Crypto e wallet per smartphone tra gli obiettivi del cybercrime nel 2022

Nel 2022 la criminalità informatica punterà soprattutto su criptovalute, mobile wallet e sulla tecnologia deepfake, secondo le previsioni di Check Point Software Technologies.

Ovviamente, gli attacchi alla sicurezza di computer e smartphone di cittadini, aziende e istituzioni continueranno anche a sfruttare l’impatto della pandemia da Covid-19.

Nel 2021, secondo i dati diffusi dall’azienda, il numero di attacchi cyber è cresciuto del 40%. Ogni azienda italiana viene attaccata, in media, 964 volte ogni settimana. 

Le minacce informatiche nel 2022

Fake News e disinformazione

Continueremo ad assistere alla diffusione volontaria di false informazioni sulla pandemia, mirate non alla propaganda ma esclusivamente a truffare gli utenti o a convincerli a fornire informazioni personali e password.

Attacchi alla supply chain

Le azioni criminali non sono più mirate a una singola azienda ma, una volta compromessi i suoi sistemi, anche ai suoi clienti e fornitori. Check Point prevede che i governi lavoreranno su norme per regolare il modo in cui vengono affrontati questi attacchi e protette le reti.

La guerra fredda è online

Il terrorismo informatico e l’attivismo cyber daranno vita ad attacchi più sofisticati e diffusi. Le vite personali e lavorative dipendono ormai a tal punto dalla connessione a internet e dai servizi digitali che un attacco cibernetico di questo tipo può destabilizzare le attività economiche, finanziarie e non solo a livello globale.

Basti pensare ai recenti attacchi contro strutture sanitarie o enti pubblici.

Mobile wallet nel mirino

I portafogli digitali su smartphone e altri strumenti di pagamento basati su app e mobile sono sempre più popolari tra gli utenti. E la criminalità informatica si adeguerà, attaccando con maggiore frequenza questi servizi.

Check Point ha registrato ad esempio una forte crescita, nel mercato brasiliano, di finte applicazioni bancarie e di pagamento. Che richiamano o imitano servizi realmente esistenti per ingannare gli utenti. Una volta installate, queste app si sincronizzano con le vere applicazioni di pagamento o bancarie per sottrarre il denaro.

Come fanno? Sfruttano i servizi di accessibilità, o accessibility services, cioè una serie di funzionalità progettate per consentire ai disabili di utilizzare lo smartphone con maggiore facilità.

È lo stesso utente vittima a concedere alle app l’uso di questi servizi. Molte persone troppo spesso non leggono quali autorizzazioni stanno dando a un’applicazione, oppure non capiscono quello che stanno facendo.

Grazie ai servizi di accessibilità, i criminali informatici possono osservare le azioni che vengono svolte su un telefono, usarne il contenuto, conoscere il testo che viene digitato dall’utente e così via. Di fatto, controllano lo smartphone.

E lo usano per dirottare il denaro della loro vittima.

Le violazioni dei dati aumenteranno e diventeranno più costose

Il ransomware, cioè la “presa in ostaggio” di un dispositivo e dei dati che contiene, per chiedere poi un riscatto ai proprietari, continuerà a tormentare le imprese di tutto il mondo. Il valore medio dei riscatti ha ormai raggiunto i 310mila dollari, crescendo del 171% nel corso del 2021. E, sempre lo scorso anno, 1 azienda su 61 è stata oggetto di un attacco ransomware.

E si sta affermando un metodo definito “tripla estorsione” (Triple Extortion), in cui viene chiesto un riscatto sia all’azienda di cui sono stati sottratti i dati, sia ai suoi partner di business sia al singolo utente il cui PC è stato compromesso.

Aziende e governi si troveranno a fronteggiare attacchi di scala sempre maggiore e richieste di riscatto sempre più alte nel corso del 2022. La stessa criminalità andrà alla ricerca delle vittime in grado di pagare i riscatti maggiori: grandi aziende, ad esempio, ma anche enti pubblici che gestiscono dati particolarmente sensibili per l’opinione pubblica.

Le criptovalute resteranno il metodo per pagare i riscatti

Seguire le tracce del denaro sottratto mediante un attacco informatico è già molto complicato quando vengono utilizzati strumenti di trasferimento di fondi consolidati: spesso, infatti, la criminalità fa passare il denaro sporco da diversi paesi e diversi servizi, in modo da complicare la vita a investigatori e autorità.

Le criptovalute, in primis bitcoin e altcoin, si confermeranno anche nel 2022 lo strumento privilegiato, ad esempio per il pagamento di ransomware. Seppure le transazioni siano in molti casi perfettamente tracciabili, infatti, la mancanza di regolamentazione in molti Paesi favorisce la criminalità.

Le vulnerabilità dei microservizi saranno sfruttate

L’architettura a microservizi adottata dai fornitori di servizi cloud (CSP, Cloud Service Provider) ha attirato l’attenzione dei cyber criminali per la possibilità di individuare e sfruttare eventuali vulnerabilità per lanciare attacchi su grande scala ai CSP.

Attenzione ai deepfake

Il livello raggiunto dalle tecnologie deepfake permette di creare video o audio falsi in cui personaggi pubblici e noti fanno affermazioni scioccanti o compiono azioni eclatanti. Potremmo assistere alla diffusione di video creati ad hoc per manipolare le opinioni del grande pubblico, gettare discredito su qualcuno o influenzare l’andamento dei mercati.

Ma la criminalità informatica potrebbe sfruttare il deepfake, combinato all’ingegneria sociale, anche per ottenere permessi in modo fraudolento e accedere così a dati sensibili.

Le reti ospitano gli hacker

La criminalità informatica utilizzerà sempre più strumenti combinati tra loro per personalizzare gli attacchi in tempo reale. Di fatto, vivranno e lavoreranno all’interno della rete delle loro vittime.

 

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