Banche: perché l’AI è ancora in fase di sperimentazione?

McKinsey: perché l’AI è ancora in fase di sperimentazione?
Da sinistra: Jacopo Ghidoni e Piero Montanari, Partners di McKinsey & Company

Nessuna barriera tecnologica, è piuttosto una questione organizzativa e strategica a relegare oggi l’AI alla fase pilota. Sono pochissime, infatti, le aziende europee che hanno integrato l’intelligenza artificiale su scala.

Il finance è sicuramente uno dei settori che investe di più in questa tecnologia, ma l’adozione diffusa dell’AI richiede l’ingresso di nuove competenze, l’avvio di percorsi formativi e, soprattutto, la costruzione di una nuova cultura aziendale in cui l’AI diventa parte integrante del modo di lavorare quotidiano.

«Dalla nostra ultima indagine globale emerge un paradosso evidente: l’adozione dell’AI è ormai quasi universale, e l’88% delle organizzazioni dichiara di utilizzarla regolarmente, ma la grande maggioranza si trova ancora in fase di sperimentazione o pilota – racconta Jacopo Ghidoni, Partner di McKinsey & Company. Solo il 7% ha raggiunto una piena integrazione su scala».

Il finance, tra i settori più attivi

Il settore finanziario non fa eccezione. Con un tasso di adozione pari all’86%, si posiziona leggermente al di sotto della media globale.

«Un dato che può sembrare controintuitivo per un comparto così fortemente basato sui dati, ma che trova spiegazione nella complessità regolatoria e nei requisiti di compliance, che tendono a rallentare il passaggio dai progetti pilota alla messa in produzione – sottolinea Piero Montanari, Partner di McKinsey & Company. Questa dinamica è particolarmente evidente in Europa e in Italia, dove la pressione normativa è più intensa e rappresenta un fattore di freno all’uso dell’AI su larga scala. Ciò nonostante, il banking si conferma tra i settori più attivi: oltre il 50% delle banche europee utilizza già l’AI in ambiti come individuazione delle frodi, chatbot, credit scoring e cybersecurity. Tuttavia, sia in Italia sia nel resto d’Europa, l’adozione è ancora lontana dall’essere pienamente strutturata e integrata end-to-end nei processi».

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di maggio 2026 di AziendaBanca. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.

 

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