Il Buy Now Pay Later è uno dei fenomeni fintech più interessanti, ma anche dibattuti, degli ultimi anni.
Per il BNPL è in arrivo una serie di cambiamenti, in primis normativi, che potrebbero trasformare il settore in modo radicale.
Ne abbiamo parlato in un episodio di #define banking next, la serie di podcast sulla banca del futuro che AziendaBanca organizza insieme a CRIF, con Gaia Cioci – Senior Director CRIF.
AG. Il Buy Now Pay Later, o "compra ora, paga dopo", è una modalità di pagamento dilazionato esplosa fra 2020 e 2021 trainata dalla pandemia che ha impresso una consistente accelerazione ai fenomeni di digitalizzazione e al costante aumento delle vendite online.
E che è da almeno un paio di anni oggetto di discussioni e di differenze di opinione anche marcate.
Gaia, tu hai a disposizione tutti i dati di CRIF. Sei quindi la persona giusta a cui fare questa domanda: qual è la situazione dell’industria BNPL in Italia?
GC. I dati dell’Osservatorio CRIF confermano che il fenomeno del Buy Now Pay Later continua a guadagnare popolarità in tutto il mondo.
A livello globale ha 360 milioni di utenti attivi e questo numero è destinato a raddoppiare nei prossimi 5 anni.
L'industria BNPL in Italia è in rapida espansione e anche se il metodo di pagamento online più diffuso resta ancora la carta, soprattutto per le transazioni di valore elevato, il BNPL ha registrato un tasso di crescita annuo superiore al credito al consumo tradizionale, cioè del 35% nel 2021 e del 47% nel 2022.
AG. Ci si chiede spesso, non senza qualche polemica anche in questo caso, chi siano i clienti del BNPL. È importante chiederselo per inquadrare meglio questa modalità di pagamento, per capire ad esempio se l’utilizzatore ne comprende le caratteristiche, oppure se può avere funzioni di inclusione finanziaria.
Esiste un profilo tipico di chi usa il BNPL?
GC. Possiamo dire di sì: oltre il 70% degli utilizzatori di BNPL appartiene alla generazione Millennial e Generazione Z, ovvero i nativi digitali.
Oltre il 50% delle richieste è inferiore a 500 euro, quindi un valore di spesa contenuto rispetto a quello del credito al consumo più tradizionale, a conferma che il BNPL rappresenta più un mezzo di pagamento che una forma di finanziamento.
Un altro fenomeno interessante riguarda la frequenza con cui gli utenti ricorrono a questo tipo di facilitazione finanziaria.
Il ticket contenuto e la facilità e velocità di accesso a questo strumento, fanno sì che la frequenza di utilizzo sia superiore rispetto ai prodotti finalizzati small ticket più tradizionali: oltre il 50% dei consumatori che accedono al BNPL è portato a utilizzarlo ancora nei successivi 3 mesi: il 13% per più di 4 volte in un arco temporale di 3 mesi.
AG. Questo utilizzo ripetuto nel tempo in effetti lascia pensare a uno strumento che viene percepito come un modo diverso di pagare. E che sembra entrare nelle abitudini e nei comportamenti di almeno una fascia di mercato, tra l’altro quella più giovane e che continuerà acquistare in futuro.
Parlando di BNPL si dice spesso che la sua crescita è anche dovuta al fatto che per le sue caratteristiche in un certo senso sfugge alle definizioni della normativa. Quella sul credito ai consumatori, ad esempio, non si applica. Sono però in arrivo revisioni alle norme sul credito, non solo per il Buy Now Pay Later ma anche per altre forme di credito digitale.
Che sta succedendo?
GC. Il BNPL continuerà a registrare un trend di crescita anche nei prossimi anni e questa crescente diffusione ha portato le autorità europee e internazionali a intervenire per garantire una regolamentazione adeguata.
La Commissione Europea nel giugno 2021 ha rivisto la direttiva sul credito ai consumatori (2008/48/CE) e la sua approvazione definitiva è calendarizzata per settembre 2023.
A seguire, ciascuno dei 27 Stati Membri dell’UE avrà 24 mesi per il recepimento nell’ordinamento nazionale.
La nuova Direttiva sul credito ai consumatori sicuramente porterà dei cambiamenti nel settore, garantendo una maggiore trasparenza e tutela dei consumatori.
AG. Gaia dacci qualche dettaglio, quali saranno le principali modifiche introdotte dalla revisione della direttiva sul credito al consumo, per prevenire distorsioni del mercato e tutelare i consumatori nel BNPL?
GC. Innanzitutto si parte dall’estensione dell’ambito e delle soglie di importo attualmente previste, per includere nella definizione di «credito al consumo» tutte le forme di credito, a partire da 1 centesimo a 100mila euro, rimuovendo le eccezioni sinora previste per il BNPL.
La diretta conseguenza di questa modifica è l’obbligo di supervisione del BNPL, cioè l’assoggettamento a una procedura di ammissione e registrazione presso l’Autorità Nazionale competente (Banca d’Italia in Italia).
