È tempo di killer application

App per la gestione del budget familiare o imprenditoriale. Open scoring e instant lending per erogare credito velocemente. E servizi di payment initiation, sia in ottica B2C sia B2B. Sono questi alcuni dei servizi più interessanti in ambito open banking secondo Nexi che, con la sua piattaforma Nexi Open, ha creato un ecosistema ricco di casi d’uso. Una innovazione sostenuta da 20 FinTech, 4 open innovators (Plug and Play Italy, Le Village di CA, CeTIF, Talent Garden) e 3 partner strategici (Bain & Co, Accenture e Microsoft).

Il pane quotidiano dell’open banking

«Il Personal Financial Management (PFM) e il Business Financial Management (BFM) sono il pane quotidiano dell’open banking: questi servizi partono dall’account aggregation per fornire applicazioni di gestione del budget familiare o imprenditoriale – afferma Renato Martini, Digital Banking Solutions Director di Nexi. In questo campo, il nostro partner di riferimento è Meniga, FinTech internazionale che ha già stretto accordi con alcuni dei principali gruppi bancari italiani. Attraverso questo partner offriamo una suite pronta all’uso, che si integra nell’home banking o corporate banking, per condurre analisi sulle spese, categorizzarle, costruire previsionali sul budget e, quindi, gestire al meglio il portafoglio di piccole imprese e famiglie. Una soluzione importante per fidelizzare anche i clienti bancari affluent, che sono per lo più multibancarizzati, oltre che le PMI».

Open scoring e credito istantaneo

Il secondo ambito più promettente dell’open banking è quello del credito. Sono infatti partiti i primi casi live con Experian, su due fronti: open scoring e instant lending, due servizi strettamente legati tra loro. «Quando una banca deve finanziare un privato o una piccola impresa che non conosce, il rischio aumenta – commenta Martini. Con l’open scoring, Experian aggancia i movimenti di conto corrente presenti su altre banche per costruire uno scoring andamentale che offre uno spaccato sulla affidabilità creditizia. Da qui si attiva l’instant lending, con processi di concessione del credito digitali e rapidi».

Una nuova modalità di incasso

Altra potenziale killer application sulla quale sta crescendo sempre di più l’interesse del mercato è il PIS, ovvero il payment initiation service. «Al momento stiamo utilizzando le API di payment initiation per aggiungere una nuova modalità di incasso – spiega Martini. È possibile infatti abilitare le aziende ad accettare il pagamento di un cliente direttamente dal conto, semplicemente aggiungendo ai nostri gateway di e-commerce questa nuova modalità: dal punto di vista grafico è un bottone aggiuntivo, un “paga dal conto”, che consente appunto di pagare innescando un bonifico dal proprio home banking. È un sistema di pagamento complementare a quello delle carte di pagamento per importi rilevanti, diciamo superiori ai mille euro che vanno tendenzialmente oltre i plafond delle carte, o per i pagamenti B2B. La stessa modalità può essere adoperata nei negozi fisici, che non hanno un sito di e-commerce, grazie al servizio pay-by-link».

L’importanza del dato...

Non mancano poi filoni che strizzano l’occhio ai nuovi trend, come le criptovalute: CONIO, infatti, è già tra i partner di Nexi. Ma chi saranno i vincitori finali nell’open banking? «La partita si gioca sull’accesso ai dati: miniera informativa capace di offrire reale valore al cliente e alla banca, in quanto permette di offrire nuovi servizi e alla banca di fidelizzare il cliente – precisa Martini. Pensiamo ad esempio, alla pianificazione del portafoglio di investimenti del cliente che, se aggregati appunto, offrono uno spaccato sui movimenti di conto e anche sui vari dossier titoli, rendendo quindi più efficiente la pianificazione degli investimenti».

...per i nuovi servizi

Altro punto focale, sempre legato ai dati all’interno dell’open banking, è la migliore capacità di pricing. «In particolare per quanto riguarda i prodotti assicurativi: con una visione completa dei conti, infatti, si possono valutare meglio i rischi collegati ai sinistri e rivedere quindi il pricing di alcuni prodotti assicurativi, riducendolo per i clienti più meritevoli – osserva Martini. Oppure, è possibile intercettare un acquisto e proporre contestualmente una soluzione di instant insurance: pensiamo all’acquisto di uno skipass e all’attivazione quindi di una copertura ad hoc».

Il giro d’affari per l’Italia

Il futuro dell’open banking sembra quindi roseo. Entro il 2025, il mercato italiano potrebbe valere 800 milioni di ricavi aggiuntivi. «Sono le stime che abbiamo condotto con Accenture – conclude Martini – questi ricavi sono suddivisi per un terzo sull’account aggregation, per servizi di PFM e BFM, per un terzo sul credito e per un terzo su investimenti e assicurazioni. Questi servizi, d’altronde, si vanno a innestare sul più ampio processo di digitalizzazione della distribuzione dei servizi finanziari sul quale le banche stanno già lavorando».

IMPEGNO SU PIÙ FRONTI

Nexi è al lavoro sull’open banking attraverso due diverse piattaforme. Da un lato, appunto, con Nexi Open, dall’altro, con CBI Globe, la piattaforma di CBI che gira su motore Nexi e che consente all’80% del mercato italiano di esporre API in open banking. «È costituita da una parte passiva alla quale si collegano le terze parti per l’accesso alle API: al momento sono 130 le terze parti registrate sulla piattaforma e di queste più di 50 sono in produzione e lanciano quotidianamente API call delle banche, con volumi triplicati nel secondo semestre del 2020 rispetto al primo – racconta Martini. Poi, c’è la parte attiva di CBI Globe, che è utilizzata dalle terze parti per avere un accesso unico e aggregato a tutti i gateway, italiani ed esteri, garantendo anche un’armonizzazione dei dati restituiti dalle API delle banche».

CHECK IBAN: FARE SISTEMA NELL’OPEN BANKING

Uno dei casi più interessanti a livello di sistema è Check IBAN: iniziativa promossa da PagoPA con CBI. «È una API che le banche hanno deciso di realizzare spontaneamente, confermando come oramai l’open banking non è più una minaccia ma una reale opportunità – dichiara Martini. Questa applicazione consente di controllare la corrispondenza tra IBAN e codice fiscale: un servizio fondamentale per la P.A. in particolare in questo momento di rimborsi e bonus legati alla pandemia».

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di marzo 2021 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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