Microsoft apre la prima cloud region in Italia

Microsoft Cloud region Italia

Tre anni di lavori e 1 miliardo e mezzo di investimenti hanno portato alla creazione della prima Cloud Region Italia di Microsoft.

Alla Triennale di Milano, Vincenzo Esposito, Amministratore Delegato di Microsoft Italia, ha presentato il lancio della cloud region, in linea con il Piano Ambizione Italia, e gli obiettivi al 2027.

Microsoft in Italia

In Italia, l’azienda vanta 40 anni di presenza, 14mila aziende partner e 400mila professionisti nel Microsoft Partner Network.

Inoltre, le aziende che usano Microsoft sono riuscite ad aumentare il loro fatturato (x6), il 93% delle imprese quotate in borsa in Italia usa Azure e il 98% delle aziende usa Teams come strumento di collaboration.

Il Piano al 2025

Il Piano Ambizione Italia, annunciato nel 2020, ha posto le basi per la costruzione di una infrastruttura cloud scalabile moderna, con tre datacenter in Lombardia. Sono previsti 1,5 miliardi di investimenti in 5 anni.

La cloud region è stata sviluppata su 5 direttrici:

  • Formazione competenze digitali, con oltre 3 milioni di persone formate;
  • Lavorato a stretto contatto con PMI nel percorso di digitalizzazione, con partner come Poste Italiane e UniCredit, per offrire non solo competenza tecnologica;
  • Affrontato tematiche di natura energetica, spinta al green e alla efficienza;
  • Modernizzazione della Pubblica Amministrazione, grazie al cloud;
  • Accessibilità e inclusione, perché la tecnologia è abilitatore di scenari migliori, che uniscono e non dividono.

Sarà la più grande in Europa

La prima cloud region di Microsoft in Italia ha richiesto 3 anni di lavoro e, a tendere, sarà una delle più grandi in Europa. L'obiettivo è servire le aziende italiane ma non solo: anche le multinazionali che vogliono avviare progetti con ricadute sul tessuto economico italiano. E catalizzare investimenti a livello di ecosistema.

I servizi al momento disponibili per la cloud region italiana sono: Cloud Azure, Microsoft 365 e Dynamics 365.

Ma cosa significa per il cliente e le aziende che lavorano per Microsoft?

Secondo Matteo Mille, marketing and operations lead di Microsoft Italia, la nascita della nuova region porta maggiore sicurezza e sovranità dei dati, riduzione della latenza, sostenibilità e risparmio energetico.

Prossimo traguardo, tra 4 anni

Non è però il punto di arrivo, Microsoft infatti continuerà a investire in Italia e nel cloud.

La cloud region, secondo una stima di IDC, attirerà 10,5 miliardi di dollari di investimenti, 40.700 nuovi posti di lavoro IT e altri 32 partner entro il 2027.

Inoltre la nuova cloud region rappresenterà circa il 17% del totale dei nuovi ricavi stimati, ovvero 135 miliardi di dollari di nuove revenue.

Innovazione: infrastrutture di nuova generazione

Microsoft ha inoltre in corso 2 progetti sulla memorizzazione e archiviazione dei dati. Per evitare che il dato si deteriori nel tempo, si sta sperimentando l’uso del vetro di quarzo, resistente agli agenti atmosferici, inoltre per ottimizzare la densità del dato è in corso un progetto di DNA Storage.

Un’altra sfida è ridurre il consumo di energia: l’idea è creare un data center del futuro, senza ventole, ma con un liquido di raffreddamento. In questo modo si potranno migliorare del 20% le performance dei data center, a beneficio anche del rating di sostenibilità.

Infine, entro il 2025, Microsoft passerà a una fornitura di energia rinnovabile al 100%.

Illimity e Microsoft

Tra le aziende che stanno trasferendo le proprie operazioni nella nuova region datacenter c'è illimity, nativa digitale e basata su cloud.

«illimity insieme a Microsoft ha creato pochi anni fa la prima banca italiana cloud native, certamente una delle primissime in Europa. Insieme, abbiamo affrontato con successo le sfide tecnologiche, commerciali e regolamentari tipiche di un settore, come quello bancario, dove in pochi anni è cambiato tutto. Abbiamo scelto fin dall’inizio di non avere legacy e di sposare fino in fondo le architetture aperte. Il cloud si è dimostrato una scelta giusta sia in termini di efficienza e di costi, sia in termini di efficacia e flessibilità commerciale. Il cloud è certamente il primo prerequisito per poter cavalcare la digitalizzazione le cui evoluzioni sono oggi solo in piccola parte prevedibili. La competizione nel settore dei servizi finanziari – come in quasi tutti i settori – è sempre meno questione di dimensione e sempre di più questione di innovazione: e sempre di più l’innovazione passa per la capacità di reagire velocemente, integrare facilmente componenti esterne e sviluppare partnership in modalità aperta», ha dichiarato Corrado Passera, CEO di illimity.

Presente anche Poste Italiane, che sta sfruttando le tecnologie Microsoft per accelerare la propria trasformazione digitale e offrire ad aziende e pubbliche amministrazioni italiane una nuova serie di soluzioni congiunte.

Al momento il 40% della infrastruttura di Poste è su cloud, come spiega Mirko Mischiatti, Chief Digital, Technology & Operations di Poste Italiane, e ora l’obiettivo è usare l’intelligenza artificiale per migliorare il business delle consegne.

«L’innovazione digitale – dice l’Amministratore Delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante – influenza le decisioni strategiche delle maggiori aziende e i loro modelli di business. Poste Italiane è protagonista di questa evoluzione, ha trasformato sé stessa grazie agli investimenti in tecnologia e gioca un ruolo di sistema per la digitalizzazione del Paese. La nostra collaborazione con Microsoft è di lunga data, oggi si concentra sull’introduzione di infrastrutture e sull’applicazione di strumenti di analisi dei big data in grado di realizzare la trasformazione del nostro modello tecnologico allineandolo alle migliori tech company. Poste Italiane vuole essere il ponte tra i grossi centri di innovazione italiani e il territorio per lo sviluppo delle imprese e delle competenze digitali, sostenendo l’ecosistema di startup e PMI italiane».

 

La Rivista

Settembre 2026

Dare credito al futuro dell'energia

Le banche e la transizione green di consumatori, imprese e produttori di energia

Tutti gli altri numeri