Inoltre sarà richiesta maggiore trasparenza su termini e condizioni applicate (commissioni, spese di gestione e tassi di interesse) con qualche restrizione al fine di prevenire l’accumulo di debiti potenzialmente non sostenibili da parte dei consumatori.
Tutto ciò garantirà il rafforzamento dei controlli e di conseguenza maggiore tutela per i consumatori.
AG. Si agirà anche sul tema del rischio di sovraindebitamento, molto caro alle associazioni dei consumatori, è così?
GC. Esatto. Per contrastare il rischio di sovraindebitamento dei consumatori, la nuova direttiva obbliga i fornitori di BNPL a effettuare una valutazione del merito creditizio prima di concedere finanziamenti.
I fornitori dovranno quindi adottare tutte le misure necessarie per valutare la solvibilità dei consumatori e stabilire i limiti di spesa adeguati, con un approccio proporzionato alla natura, alla durata e al rischio del servizio offerto.
Al momento la normativa non dettaglia le modalità di valutazione ma è prevedibile un’integrazione delle attuali Linee Guida EBA LOM.
Con la nuova disciplina le autorità europee intendono promuovere la creazione di un mercato equo per il settore BNPL nell’Unione Europea, con una regolamentazione uniforme per garantire il medesimo livello di protezione e trasparenza a tutti i consumatori dell’UE.
Ciò significa che i fornitori BNPL dovranno conformarsi a standard e norme comuni, con particolare riguardo alla fornitura di servizi finanziari transfrontalieri, tendendo in definitiva a convergere.
AG. Il quadro complessivo in cui si innesta il modello BNPL appare pertanto in evoluzione. Guardandolo dalla prospettiva del rischio, cosa risulta dall’osservatorio CRIF?
GC. Analizzando i trend relativi alla rischiosità del credito emergono evidenze interessanti. Nel 2022 il BNPL ha fatto registrare un calo del tasso di insolvenza del 30% rispetto al 2021, in controtendenza rispetto al trend registrato dal segmento small ticket dove invece si è osservato un incremento della rischiosità nello stesso periodo di rilevazione.
Questo conferma la tesi secondo cui il BNPL si stia diffondendo principalmente in fette di popolazione a basso rischio poiché percepita come esperienza di pagamento e non come forma di credito.
AG. Gli operatori di BNPL dovranno quindi trasformarsi. Come state lavorando con loro in questo senso?
GC. Le piattaforme BNPL sono di facile utilizzo, valutano le richieste di credito in tempi estremamente rapidi, spesso in maniera istantanea, e richiedono agli utilizzatori un numero esiguo di informazioni, conducendo valutazioni del merito creditizio in tempo reale, spesso perciò basate su algoritmi di intelligenza artificiale.
CRIF detiene una combinazione unica di informazioni, intelligence, piattaforme e servizi in outsourcing che trova sintesi nei CRIF Metadati.
Per rispondere alle crescenti esigenze dei player del settore, CRIF ha lanciato CRIF BNPL Suite.
La suite consente nel 100% dei casi di valutare puntualmente il rischio di credito e di frode degli utenti. E consente di gestire questa valutazione sia online sia in negozio.
L’integrazione con i sistemi gestionali delle aziende è semplice e avviene tramite un unico punto di accesso via API.
La valutazione di BNPL Suite è istantanea e multidimensionale, tramite una piattaforma digitale che fa leva su oltre 100 controlli sull’ecosistema di dati, combinando verifiche tradizionali come rischio di credito, antiriciclaggio, fonti istituzionali SCIPAFI, con quelle di nuova generazione messi a disposizione dall’open banking, per garantire una valutazione tempestiva e completa.
Devi considerare, Alberto, che oggi lavoriamo già con grandi nomi del commercio elettronico, come Zalando, La Redoute, Fly Now Pay Later, e conosciamo le dinamiche della grande distribuzione grazie al network mondiale CRIBIS D&B.
Gestiamo inoltre il Sistema di Informazioni Creditizie, che è il punto di riferimento per il merito creditizio in Italia. L’utilizzo di questi dati nelle richieste di Buy Now Pay Later è imprescindibile.
Presidiamo poi costantemente i temi normativi legati all’antiriciclaggio e al Know Your Customer, con oltre 300 clienti in tutto il mondo.
E infatti le nostre piattaforme digitali sono usate da oltre 700 aziende, in Italia abbiamo tra le altre Intesa Sanpaolo, AideXa, Banco BPM, Step 4 Business Azimut, Findomestic, Opyn, Sella Personal Credit, UniCredit, UnipolSai e altre.
E a livello internazionale ti faccio giusto qualche nome: HSBC, Deutsche Bank, BBVA, Virgin Money.
AG. Allora Gaia ti anticipo già che ci risentiremo nei prossimi mesi per seguire passo dopo passo la trasformazione del Buy Now Pay Later in Italia. Intanto, grazie mille per essere stata con noi oggi.
