capacità di aumentare il business senza incrementare proporzionalmente costi e complessità operativa.
Il peso dei sistemi legacy
Alla base del fenomeno c'è una crescente complessità strutturale. Da un lato aumentano le aspettative dei clienti, dall'altro si moltiplicano gli obblighi normativi e le esigenze operative nei diversi mercati internazionali.
Molte organizzazioni hanno reagito aggiungendo nuove risorse e nuovi strumenti su infrastrutture esistenti, spesso basate su sistemi legacy. Una strategia che, secondo la ricerca, contribuisce ad alimentare il debito tecnico anziché risolvere il problema.
Ancora oggi circa la metà dei budget IT è assorbita da personale interno e infrastrutture proprietarie, mentre la continua evoluzione della normativa impone investimenti tecnologici costanti.
«Le istituzioni finanziarie non stanno risolvendo la complessità, la stanno semplicemente gestendo a costi elevati – ha commentato Manuel Pincetti, Managing Partner per la Central Mediterranean Region di Monitor Deloitte. Tuttavia, strategie innovative stanno guadagnando terreno nel settore WBAM. Il mix di spesa in Tech&Ops si sta rapidamente spostando verso modelli as-a-service, la cui incidenza è aumentata di 10 punti percentuali negli ultimi anni».
Cresce il modello as-a-Service
Fondamentale è però acquisire, orchestrare e gestire le competenze e i servizi di Technology & Operations. In questo contesto stanno guadagnando terreno i modelli as-a-service, nelle diverse configurazioni Hybrid SaaS, Pure SaaS e SaaS/BpaaS. I vantaggi individuati dallo studio includono la riduzione della complessità interna, l'accesso a piattaforme modulari e configurabili, la disponibilità di competenze specialistiche e una maggiore flessibilità degli investimenti grazie a modelli di pricing basati sul valore generato.
La quota di aziende che utilizza l'as-a-Service come principale modello di delivery è destinata a triplicare nei prossimi due o tre anni.
«L’adozione dei modelli as-a-service sta accelerando rapidamente: la quota di aziende che li utilizza come modello principale di delivery è destinata a triplicare nei prossimi due, tre anni – ha aggiunto Pincetti. I modelli as-a-Service non sono più confinati alla sola dimensione IT, ma rappresentano una risposta strategica alla complessità. Inoltre, consentono di abilitare l’adozione dell’AI su scala, in un contesto in cui l’incertezza sul ROI rappresenta il principale ostacolo all’adozione per quasi un terzo delle società WBAM, mentre l’AI accelera a sua volta l’implementazione efficace delle strategie as-a-Service».
L'AI accelera, ma serve governance
Un altro tema centrale della ricerca riguarda l'intelligenza artificiale. Nel 2025 gli investimenti globali in AI nel settore finanziario hanno raggiunto circa 50 miliardi di euro e sono attesi in crescita con un tasso annuo composto del 28% fino al 2033.
Secondo lo studio, fino al 70% dei processi potrebbe beneficiare dell'adozione di AI e GenAI. Tuttavia, il principale ostacolo rimane la capacità di industrializzare le soluzioni e governarle correttamente.
Non a caso, circa l'85% delle organizzazioni sta sviluppando framework dedicati alla governance dell'intelligenza artificiale.
Nel frattempo cresce anche l'interesse per l'agentic AI, la cui adozione dovrebbe aumentare di oltre 2,3 volte nei prossimi dodici mesi.
«La vera sfida oggi non è innestare l’AI su modelli esistenti, ma integrarla all’interno di soluzioni orchestrate e orientate ai risultati – ha dichiarato Alberto Cuccu, Chief Operating Officer International di Objectway. In Objectway stiamo sviluppando una nuova generazione di agenti intelligenti integrati nella nostra piattaforma, arricchiti da funzionalità di terze parti e co-progettati insieme ai clienti. Il valore nasce dalla sequenza: prima si definiscono i risultati attesi; poi si prioritizzano i casi d’uso con il maggiore potenziale di scalabilità; quindi si orchestrano agenti AI e workflow; infine si progetta la tecnologia per garantire la scalabilità».
Quattro priorità per i CEO
Per gli autori della ricerca, la transizione verso modelli as-a-Service rappresenta una trasformazione organizzativa prima ancora che tecnologica. Tra le priorità individuate figurano il coinvolgimento diretto del top management, un approccio strutturato al change management, la revisione dei modelli operativi alla luce delle opportunità offerte da AI e Agentic AI e la costruzione di un ecosistema di partner strategici supportato da una governance chiara.
«Le istituzioni finanziarie che riescono a scalare con successo non sono quelle con i piani tecnologici più ambiziosi, ma quelle che hanno affrontato prima il lavoro più complesso e meno visibile – ha concluso Luigi Marciano, Founder e Group CEO di Objectway. Il percorso verso l’as-a-service richiede più di una piattaforma adeguata: necessita dell’approccio corretto, di un forte commitment organizzativo e del partner giusto, capace di comprendere la complessità del settore e di supportare le imprese nell’accelerare l’implementazione delle strategie».
La ricerca
Il report “Master complexity to unlock scale: the as-a-service imperative for Wealth, Banking and Asset Management” è stato elaborato da Monitor Deloitte e Objectway.
I protagonisti di OWIN26
A margine dell’evento OWIN26 di Objectway, dove è stata presentata in anteprima la ricerca, AziendaBanca ha pubblicato una serie di interviste di approfondimento sulle strategie wealth dei principali operatori italiani che hanno calcato il palco dell’evento.
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